bronson, charles.

ieri sera sono andato da bronson:

e devo dire che è un gran bel locale. ci ero già stato, ma tanto tempo fa. sta a madonna dell’albero, che sembra una bestemmia ma è il nome di un posto vicino a ravenna, che io mi immagino già la gente che ci vive lì quando dice “madonna dell’albero” non sa mai se pentirsi o no, ma va a finire che quando gli chiedono dove abitano diranno “in provincia di ravenna, madonna dell’albero!” e l’interlocutore (che è uno che tifa inter, of course) gli risponde “uè giovane t’ho solo chiesto dove cazzo abiti, mica ti devi incazzare così!”

insomma bronson è un bel locale, quasi lo preferisco adesso di quando faceva i film, anche se far pagare una birra finto media 4,50 euro è un pò una ladrata, ma si vede che lui tiene i prezzi di hollywood. poi per andare là avevamo un navigatore fighissimo, che ci faceva i quiz e quando gli chiedevi la strada ti faceva: “vuoi quella verde, arancione, o blu?” e se tu ti senti arancione prendi quella arancione, se no prendi quella blu se sei blu, quella verde mai perchè c’è l’autostrada. succede che poi quando entriamo al bronson ci sono i pearl jam, e stare in un tavolino lì con una birra e i pearljam è una gran figata, sono giunto alla conclusione che ci andrei a fare colazione in un posto così perchè è bello e mi sorriderebbe la giornata. che in verità io poi la cultura del bar mica ce l’ho mai avuta. quando andavo a scuola non ci andavo praticamente mai, anche perchè chi cazzo me lo faceva fare di alzarmi prima per fare colazione al bar (che poi la mattina mangio solo 2 goccie di chanel n.5), oppure potevo andarci e entrare a scuola in ritardo, ma io non facevo mai buco perchè ero ligio, e allora a culo il bar.

dopo, quando stavo a milano, ogni tanto ci andavo. se per caso la mattina ero in giro un caffettino e una brioches ci stava, ma tutto sommato alle volte mi scocciava e quindi nulla, poi a milano i bar sono quasi tutti stronzi, lo stesso dicasi per i baristi. però ce n’erano un paio che frequentavo regolarmente causa prendimento del treno, infatti uno era alla stazione di rogoredo, e un’altro era non ricordo dove, mi pare vicino al teatro strelher. e adesso qua a faenza nei bar ci do un pò di più, perchè tutto sommato andando a lavorare praticamente all’ora di pranzo io che ho già pranzato mi faccio un caffè prima di lavorare come educatore di bambini, e mi ci fumo una paglia dietro che il caffè con la paglia è un must, sicuramente charles bronson approverebbe, chissà se a lui dopo il caffè e la paglia però gli scappano le scoreggione come a me. infatti ho calato la frequenza del bar, perchè un’euro al giorno in 5 giorni sono 5 euro, e in un mese sono 20 euro, 20 euro solo spesi in caffè. la qual cosa mi sconvolge pensare che arrivo a fine mese e ho speso 20 euro per dei caffè, quando magari 20 euro sono spesi meglio per una pizza e una birra, o cmq un’uscita. 20 euro spesi per un vezzo di 30 secondi. santa madonna dell’albero, d’ora in poi solo macchinetta. la macchinetta di dove lavoro la dividiamo coi vecchi dell’università per adulti, e l’anno scorso si sono lamentati perchè i ragazzi ci avevano scritto “teste di cazzo” sopra, che dico io, mica era riferito a qualcuno, era generico, si vede che si sono sentiti chiamati in causa e quindi ci hanno la coda di paglia. cmq quest’anno teste di cazzo non c’è scritto, però c’è scritto “fuck the school”. almeno stanno imparando l’inglese, dico io.

ah cmq al bronson suonava jason molina con i “magnolia electric co.” che sono molto fighi.

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4 Risposte to “bronson, charles.”

  1. Anonimo Says:

    No no messi sulla bilancia 20 caffe valgono ben una pizza! Sono una cosa quotidiana, un momento tuo, come le sigarette.

    PS: anche io quando non sono in giro per il mondo faccio l educatrice di bambini eheheh !!

    • lorenzo Says:

      eh ma poi aggiungici che dopo la pizza ti prendi un’altro caffè. che poi io non sono proprio educatore professionista, sono un volontario del servizio civile… tu invece? educhi per lavoro? (ma soprattutto….chi sei?)

  2. Anonimo Says:

    Chi sono? Mazza che domanda filosofica!
    Sono una tua connazionale di romagna ( Cesenatico)
    Cmq manco io sono un’ educatrice professionista, di solito lo faccio d estate
    Da pochi giorni sono tornata in Cisgiordania, son volontaria con un corpo civile di pace, torno in italia a gennaio.
    Approdai al tuo blog per caso e, nell’ oceano infinito di internet, ora è per me come una piccola isola.

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