FAR EAST FILM FESTIVAL presenta: THE MAN BEHIND THE COURTYARD, di fei xing

4 maggio 2012

china 2011, 103′

per scusarmi dell’assenteismo eccovi il trailer!

il film parte con la banalità più assoluta: 4 giovani (2 maschi, 2 donne) che si fermano in una casa dispersa in mezzo ai boschi. unico essere umano presente oltre a loro, il custode della casa. che non fa molto per nascondere di essere un pazzo omicida. ecco tutto, pensavo io. addirittura dopo neanche 40 minuti il film sembrava finito.
ma mi sono ricreduto. perchè nei minuti successivi decolla un qualcosa di inaspettato. il film diventa quasi una commedia, per poi ritornare su tinte semi-horror.
the man behind the courtyard è un horror-thriller abbastanza semplice, ma reso atipico dal montaggio e dalla narrazione. è uno di quei film che sembra finito almeno 4 volte, prima di arrivare al finale vero e proprio. e se parte in maniera banale, posso dire che più la pellicola scorre, più il film guadagna credibilità. sarebbe interessante vedere un montaggio alternativo, magari al contrario. consigliato agli appassionati dei thriller alla memento.

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FAR EAST FILM FESTIVAL presenta: HARD ROMANTICKER, di gu su-yeon

26 aprile 2012

hard romanticker
gu su-yeon
japan 2011, 108′

ancora una volta, eccovi il trailer!

ok, non ho molto da dire su questo film. cominciamo con un pò di trama: gu è un delinquente cazzuto, che piglia a calci in culo delinquenti più cazzuti di lui. un giorno un suo amico ammazza erroneamente una vecchia signora, e nonostante la scena sia abbastanza comica (bhè, diciamo da umorismo grottesco) finisce in galera. l’evento non è privo di conseguenze, soprattutto per gu…
perchè non ho molto da dire? perchè la storia si ferma qui, praticamente. dopo la prima metà del film, pare che non ci sia più molto da raccontare, come se l’autore si sia concentrato più sulla caratterizzazione dei personaggi piuttosto che sulla narrazione. di certo i personaggi sono ben fatti e molto interessanti, basti pensare al protagonista, gu: biondo, vestito di nero, incazzato, senza paura, e con la mano pesante. uno che piuttosto che chiedere pietà o aiuto si farebbe strappare le palle. i comprimari non sono da meno, persino quelli più marginali sono ben fatti e quasi “reali”. purtroppo questo film ci dimostra però che non basta avere dei buoni personaggi per fare una buona storia. e sinceramente, essendo la pellicola ispirata alla vita del regista (che pare abbia avuto un passato da ribelle), mi aspettavo qualcosa di più… nemmeno la regia sostenuta e la colonna sonora salvano la seconda parte, che invece di decollare rimane incerta, ti lascia in attesa, e chiude un pò bruscamente, in maniera poco convinta.

detto questo, penserete che sto film mi ha fatto cagare… non è proprio così, anche perchè questi prodotti partono da un livello base che di per sè è già abbastanza alto, quindi è difficile trovare un film che faccia proprio schifo e sia fatto da cani. ecco, hard romanticker è un film da 6 su 10, dove però 6 è praticamente il voto di partenza.

FAR EAST FILM FESTIVAL presenta: SUNNY, di kang hyung-chul (ovvero…amare il cinema è ancora possibile, part 2)

25 aprile 2012

sunny
kang hyung-chul
south korea, 2011, 124′

bhè, non aspettatevi un film coreano che scenda sotto l’ora e mezza. anzi, è più facile imbattervi in discreti pezzi che rasentano le 2 ore. come minimo.
scherzi a parte, eccovi anche il trailer, visto che so che siete pigri come delle merde:

ma allora, se siete così pigri, perchè dover vedere un film coreano di due ore abbondanti? ma fate un pò come vi pare. però, cari amici, date retta ad un cretino: sunny merita.
andiamo per ordine. la storia.

im na mi (è il nome della protagonista, non sto battendo lettere a caso sulla tastiera) è una madre di famiglia, conduce una vita tranquilla e semplice. il marito lavora, la figlia adolescente è in crisi, la madre è in ospedale, e così via. un giorno incontra casualmente una sua compagna di liceo, che le offre lo spunto per rivivere passo dopo passo la sua adolescenza. con un alternarsi di flash back e di ritorni al presente, la protagonista rivive gli anni del liceo e ritrova una per una le ragazze che facevano gruppo con lei. dopo 25 anni molte cose sono cambiate, e non sempre in meglio; chi sarà riuscita a realizzare i propri progetti e chi invece avrà avuto dei risvolti inaspettati e non sempre positivi? è vero che l’amicizia, quella vera, resiste a tutto, ma proprio a tutto? sunny alterna risate e lacrime, nella migliore tradizione delle commedie sentimentali.
so che 2 ore sembrano molte, ma vi posso assicurare che questo film le riempie tutte in maniera ottima, e non risulta nemmeno troppo “dolce”, quindi potrebbe piacere anche a quelli un pò diabetici.
passiamo ora a qualche dettaglio più tecnico, come la colonna sonora: a parte la pluricitata “sunny”, da cui prende il titolo il film, abbiamo anche una fantastica citazione de “il tempo delle mele”, con quella canzone patinata che è “Dreams are my Reality” di richard sanderson. molto carine e anche molto brave le attrici che interpretano le giovani ragazze al tempo della scuola.
un dettaglio che mi ha colpito, oltretutto, è stato che i meccanismi comici sono molto vicini a quelli occidentali, e quindi risultano molto divertenti anche per noi.
ottimo anche l’alternarsi di flash back e presente, che spezza il ritmo e spesso provoca curiosità nello spettatore perchè lascia qualche punto in sospeso.
insomma, un film toccante e al tempo stesso divertente che secondo me può piacere anche a chi non è abituato a masticare film orientali.
niente male come opening night del far east.

prima del film, c’è stato un intervento del regista, la cui traduttrice non era troppo in forma però…non so, che era contento di essere a udine l’ha detto 2 o 3 volte, ma poi non ha aggiunto molto altro.
anche dopo, quando sul palco sono partite le ballerine a ballare “sunny” lo vedevo un pò disorientato. avrà pensato che sti italiani sono deficienti….? boh.

FAR EAST FILM FESTIVAL: AMARE IL CINEMA E’ ANCORA POSSIBILE (part 1).

24 aprile 2012

molti di voi nessuni che leggete questo blog si saranno chiesti dove sono stato in questi giorni, precisamente da venerdì a lunedì sera.

in realtà so benissimo che nessuno se l’è chiesto, ma io ve lo dico lo stesso, cazzomenefrega a me.

ero a udine. che oltre ad essere una città piena di birra e di grappa, ogni anno ospita e organizza il far east film festival. per gli ignoranti, è il festival di cinema orientale popolare più grosso d’italia, se non d’europa.

è il mio terzo anno qua, e non posso non notare una cosa: come disse michael hui l’anno scorso…”questo è un festival di cinema, fatto da gente che ama il cinema, per gente che ama il cinema.”

qualche dettaglio tecnico per gli ignoranti di prima:
– con soli 30 euro si può ottenere l’abbonamento white tiger, che garantisce l’ingresso a tutte le proiezioni e il catalogo a soli 7 euro invece che 20. attenzione però, l’abbonamento va sottoscritto con un buon anticipo, quindi bisogna monitorare il sito. altrimenti costa 50 euro…rimane vantaggioso comunque, visto che un solo film della sera costerebbe di suo 7 euro.

– udine non è gigante, io dal mio ostello raggiungevo comodamente il festival a piedi in 10 – 15 minuti.

– la birra arriva anche a costare 6 euro al litro

– lo spritz costa meno di 2 euro (lo so, al nord è così, ma qua in romagna meno di 4 euro non costa)

– ogni volta che prendi un caffè ti chiedono “corretto?”

– nei locali convenzionati con il festival si mangia e si beve con sconto

– le volontarie del far east sono delle stramegafighe (ma questo è molto soggettivo)

la cosa che mi piace del festival è l’aria che si respira quando si entra nel teatro. tantissima gente, lì per il tuo stesso motivo. il cinema. e le volontarie, per alcuni.
la stessa medesima gente che quando è ora di entrare ti pianta un gomito nello zigomo per accaparrarsi il posto migliore. ma per amor del cinema, si fa questo e altro. e devo dire che nonostante tutto, sono riuscito ad avere buoni posti senza dover uccidere nessuno.

ecco la lista dei film che ho visto:

1 – sunny
kang hyung-chul

2 – hard romanticker
gu su-yeon

3 – the man behind the courtyard house
fei xing

4 – i corti della freshwave di hong kong, il progetto di johnnie to, ovvero
1+1
mo lai

the decisive moment
wong wai-kit

sew
li yin-fung

july 1st, an unhappy birthday
li miao

5 – thermae romae
takeuchi hideki

6 – nightfall
roy chow

7 – bunohan: return to murder

8 – love strikes!
one hitoshi

9 – rent-a-cat
ogigami naoko

10 – you are the apple of my eyes
giddens

11 – romancing in thin air
johnnie to

12 – iodo
kim ki-young

questi i film che ho visto da venerdì sera, alla opening night, fino a lunedì mattina, momento in cui ho dovuto tristemente fare ritorno a casa. confesso che 12 film in neanche 3 giorni interi non è male, di certo è una mattonata tremenda, e non credo che sarei riuscito ad andare avanti in questo modo per tutto il festival. ma vabbè.
che dire? nei prossimi post quasi quasi faccio qualche recensione dei film che ho visto, per svariati motivi. uno su tutti: questi prodotti non si vedono facilmente in giro, se non su siti specializzati o altri blog. quindi penso che più ne parliamo meglio è, perchè alcuni titoli sono veramente degni di nota, e se qualcuno dopo aver letto il mio stupido blog dicesse “quasi quasi me lo vado a cercare” sarei tanto contento.
poi, ho letto qualche recensione in giro di qualche presunto blogger critico di cinema… ecco, non sto lì a dire il percome e il perdove e il percazzo, ma a sto punto se scrivono cani e porci posso scrivere pure io, che sono sia cane che porco.
oltretutto, non mi dispiacerebbe che qualcuno che come me ha presenziato al festival venisse ad esprimere il proprio giudizio sui film che ha visto, magari me ne consiglia di nuovi. se poi siete tra le volontarie dello staff, sarete caldamente accolte, il tutto ovviamente per amor del cinema e dell’arte.

postmetto una cosa (sono alla fine, quindi postmetto): non sono un critico di cinema, non scrivo di cinema abitualmente, anzi devo dire che delle recensioni spesso e volentieri mi fido poco. casomai le leggo dopo aver visto il film (eh, lo sapete che ho qualche tara mentale, dai). quindi, proprio in virtù di questo, il mio giudizio sarà assolutamente a cazzo, e a sentimento, quindi poi non venitemi a cagare la minchia dicendo “ah ma te ci capisci” e “ah ma te non ci capisci un cazzo”, ecco.

ora direi che dormo, perchè ho bisogno di recuperare le ore di sonno spese davanti al megaschermo.

oroscopo

8 aprile 2012

image

quella specie di fagotto che vedete sopra è mia sorella, che ha invaso i miei spazi e si è addormentata nel mio letto, un pò come fanno certe specie animali che si insediano in un ambiente e lo fanno loro.

la cosa surreale è che mentre lei dorme io sto disegnando interrogandomi sulla curvatura della spina dorsale di un uomo adulto visto di schiena, un pò di 3/4, con la gamba sinistra dietro e quella destra in avanti.
in compenso, quando mia sorella dorme io mi diverto a farle i dispetti. il primo è questo post.
successivamente sono arrivati i lanci di cose puzzolenti tipo calzini usati e fazzoletti sporchi.

ieri ripensavo al tipo che fa la pubblicità dell’evasione fiscale (vedete il post della spesa) e pensavo che mi dispiace tanto per lui… cioè, lui esce di casa e la gente gli fa “scusi, ma lei è quello che evade le tasse in tv? guardi che la vengono a prendere!!”

se non ci credete guardate qua:

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/09/03/574281-attore_evasore_dello_spot_gente.shtml

insomma, sta cosa sembra fuori di testa solo a me?
ti fanno vedere una pubblicità progresso per non evadere, e la prima cosa che pensi è “guarda quello sfigato che evade le tasse!”?
e c’è anche qualcuno che pensa che sia vero??
cazzo, 2 lustri abbondanti di reality ci hanno veramente fuso il cervello.

(dio che puzza i miei calzini!!!)

mi sembra così stupido che ci sia qualcuno che pensi veramente che quell’attore in realtà sia un evasore vero. è incredibile come l’uomo riesca ad andare sulla luna, e nonostante questo sia ancora colpevole di certi livelli di stupidità.

un’altra cosa è l’oroscopo e la chiaroveggenza. fosse per me, li metterei tutti in galera.
vediamo cosa dice il mio oroscopo della settimana: digito “oroscopo online” e clicco su un sito a caso…direi oroscopo.it, che mi pare il più random di tutti.

l’oroscopo della settimana del lavoro recita:
Avete raggiunto uno scopo in campo professionale ultimamente e questo potrebbe aver dato fastidio a qualcuno che vi è vicino. Del resto dovevate aspettarvi qualche gelosia! (oh, wow, da solo non ci sarei mai arrivato…alzi la mano chi non ha dei colleghi rompicoglioni al lavoro…)
I vostri colleghi potrebbero comunque approfittarsi della vostra carica ed energia per farvi fare qualcosa al posto loro! Sta a voi decidere se assecondarli per rientrare nelle loro grazie o se decidere di non farvi più sfruttare!(e ancora… dove sta la novità? se mi faccio il mazzo me ne accorgo anche da solo…e se non me lo faccio sono convinto di farmelo lo stesso, quindi non ho certo bisogno dell’oroscopo per convicermene…)

vediamo che dice l’ammore!
I single si guarderanno bene dal presentarsi a personaggi improbabili portati dagli amici, poiché potrebbe essere una loro piccola trappola per far conoscere due persone sole ma male assortite l’una con l’altra!
(ma che cazzo…mai sentito parlare di appuntamento combinato?)

e la cosa migliore sono sempre i commenti!!!

“questo è troppo forte dice una cosa vera dopo l’altra e mi piace da morire pensare k prima nn ci credevo”
a quanto pare nel dizionario non ci credi ancora…

“bravissimooooo e tutt l verità”
questo secondo me manco sa leggere…non so come faccia a capire che è la verità.

e dulcis in fundo:

“mi sá che quello messo peggio, sono io…. ariete, ascendente ariete, nell’ oroscopo cinese tigre e Giaguaro in quello maya!!! per di piú sono anche nato con un gemello omozigota !! perció siamo anche in 2!!!”
già…se anche tuo fratello gemello crede a ste cazzate allora si che stai messo male, amico.

vi racconterò una storia zen su queste cose.

un giorno, il samurai dell’est andò dalla chiaroveggente per farsi predire il futuro. arrivato al centro del paese, davanti alla tenda della veggente vide il samurai dell’ovest.
“anche tu qui?” disse il samurai dell’est.
“voglio farmi leggere il futuro.” rispose quello dell’ovest.
mentre decidevano su chi sarebbe entrato prima, arrivarono anche i samurai del sud e del nord.
“seguiremo l’ordine naturale” disse quello del nord, che era solito prendere le decisioni per tutti e 4.
“per primo entrerà l’est. poi il sud, poi poi l’ovest e infine entrerò io, il nord.”
i samurai accettarono l’ordine del nord, ed entrarono uno alla volta.
quando anche il nord fu uscito, confrontarono tra di loro le previsioni della veggente.
“a me ha detto che domani dovrò uscire con l’ombrello.” disse l’est.
“io pure!”disse il sud.
“lo stesso vale per me.”esclamò l’ovest.
“ha detto la medesima cosa anche a me…”concluse il nord.
dubbiosi, i quattro samurai si salutarono.
il giorno dopo, il samurai dell’est prese l’ombrello, uscì, e cominciò a piovere. felice, aprì il suo ombrello.
il samurai del sud, nonostante il sole che brillava alto nel cielo, decise di seguire il consiglio della veggente e prese con sè il suo ombrello. dopo pochi minuti di cammino, la fronte gli bruciava e le braccia scottavano, così come le spalle. allora aprì l’ombrello e con esso si fece ombra.
il samurai dell’ovest uscì di casa a fatica, perchè tirava un grandissimo vento, e le nuvole correvano veloci. dopo pochi passi si dovette fermare perchè il vento sollevava la polvere e le foglie, gettandoglieli negli occhi. allora aprì il suo ombrello, e usandolo come protezione riuscì a riprendere il suo cammino, coprendosi il viso.
anche il samurai del nord aveva seguito il consiglio della veggente, ed era uscito con il suo ombrello. non pioveva, non era caldo, e non tirava vento. fece ciò che doveva fare e si rimise sulla via del ritorno. tornato a casa rimise l’ombrello nel porta ombrelli e si coricò.
il giorno dopo, si recò dalla veggente, e come si aspettava trovò gli altri 3 samurai.
“aveva ragione!” esclamarono tutti e 3 in coro.
ma il samurai del nord entrò nella tenda sguainando la spada e uscì con la testa della veggente.
“ci ha gabbato, sta mignotta…” disse il samurai del nord, in modo molto poco zen.
“ci ha dato un consiglio che poteva essere utile in qualsiasi situazione…con la pioggia, con il sole, o con il vento.”
“ma a te non è successo niente?” chiese il samurai del sud.
“io non sono uscito.” disse quello del nord.
“ma come no” esclamò quello dell’est “poche righe più su c’è scritto che sei uscito!”
“era una trappola per i lettori” rispose quello del nord con aria compiaciuta. “ho fatto finta…!”
“ma allora… se uscivi magari pioveva…” mormorò il samurai dell’ovest.
“o magari no. ho preso con me l’ombrello, ma siccome non dovevo uscire, non sono uscito. sta baldracca dava per scontato che sarei uscito, e io gliel’ho lasciato credere. se le avessi detto che stavo in casa, mi avrebbe detto “mettiti le pianelle!”… in quel momento ho capito che era una truffa: se avesse letto veramente il futuro, avrebbe visto che non sarei uscito e quindi mi avrebbe dato un altro consiglio.”
“vuoi forse dire che ci danno a culo??” disse il samurai dell’est, visibilmente scosso.
“serve forse la chiaroveggenza per capire che devo ripararmi dalla pioggia o dal sole? o dal vento? ogni giorno piove, o c’è il sole, o c’è il vento.”

detto questo se ne andrò verso il tramonto, diventando una sagoma stagliata contro il rosso del sole calante.
“stai sbagliando strada!” disse il samurai dell’ovest.
“vabbè, la faccio un pò più lunga, ok? che palle, io devo sempre tornare verso nord, mai una volta che debba andare verso il tramonto, uffa.”

e i 3 samurai dell’ovest, dell’est, e del sud commetterono seppuku per fare ammenda della loro stupidità.

FINE.

Sotto questo cielo, a fare la spesa!

31 marzo 2012

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l’altro giorno ho notato che grazie alla palestra il mio pene si sta gradualmente rimpicciolendo.

ma non è di questo che volevo parlarvi.

pensavo anche che l’uomo che fa la pubblicità progresso dell’evasione fiscale

assomiglia ad un tipo che conosco. oltretutto so che questo povero attore viene costantemente sputato nella faccia quando cammina per strada. cazzo è un attore, finge e basta, come rocco siffredi o jenna jameson. e loro vengono sputati nella faccia solo durante le riprese.

ma non è di questo che volevo parlarvi…
in realtà voglio condividere con voi una cosa molto più interessante.
cioè la mia lista della spesa di stamattina.

-maglia uomo cot.giro (ovvero maglia aderente della map. che poi tu la guardi nella figurina con un ragazzo felice a cui calza molto bene, poi ti dici: “ma io mica ho tutta quella roba da metterci dentro” però nella taglia 4 ci sto abbastanza bene).

-cassa da 18x50cl di lattine dana brau (oh yeah, let’s party. poi erano in offerta, prendi 2 paghi uno).

-cappelletti dei fratelli canuti (no, non sono testicoli di due gemelli anziani, sono dei cappelletti di un pastificio, che quello sì che forse è di due fratelli anziani. però son buoni).

-una lampadina eco (che non ci ho capito un cazzo ma l’ho messa nella lampada da scrivania e funziona, quindi fanculo).

-gun powder tiempo (che a quanto pare è tè verde cinese, ma se per caso saltasse per aria avrete risolto il problema di dover leggere questo blog)

-orzo&caffè conad (se non bevo questo la mattina sclero. è una stupida miscela di orzo e caffè).

-panino maxi hamburgher (perchè mi piace ogni tanto fare degli hamburgheroni megagigabiga, con pancetta annessa).

-altra lampadina, visto che non avevo capito un cazzo con la prima.

-twinings collection 25filtri (perchè se magari il tè di prima è davvero polvere da sparo, almeno mi bevo questo, se non sono morto con la prima infusione).

-200 bastoncini cotton fioc (perchè godo a pulirmi le orecchie… non ad averle pulite, di quello me ne sbatto. ma mi diverto a pulirle).

-mega pacco formato esercito di sottilette kraft (erano in offerta, e poi mi piace avere una pila di sottilette una sopra l’altra, sono morbide e gustose).

questa spesa è quasi più stupida di quella che feci qualche anno fa a milano, dove comprai:

macinato di maiale, pane, salsa rosa, birra scadente.
ah, per chi si fosse posto la questione, quello nella prima immagine è il mio camino.

uomo sbagliato vs. fitness (parte III)

10 marzo 2012

ist: signor uomo sbagliato, lei ha qualcosa contro gli stupri tra maschi?
uomosb: veramente sarei un pò all’antica…. cioè, mi piacciono i classici, il sano vecchio stupro uomo-donna, sa com’è.
ist: non si preoccupi, sa perchè nello spogliatoio ci sono i rasoi e la schiuma da barba?
uomosb: per radersi?
ist: no, perchè il venerdì sera prendiamo il più leggero, gli rasiamo le chiappe (e la schiena, se ce n’è bisogno) e poi gliemo buttiamo in culo sotto la doccia.
uomosb: ah, ottimo. posso saltare questa parte dell’allenamento? già che ci siamo, c’è uno che quando si fa la doccia ripete in continuazione “mamma mia, mamma mia”, anche se non parla con nessuno.
ist: è quello del venerdì scorso.
uomosb: ah ecco.

uomo sbagliato vs. fitness parte II

8 marzo 2012

a quanto pare nelle palestre usa fare una sorta di programma di lavoro, chiamato percorso. insomma, ti dai degli obiettivi, qualcosa che non sia solo guardare le giovani universitarie sudate o scoreggiare sulla panca degli addominali per lasciare un regalino a quello che la userà dopo di te.

vabbè, dopo circa una settimana devi decidere con l’istruttore quanto pompaggio vuoi fare, e con quali attrezzi. farò pesi? quanti? e le trazioni? e gli addominali? e le scoregge? e tutte ste cose qua.

ovviamente io sono l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.

istruttore grossissimo muscoloso (ist.)
: bene signor sbagliato, che vogliamo fare?
uomo sb: eh? come?
ist: che percorso vogliamo fare!
uomo sb: non saprei, non sono pratico.
ist: vabbè allora faccio io. a steroidi come stiamo messi?
uomo sb: ma scusi, non stanno nello spazio quelli?
ist: ah ah, riderei se non avessi i muscoli della faccia troppo contratti da anni di palestra. il suo umorismo è fine quasi quanto il mio apparato riproduttivo.
uomo sb: anche lei non scherza a battute.
ist: grazie. mens sana in corpore sano. allora che vogliamo fare? lei si sarà posto un obiettivo!
uomo sb: una volta ho fatto una scoreggia di almeno 10 secondi!
ist: questo non le ingrosserà i deltoidi.
uomo sb: no, è vero.
ist: e a dieta come stiamo messi? proteine o carboidrati?
uomo sb: non so, la pizza e la birra dove stanno?
ist: lei è la sintesi della disgrazia, signor sbagliato. ma non si preoccupi, faremo di lei un vero uomo!
uomo sb: mi farete rimpicciolire il pene?
ist: e anche il cervello, anche il cervello! un giorno anche lei sarà degno di indossare la sacra cintura!
uomo sb: quella che usa quell’armadio là per non farsi uscire una vertebra mentre solleva quei pesi?

a parte questo, ieri sono stato ad un incontro sull’educazione, roba che devo fare per lavoro. l’incontro era diviso in introduzione – cena – conclusione. la cena era offerta.

in questo contesto, ho appreso di una divertente forma di vita presente nella mia città, ovvero “l’imbucato scroccone”.
pare che questo soggetto sia presente a qualsiasi evento con cibo gratis. nonostante l’aspetto che lo fa assomigliare ad un barbone rumeno, sporco e puzzolente, costui deve essere notevolmente organizzato visto che riesce a presenziare a tutti, e dico tutti gli eventi in questione. e dire che a guardarlo non sembra manco che sappia leggere.

la cose divertente è che si porta dietro un registratore di audiocassette, di quelli tascabili (so fucking ’90s) e mentre mangia registra dei brevi promemoria: “*gnam gnam* mangiato salsiccia *gnam gnam* mangiato pasta pasticciata” e così via. insomma, registra quello che mangia.
ora, a parte il fatto che sta malissimo, sicuramente, la cosa che mi affascina è il patrimonio culturale che quest’uomo deve avere. cazzo, a casa avrà pareti intere di audiocassette, che se uno volesse potrebbe ricostruire tutti i menù di tutti gli eventi con buffet/cena degli ultimi 10 anni. e forse anche prima. si potrebbe fare un’indagine, qualcosa come “dal 1990 al 2012 nella città di xxxxxx gli eventi con buffet o cena gratuita hanno fornito un menù quasi sempre a base di questo e quello, incrementando così il livello di obesità. pertanto, è giusto procedere per vie legali con gli organizzatori dei suddetti eventi”.

ok, forse sto lavorando un pò troppo di fantasia, ma vi immaginate che roba? io sono sgomento, come dice mia sorella.

uomosbagliato vs. fitness

27 febbraio 2012

ecco, sapevi che prima o poi questo doveva succedere.
certo, ci sei finito quasi con l’inganno, quasi per curiosità, quasi per sfinimento. in questi casi è sempre un insieme di cose piccole, banali, ma che si sommano e formano una causa, un movente.
vago, fumoso, che non afferri. ma che rimane pur sempre un movente.
e ti tocca.
e ancora ci ripensi, perchè più ti avvicini alla dura verità, più non riesci a capire.
e anche se sembra così semplice, quando arriva il momento, quello in cui la tua corda si tende al massimo…
non puoi fare a meno di chiederti

che
cazzo
ci
faccio
io
in
palestra
?

intendiamoci, non sono uno molto sedentario.
cioè.
ho sempre fatto tanto sport, almeno fino ai 17 anni. nei 10 anni successivi il massimo che facevo era una corsetta al parco di qualche chilometro, poi svariate serie di trazioni, piegamenti, addominali. camminare, cammino. mi piace giocare all’aperto, cosa che d’estate per lavoro faccio molto spesso circondato da orde di bambini urlanti.
ora, il mio lavoro di illustratore e quello di educatore invernale non mi permette certo molto movimento fisico. però mi regala certe fitte al collo o alla schiena che non sono affatto male.
ma non divaghiamo.
stamattina sono andato in palestra.
entro, oltrepasso gli spogliatoi e cerco una reception, è dentro la sala fitness, cavolo non c’è nessuno alla reception, aspetta se entri con una borsa e un giubbotto addosso e ti guardi attorno farai la solita figura di quello spaurito che non è mai entrato in una palestra e quindi è un disadattato perchè a 27 anni se non sei mai entrato in una palestra vuol dire che hai dei problemi con il tuo corpo e non vuoi farti vedere da nessuno, non fare così cavolo che poi sembr

troppo tardi, l’hai fatto…ecco, adesso so già che tutti pensano così. quindi faccio buon viso a cattiva sorte e quando il trainer mi pone la domanda “sai come funziona qui?” io gli rispondo “non sono mai entrato in una palestra”. tanto ormai.

devo dire che non concepisco molto il correre su un tapìrulant quando le nostre campagne sono così belle e puoi farti una corsa all’aria aperta.

nello spogliatoio sono riuscito a non guardare altri peni oltre al mio, nonostante la curiosità fosse tanta. cioè, voi non vorreste sapere com’è il pene di un palestrato? se è grosso, corto, tozzo, pendulo, mini… bho, cmq non lo so nemmeno io perchè non ci ho guardato, avevo paura che mi sgamassero. e poi è una curiosità un pò controproducente, come quella che ti spinge a guardare 2 girls 1 cup su internet. ah, nel caso ve lo steste chiedendo, dopo un’ora di esercizi fisici il mio pene si era notevolmente ritirato, che per un attimo sono stato preoccupato perchè così ritirato non l’avevo mai visto (sarà perchè quando vado al parco non posso guardarmi il pene subito dopo avere corso).

“ehi pene, tutto ok laggiù? ti vedo un pò abbacchiato!”
“ci credo, prova tu a fare tutta sta fatica!”
“ma guarda che l’ho fatta io, tu non hai dovuto fare niente…”
“sì, infatti… io non devo MAI fare niente, eh, rubacuori?”
“di questo ne parliamo un’altra volta, e non ora che c’è gente e poi pensano che sono pazzo.”
“ok…mi raccomando col sapone, eh!”

detto questo, i discorsi nello spogliatoio erano tutti incentrati sul gol annullato di milan-juve, cosa su cui sono ormai informatissimo nonostante non segua una mazza di calcio.

detto quest’altro, la palestra è un bel posto però c’è la gente, se non ci fosse la gente sarebbe un posto bellissimo, però forse non sarebbe nemmeno una palestra ma una stanza vuota con degli attrezzi per il fitness.

crouching tiger, hidden dragon, squalo sono me.

14 febbraio 2012

(attenzione. per capire questo post dovete aver letto le altre avventure sul tigrone tony, la tigre dei frosties: la prima e la seconda).

l’altra sera sono andato a mangiare una pizza nevosa, in un ristorante nevoso in una pianura campagnola, nevosa anch’essa.
era uno di quei sabati che la pizza ci sta proprio bene. ed era anche molto buona, ma veramente buona. l’unico problema, è che in tutta la sala c’eravamo noi e un’altra tavolata famigliare, di coppie giovani con figli e nonni al seguito. e poi è arrivato il pianobar. la donna del pianobarista, appena ci vede ci accalappia subito.

“ragazzi, se volete stare qua bisogna cantare. fate un pezzo di vasco rossi, magari dei modà?”
eh.
oh?
uh?
“prima possiamo mangiare, grazie?”
“sì ma dopo cantate.”
“neanche morti.”
“uhmpf.”

ma poi chi cazzo sono i modà? cos’è, un gruppo nato da uno che stava camminando per strada, è scivolato su una merda e poco prima di spaccarsi il cervelletto sul marciapiede ha esclamato “porca modà!” invece di “porca madò!”? bho.
in ogni caso, la musica era esagerata e ad un certo punto una giovane mamma sexy ha cantato “vivo per lei” assieme al pianobarista, inutile dire che entrambi erano intonati quanto lo scroto di un rinoceronte che sbatacchia in una palude. al momento di “sfiorarla con le dita” a lei sono uscite le tonsille e una credo sia volata nel forno a legna del pizzaiolo, che ha sbottato e al grido di “basta, non si può andare avanti così! io me ne vado, cazzo!!!” se n’è andato.
io, non potevo far altro che autolesionarmi macinando del pepe nero dentro la birra e stordirmi così, con dell’alcool piccante.
ho pensato alla musica. così, come dicevo, stamattina sono andato a trovare il mio amico Tony, la tigre dei frosties

quindi sono andato a trovarlo al suo appartamento, in una zona periferica della mia città.
“hey tony, cavolo ti sei sistemato per bene! guarda qua che bel tiragraffi che ti sei fatto!”
“eh già….” mi ha risposto lui, un pò svogliato. era seduto su uno sgabello, davanti al tavolo della cucina. con la sua zampona rimestava una ciotola di latte e frosties ormai troppo inzuppati, mentre la sua codona spazzava per terra. il suo fazzoletto era sporco e liso.
“vuoi?” mi fa, porgendomi la tazza.
“ehm… no grazie. ma che hai, tigre? sei triste? dai che stasera comincia sanremo, non sei contento…?”
“mah… insomma….”
“quanti testi hai scritto quest’anno?” faccio io. l’occhio mi corre sulle sue mensole, dove ci sono foto di tony accanto a moltissime star italiane.

“guarda! guarda qui e poi dimmi se non ho ragione ad essere depresso!!!” ruggisce, porgendomi un foglio.

il foglio è tutto strapazzato e ci sono evidenti segni di annusate e graffiate. è il testo di una canzone:

“Lo squalo sono me

Sono il padrone
l’ imperatore
dio degli abissi e delle liquidità
morto uno squalo se ne farà un altro
perchè c’ è già qualcuno che vuol mangiar me”

e continua più o meno uguale.
“cazzo tony, non leggevo una cagata simile dai tempi della cover di creep fatta da vasco. mi pare che ci dai dentro, eh?”
“magari, amico, magari….” fa lui, facendo due giri su sè stesso e accucciandosi sopra un tappeto. “non l’ho scritto io… ormai se li scrivono da soli.”
“ma… vorresti dire che questo l’hanno scritto i litfiba da soli? senza il tuo aiuto??”
“così pare, amico.”
si ferma un attimo, sbadiglia e con la zampa posteriore si gratta dietro un’orecchio.
“ormai non c’è più posto per il vecchio tony… pensa che nessuno mi ha contattato per sanremo, quest’anno…!”
“non dire così tony… vedrai che da qualche parte c’è ancora qualcuno che ha bisogno di te e dei tuoi testi insulsi e stupidotti!”
“una volta, forse. quando la gente era intelligente e riusciva a scrivere bei testi. allora sì, che per scrivere delle cagate aveva bisogno di una tigre. che poi lo sai che noi tigri non sappiamo manco leggere??”
“mi pareva.” faccio io.
“ma ora… ora la gente ha imparato ad essere stupida. a dire cose vuote, senza contenuto. non c’è più bisogno di qualcuno che lo faccia al posto loro.”

tony, amico mio. è dunque la fine? è dunque giunto il momento in cui l’umanità ha imparato ad essere stupida senza l’aiuto di nessuno?