Archive for ottobre 2009

halloween!

31 ottobre 2009

a me halloween fa un pò cagare. ma non è che lo faccio per essere anticonformista contrario e alternativo, eh. che alla fine non mi frega tanto di essere la mosca bianca, anche perchè nessuno se ne accorge. semplicemente halloween intanto è una festa straniera con cui l’italia non ha nulla a che fare, non appartiene alla nostra cultura e bene o male è stata assimilata solo per avere una festa in più durante la quale fare casino e spendere soldi. e figuratevi che io non faccio regali manco a natale. e spesso e volentieri ad halloween ci sono feste sparse per il territorio, magari pure in maschera, a cui io non voglio andare. perchè non ci voglio andare? bhè, a me non piace travestirmi, è una cosa che ho smesso tanti anni fa dopo l’ennesimo carnevale vestito da batman. e poi costume o meno, io le feste le aborro, perchè tanto sono un elemento da tappezzeria, non mi caga nessuno, se non i miei amici. il punto è questo… avessi una ragazza con cui andare alla festa ci andrei, avessi degli amici che non vedo mai e che vanno alla festa ci andrei per vederli, visto che appunto non ho occasione di vederli normalmente. ma visto che la ragazza non ce l’ho, e che i miei amici li vedo abbastanza spesso, pagare per entrare ad una festa e fare da tappezzeria tutto sommato non mi esalta… sono asociale, è vero, come è vero che spesso preferisco un film a delle persone vere. ma non pensate che non abbia mai presenziato alle feste e che lo dica tanto per dire. qualche festa con gente sconosciuta oltre al mio solito gruppetto c’è stata, e i tentativi di approcci sociali sono sempre stati disastrosi e inutili, forse per colpa mia, forse perchè non ho mai avuto la fortuna di incontrare le persone giuste, forse perchè quelle che incontravo non gliene fregava un cazzo di chi ero e cosa facessi. se pensate di essere le persone giuste fatevi vive, io vi aspetto, se siete le persone sbagliate andate affanculo invece, alla faccia vostra, tiè! cosa voglio dire con tutto questo discorso? che se venite a suonare a casa mia a chiedere dolci libero i cani, e vi avviso che uno pesa 40 chili e al buio si vedono solo i suoi canini. e che altro? ah già, che non vado alle feste e i miei motivi li ho…

fra l’altro l’ultima festa a cui sono andato ho fatto le 3, era un pò una noia ed era pieno di ragazze brutte, e ce n’era una bella che era però sbronza e vomitava e basta, e poi era pure depressa, e sinceramente se la tirava pure un casino, quindi fanculo pure a lei.
e buon halloween a tutti!
(vado a fare la cacca)

EDIT: comunque sono uscito stasera eh, non mi sono mica tappato in casa! sono andato a bere qualcosa con un amico.

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IL FINALE

28 ottobre 2009

rowalsky venne svegliato dal ronzio intermittente della sirena e dalla voce della speaker del ponte di comando che proclamava lo stato d’allerta. in quanto capitano della nave doveva comparire sul ponte prima di tutti, ma ormai l’età lo rallentava non poco, e si concedette una pisciata veloce prima di infilarsi la divisa e precipitarsi verso il ponte di comando.
“capitano, avete la divisa abbottonata zoppa”
“fatti i cazzi tuoi, francis.”
francis era il luogotenente della nave, e si occupava di supervisionare le manovre ordinate dal capitano, e programmava i software di navigazione e puntamento. era abituato al modo di fare del capitano, anzi sembrava fregarsene proprio, ed era per questo che il capitano ci lavorava bene. francis gli era sempre sembrato un pò omosessuale, ma in fondo non aveva pregiudizi.
“allora, com’è la situazione?”
“non buona capitano. è comparso qualcosa sul radar, qualcosa di grosso.”
“una nave madre?”
“più che una nave madre…. sembra un’intera flotta. tante.”
il capitano si grattò dietro un’orecchio, guardò il quadrante del radar, effettivamente gli oggetti entrati nel campo visivo del radar erano talmente tanti da formare un unico blocco rosso sul monitor.
“ok. tania, allerta i piloti, li voglio pronti sull’hangar in 2 minuti. chi c’è di turno?”
“vediamo…. vernon, capitano.” rispose tania.
“ok, digli che muova il culo e che i caccia siano pronti. temo che avranno parecchio da fare là fuori.”
la voce di tania risuonò per ogni anfratto della nave, mentre i piloti e i meccanici si preparavano. tania era una ragazza giovane, entrata nella flotta ancor più giovane. era la voce del ponte di comando, non tutti la conoscevano di persona, ma tutti conoscevano la sua voce, e in un certo senso ci si erano affezionati, come quando ci si affeziona al doppiatore di un film o ad uno speaker di un programma radio. affezionarsi ad una voce… ironico, pensò il capitano. e trovò ironico anche il fatto di perdersi a divagare con la mente in una situazione che di lì a poco probabilmente si sarebbe rivelata mortale per tutti loro.
“ehm…. capitano? c’è qualcosa che non va?”
“c’è che sto diventando vecchio, francis. LARA che dice?”
“lara? non la sento da un pò, ma suppongo che la odi come al solito.”
“non la mia ex moglie, cretino! LARA, l’intelligenza artificiale della nave!”
“ah, mi scusi. i dati stanno arrivando in questo momento…..”
gli addetti ai quadri comandi della nave, con gli occhi incollati sui monitor, cominciarono ad esporre la situazione al capitano:
“dai risultati del radar sono una flotta grossa. navi madri e relativi scout, trasporti e ricognitori. tutto, insomma.”
“ETA di 10 minuti. questo secondo la nostra velocità massima.”
“impossibile effettuare il salto, i loro impulsi elettromagnetici falserebbero il nostro navigatore. rischieremmo di…”
“lo so, ufficiale, potremmo finire in un cazzo di buco nero o a cuocerci i maroni al sole. cioè, dentro il sole.”
“i piloti sono pronti ad uscire, signore.” esclamò tania.
questo era uno di quei momenti dove il capitano esclamava cazzo!, e di solito prendeva una decisione disperata di quelle che solo i capitani sanno prendere. e di solito se la cavavano.
“tenente, ho paura che stavolta non ce la caveremo. sono troppi. anche riuscendo ad avere la meglio, i danni sarebbero troppo ingenti. vagheremmo per questo cazzo di spazio con una nave fatta a pezzi, morendo alla deriva di qualche cazzo di sistema stellare del cazzo.”
non si mosse una piuma sul ponte di comando, mentre l’equipaggio contava il numero di cazzi che il capitano aveva inserito nelle sue drammatiche conclusioni. l’aria era ferma che quasi si poteva sentire il suo respiro un poco stanco. prese il microfono.
“qui è il capitano rowalsky. come avrete intuito la situazione non è delle migliori. anzi, siamo proprio nella merda. ma la guerra è guerra, e il nemico ce lo siamo procurati noi. sentirci in colpa non ci farà sentire meglio, e ormai colpa o non colpa non conta più un cazzo perchè saremo spazzati via, e non avremo nessuno a cui insegnare ciò che abbiamo imparato dai nostri errori. questo, purtroppo, lo pagheremo molto caro. se qualcuno vuole abbandonare la nave, lo capisco. per chi rimane…. bhè, fate del vostro meglio.”
francis aveva capito le intenzioni del capitano.
“do l’ordine, capitano?”
“vai, francis”
tutti i piloti si lanciarono, l’artiglieria della nave si preparò allo scontro, le testate nucleari vennero armate e la nave spaziale LARA si diresse a tutta velocità verso la flotta nemica.
che ironia, penso il capitano, morire su una nave che porta il nome della mia ex moglie, che fra l’altro mi odia.
“capitano?”
“sì, francis?”
“è stato un piacere servire al suo fianco.”
“grazie francis.”
“potrei abbracciarla prima di morire?”
“non ci pensare nemmeno, cazzo.”

e da lontano, il buio dello spazio veniva illuminato dalle esplosioni e dai laser della battaglia, che disegnavano stupende scie di luce e di colori. sembrava tanto un arcobaleno.

la ragazza più fine del web.

26 ottobre 2009

ebbene sì, finalmente è successo. stamattina tra le chiavi di ricerca c’è “negro che rompe il culo ad una nonna”. bhè, spero che il peregrinare di questo utente sia finito quando è arrivato qui. non ci sono negri e tantomeno nonne, però magari qualcosa di interessante lo trovi. per esempio questo:

per chi non la conoscesse ancora, è la ragazza più fine del web. tutto sommato è abbastanza famosa, è stata intervistata anche da radio deejay, mica cazzi. poi diciamocelo, un bel faccino come quello che spara rutti di 10 secondi a 2000 atmosfere mica può passare inosservato. quando si dice bella e brava. io personalmente vorrei frequentarla una ragazza così, anche se devo ammettere che una che rutta più di me un pò intimorisce la mia virilità, ma vabbè, sarebbe poca cosa. altro che vips del grande fratello che non sanno fare niente e vogliono solo scopare, questa ha qualcosa da dire. vi prego, se qualcuno ha il suo indirizzo mail o un recapito di qualsiasi tipo, o sa in che supermercato va a comprare la schweppes me lo faccia sapere.

le visite e le chiavi di ricerca: un mondo a parte!

20 ottobre 2009

mi piace tanto guardare attraverso quali strani meandri la gente finisce qua. e guardando guardando, ho visto che qualcuno è finito qua perchè ha digitato “perchè amo sempre l’uomo sbagliato”. eh, cara mia, premettendo che io sono l’uomo sbagliato al posto sbagliato al momento sbagliato, posso solo dirti che hai tanta ma tanta sfiga. e sicuramente sarai una ragazza tanto carina e tanto dolce che sta con degli stronzi. secondo me si riconduce ad una sorta di autolesionismo e bassa stima che ti fa pensare che ti meriti un uomo di merda, perchè ti senti un pò merda anche tu, e la merda in fondo è merda anche se profuma. e scommetto anche che hai un amico che è un ottima persona che metterebbe volentieri la sua ferrari nel tuo garage per la vita, e che si fracazza le balle ad ascoltare i tuoi problemi invece di andare a donne…. come diceva grignani?

“resto qua…. crocifisso nel cayenne
a parlare insieme a te, mentre fuori c’è la figa…….
resto qua, crocifisso nel cayenne….
lo sai che c’è? c’è che fuori sta piovendo….

piove figa!
e l’ombrello mio se te!
guarda che bell’amica…
parlo con te…
che dio ti stramaledica!!!”

insomma, cara donna che ti innamori sempre dell’uomo sbagliato, lo sai che c’è? c’è che sei stronza, ecco perchè ti becchi l’uomo sbagliato. è il carma.guarda che bell’amica, che sei, cazzo…. che dio stramaledica!

blob

20 ottobre 2009

oggi ho il raffreddore tipo blob. vi ricordate la sigla di blob, il programma di ghezzi? quella vecchissima, dove facevano vedere scene del film “blob – fluido mortale” (1958, con steve mcquenn)? volevo postarvi il video, ma sono andato su you tube, e tra i video in copertina c’era gemma atkinson che si faceva la doccia in bikini e mi sono perso un attimo. che dicevo? ah sì, blob. ecco, in quella scena si vede una massa gelatinosa che esce ovunque, anche dalle prese dell’aria? ecco, anche alle mie prese d’aria succede la stessa cosa.

cmq mi sto guardando l’inizio di blob su you tube (col cazzo che ve lo posto, andatevelo a cercare) ed è veramente una figata…. c’è steve che si intorta una ragazza su una collina, mentre guarda le stelle cadenti, poi cade una stella molto vicino, e vanno a vedere….nel frattempo c’è un vecchio redneck che esce dalla sua catapecchia e va anche lui ad esaminare la stella caduta…. e vede una piccolo meteorite…..da buon redneck lo punzecchia con un bastone (negli anni 50 l’amministrazione eisenhower promuoveva una campagna di bastoni per punzecchiare le cose venute dallo spazio) e viene attaccato dal fluido maligno. cazzo, sto film è proprio un gioiellino, altro che la “guerra dei mondi” rifatto da spielberg, o quell’altro con keneau reeves e jennifer garner, sempre remake merdoso. questo ha tutto… il protagonista bulletto, la damigella senza cervello ma col cuore grande, il dottore che fa tardi in ambulatorio e viene coinvolto, il redneck da macello, e i teppisti redneck che girano coi pickup. e come finisce? vi riporto uno dei quote preso da imdb:

Lieutenant Dave: At least we’ve got it stopped.
Steve Andrews: Yeah, as long as the Arctic stays cold.

(trad)

tenente dave: almeno l’abbiamo avuto stoppato.

steve andrews: sì, finchè l’artico sta freddo.

e poi chiude con una dissolvenza su gemma atkinson che fa la doccia in bikini, con scritto “the end….?”


bronson, charles.

18 ottobre 2009

ieri sera sono andato da bronson:

e devo dire che è un gran bel locale. ci ero già stato, ma tanto tempo fa. sta a madonna dell’albero, che sembra una bestemmia ma è il nome di un posto vicino a ravenna, che io mi immagino già la gente che ci vive lì quando dice “madonna dell’albero” non sa mai se pentirsi o no, ma va a finire che quando gli chiedono dove abitano diranno “in provincia di ravenna, madonna dell’albero!” e l’interlocutore (che è uno che tifa inter, of course) gli risponde “uè giovane t’ho solo chiesto dove cazzo abiti, mica ti devi incazzare così!”

insomma bronson è un bel locale, quasi lo preferisco adesso di quando faceva i film, anche se far pagare una birra finto media 4,50 euro è un pò una ladrata, ma si vede che lui tiene i prezzi di hollywood. poi per andare là avevamo un navigatore fighissimo, che ci faceva i quiz e quando gli chiedevi la strada ti faceva: “vuoi quella verde, arancione, o blu?” e se tu ti senti arancione prendi quella arancione, se no prendi quella blu se sei blu, quella verde mai perchè c’è l’autostrada. succede che poi quando entriamo al bronson ci sono i pearl jam, e stare in un tavolino lì con una birra e i pearljam è una gran figata, sono giunto alla conclusione che ci andrei a fare colazione in un posto così perchè è bello e mi sorriderebbe la giornata. che in verità io poi la cultura del bar mica ce l’ho mai avuta. quando andavo a scuola non ci andavo praticamente mai, anche perchè chi cazzo me lo faceva fare di alzarmi prima per fare colazione al bar (che poi la mattina mangio solo 2 goccie di chanel n.5), oppure potevo andarci e entrare a scuola in ritardo, ma io non facevo mai buco perchè ero ligio, e allora a culo il bar.

dopo, quando stavo a milano, ogni tanto ci andavo. se per caso la mattina ero in giro un caffettino e una brioches ci stava, ma tutto sommato alle volte mi scocciava e quindi nulla, poi a milano i bar sono quasi tutti stronzi, lo stesso dicasi per i baristi. però ce n’erano un paio che frequentavo regolarmente causa prendimento del treno, infatti uno era alla stazione di rogoredo, e un’altro era non ricordo dove, mi pare vicino al teatro strelher. e adesso qua a faenza nei bar ci do un pò di più, perchè tutto sommato andando a lavorare praticamente all’ora di pranzo io che ho già pranzato mi faccio un caffè prima di lavorare come educatore di bambini, e mi ci fumo una paglia dietro che il caffè con la paglia è un must, sicuramente charles bronson approverebbe, chissà se a lui dopo il caffè e la paglia però gli scappano le scoreggione come a me. infatti ho calato la frequenza del bar, perchè un’euro al giorno in 5 giorni sono 5 euro, e in un mese sono 20 euro, 20 euro solo spesi in caffè. la qual cosa mi sconvolge pensare che arrivo a fine mese e ho speso 20 euro per dei caffè, quando magari 20 euro sono spesi meglio per una pizza e una birra, o cmq un’uscita. 20 euro spesi per un vezzo di 30 secondi. santa madonna dell’albero, d’ora in poi solo macchinetta. la macchinetta di dove lavoro la dividiamo coi vecchi dell’università per adulti, e l’anno scorso si sono lamentati perchè i ragazzi ci avevano scritto “teste di cazzo” sopra, che dico io, mica era riferito a qualcuno, era generico, si vede che si sono sentiti chiamati in causa e quindi ci hanno la coda di paglia. cmq quest’anno teste di cazzo non c’è scritto, però c’è scritto “fuck the school”. almeno stanno imparando l’inglese, dico io.

ah cmq al bronson suonava jason molina con i “magnolia electric co.” che sono molto fighi.

…e poi venne un ragno

16 ottobre 2009

ebbene sì, la minaccia aracnide è stata debellata. quasi mi dispiace, in fondo con questo ragnone stavo cominciando a socializzarci, ho anche scoperto che effettivamente il suo posto preferito era dietro lo specchio, e che è un tipo di ragno che non fa ragnatele. eh già, perchè ci sono ragni che non fanno ragnatele per cacciare, o meglio, le usano solo da sparare addosso alle loro vittime o ai ragni più piccoli, ma non fanno quelle belle ragnatele acchiappa mosche che sono una meraviglia della natura. fatto sta che dopo l’ennesima volta che mi recavo a espletare alcune funzioni nel bagno dei miei genitori, mia madre mi ha detto “perchè non vai nel tuo bagno, cazzo”, e io ho risposto “perchè c’è il ragno, cazzo”, e lei, pur di levarmisi dalle palle ha chiamato mio padre e insieme hanno organizzato una spedizione omicida contro il ragno. erano armati per uccidere, ma io per sicurezza ho chiuso la porta del bagno nel caso avessero avuto la peggio e il ragno avesse tentato di scappare. ma come da copione, l’uomo è l’animale più temibile di tutti, e quando si tratta di sterminare rulla alla grande, e quindi il ragno è finito nel vater, assieme ad una cimice che si è trovata in mezzo alla linea di tiro. memorabile la scena successiva, dove in 3 ci prodighiamo per 30 minuti a rimettere su lo specchio che avevamo tolto dal muro.

ora rimane solo da risolvere il problema dei topi in soffitta, ma quelli mi fanno meno orrore.

spiderman 2

16 ottobre 2009

oltre a ritenere che sia il miglior film della saga di raimi (come dimenticare la scena dell’uomo ragno che ferma la metropolitana, incurante della propria vita e della propria identità segreta, per poi cadere svenuto ed esausto tra le braccia della folla commossa che ha appena salvato? allora c’è ancora speranza per il genere umano!)….il fatto è che la bestia è ancora là.

ieri sera sono salito per i miei riti pre-giacilio, e lui era là. metà corpo nascosto dietro lo specchio, e l’altra metà fuori, a farsi orridamente beffe di me, ad aspettarmi e deridermi, tanto che (parte la modalità romanzo)

“……appena giunsi nella stanza del bagno e accesi la luce, lui si concedette (oh, questo mi è piaciuto….)  pochi secondi per farsi vedere e vedermi, coi suoi immondi occhi, osservarmi, irridermi un attimo per poi scivolare di nuovo nel suo nascondiglio. era ormai palese che il motivo della sua presenza riguardava me e me soltanto, e probabilmente si rifaceva ad un odio antico nei miei confronti, causato dal male che avevo inferto ai suoi simili. ma la creatura era ben più subdola: se infatti io mi ero “limitato” a colpire mortalmente quelli che presumo fossero suoi “parenti”, lui non dimostrava intenzioni ostili. o meglio, non agiva. sembrava conoscere appieno il disgusto e il terrore che mi provocava la sua sola vista, e sembrava sapere che la suggestione e la fantasia umana possono essere ben più tremende di qualsiasi attacco fisico. dopo quella sera, non potei far altro che provare una strana affezione per lui: la paura che mi incuteva era la sua punizione per me, e questo lo rendeva superiore a qualsiasi infame creatura, umana o mostruosa, che preda degli istinti atavici della vendetta punta solo all’annichilimento fisico del proprio nemico, in un turbine di violenza senza fine. lui, invece, sembrava cercare la tregua, rimanendo in una posizione di dominio senza però infliggere alcun colpo.”

anche se ogni tanto penso che mentre piscio e do le spalle allo specchio, mi salterà sulla nuca per deporre delle uova nel mio cervello, come quel film con l’entomologa lesbica che finisce a fare l’incubatrice per una bestia insetto che comanda la gente e alla fine anche la compagna lesbo dell’entomologa lesbo diventa lesbo (ah no quello lo era già) diventa un’incubatrice per bestie, e la bestia ha tutto quello che un uomo desidera, ovvero 2 lesbiche da trombare. per chi non sapesse di che cosa parlo, guardatevi l’episodio 1o della prima stagione di “master of horror”, intitolato “sick girl”. degno di nota è il collega maschio dell’entomologa lesbica, un erotomane incallito che non perde occasione per dire porcate.

SPIDER-MAN!

12 ottobre 2009

ieri sera c’era un orribile ragno enorme sul bordo dello specchio in bagno. io me ne sono accorto mentre mi lavavo i denti e mi sono cagato addosso, che per fortuna ero in bagno, se no chissà che casino. poi siccome a me i ragni mi fanno schifo e terrore lo volevo eliminare ma era talmente mostruoso che ho passato 5 minuti di panico senza sapere cosa fare. ho cercato di pensare con calma, e mi sono reso conto che per prima cosa dovevo levare la poltrona dell’ikea dal bagno…. in caso di lotta mi sarebbe stata d’impiccio (poi magari un’altra volta vi dico perchè ho una poltrona nel cesso, ma vi assicuro che non è divertente, almeno non quanto la storia della scarpa nel letto). allora ho tirato fuori la poltrona, poi mi preparavo ad agire, ma il mostro si stava muovendo. e ha fatto pure lo stronzo, il mostro. è sceso lungo il bordo, proprio sotto lo specchio, e ci si è infilato dietro. ricordo chiaramente la sua zampa media alzata mentre sbeffeggiandomi si infila dietro lo specchio, e lì scompare. ora sono sicuro che mi aspetta lì, appena vado a lavarmi i denti stasera salterà fuori per deporre delle uova nel mio cervello e usarmi come incubatrice. poi sono sicuro che mi odia, perchè nello stesso bagno avevo incontrato altri ragni simili e li avevo uccisi, e sicuramente erano suoi parenti o amici, e quindi vuole vendicarli. se no non mi spiego questo suo comportamento. sono certo che mi odia e ora è lì che mi aspetta per vendicarsi. ora ho la paranoia che mi venga pure in camera stanotte, mentre dormo.

se mi chiamassi peter parker sarebbe tutto più semplice.

l’albero

12 ottobre 2009

albero

a voi non rilassa? a me sì…..

per farlo sono andato al parco, ho girato cercando un albero giusto, e questo mi sembrava giusto (per chi fosse interessato, è un albero del parco bucci a faenza, verso il fondo del parco, dove c’è via marozza, verso i campi da tennis se ben ricordo). poi l’ho studiato un pò, mi ci sono seduto sotto e ho cominciato a disegnarlo, e disegnare un albero non è mica facile. perchè per farlo bene è un pò come costruirlo, quindi vuol dire che devi visualizzare e concepire ogni singolo ramo. se poi ne poti uno per rendere meno complesso il disegno, devi sapere quale potare per non squilibrare la composizione. e poi ci sono le foglie, che quelle ti ci perdi sempre perchè sono tante, non stanno mai ferme, e fai fatica a capirle. però con pazienza ci si arriva. oppure potresti fare una cosa sommaria, pensare che le foglie sono delle masse uniche di verde, ma poi viene male. perchè il punto è proprio questo, che mentre fai l’albero devi capire che i rami e i tronchi sono tondi e si intrecciano tra di loro, quindi pensi in 3 dimensioni, e intanto l’albero ti guarda e ti dice “uè, fammi bene se no mi spezzo un ramo grosso e te lo calo sulle tempie!” “vai tranquillo albero, vedi che ti faccio un bel lavoro”. poi sono tornato a casa, ho ricalcato lo schizzo e l’ho colorato con gli acquerelli, cercando di dare ragione di esistere a ogni venatura e ogni singola foglia. oh, a me rilassa tanto fare queste cose, se poi vengono bene ancora meglio. se è vero che l’albero si chiede “a che cosa servono, i miei rami stupidi?” è vero che la risposta è che servono a far rilassare me.