IL FINALE

rowalsky venne svegliato dal ronzio intermittente della sirena e dalla voce della speaker del ponte di comando che proclamava lo stato d’allerta. in quanto capitano della nave doveva comparire sul ponte prima di tutti, ma ormai l’età lo rallentava non poco, e si concedette una pisciata veloce prima di infilarsi la divisa e precipitarsi verso il ponte di comando.
“capitano, avete la divisa abbottonata zoppa”
“fatti i cazzi tuoi, francis.”
francis era il luogotenente della nave, e si occupava di supervisionare le manovre ordinate dal capitano, e programmava i software di navigazione e puntamento. era abituato al modo di fare del capitano, anzi sembrava fregarsene proprio, ed era per questo che il capitano ci lavorava bene. francis gli era sempre sembrato un pò omosessuale, ma in fondo non aveva pregiudizi.
“allora, com’è la situazione?”
“non buona capitano. è comparso qualcosa sul radar, qualcosa di grosso.”
“una nave madre?”
“più che una nave madre…. sembra un’intera flotta. tante.”
il capitano si grattò dietro un’orecchio, guardò il quadrante del radar, effettivamente gli oggetti entrati nel campo visivo del radar erano talmente tanti da formare un unico blocco rosso sul monitor.
“ok. tania, allerta i piloti, li voglio pronti sull’hangar in 2 minuti. chi c’è di turno?”
“vediamo…. vernon, capitano.” rispose tania.
“ok, digli che muova il culo e che i caccia siano pronti. temo che avranno parecchio da fare là fuori.”
la voce di tania risuonò per ogni anfratto della nave, mentre i piloti e i meccanici si preparavano. tania era una ragazza giovane, entrata nella flotta ancor più giovane. era la voce del ponte di comando, non tutti la conoscevano di persona, ma tutti conoscevano la sua voce, e in un certo senso ci si erano affezionati, come quando ci si affeziona al doppiatore di un film o ad uno speaker di un programma radio. affezionarsi ad una voce… ironico, pensò il capitano. e trovò ironico anche il fatto di perdersi a divagare con la mente in una situazione che di lì a poco probabilmente si sarebbe rivelata mortale per tutti loro.
“ehm…. capitano? c’è qualcosa che non va?”
“c’è che sto diventando vecchio, francis. LARA che dice?”
“lara? non la sento da un pò, ma suppongo che la odi come al solito.”
“non la mia ex moglie, cretino! LARA, l’intelligenza artificiale della nave!”
“ah, mi scusi. i dati stanno arrivando in questo momento…..”
gli addetti ai quadri comandi della nave, con gli occhi incollati sui monitor, cominciarono ad esporre la situazione al capitano:
“dai risultati del radar sono una flotta grossa. navi madri e relativi scout, trasporti e ricognitori. tutto, insomma.”
“ETA di 10 minuti. questo secondo la nostra velocità massima.”
“impossibile effettuare il salto, i loro impulsi elettromagnetici falserebbero il nostro navigatore. rischieremmo di…”
“lo so, ufficiale, potremmo finire in un cazzo di buco nero o a cuocerci i maroni al sole. cioè, dentro il sole.”
“i piloti sono pronti ad uscire, signore.” esclamò tania.
questo era uno di quei momenti dove il capitano esclamava cazzo!, e di solito prendeva una decisione disperata di quelle che solo i capitani sanno prendere. e di solito se la cavavano.
“tenente, ho paura che stavolta non ce la caveremo. sono troppi. anche riuscendo ad avere la meglio, i danni sarebbero troppo ingenti. vagheremmo per questo cazzo di spazio con una nave fatta a pezzi, morendo alla deriva di qualche cazzo di sistema stellare del cazzo.”
non si mosse una piuma sul ponte di comando, mentre l’equipaggio contava il numero di cazzi che il capitano aveva inserito nelle sue drammatiche conclusioni. l’aria era ferma che quasi si poteva sentire il suo respiro un poco stanco. prese il microfono.
“qui è il capitano rowalsky. come avrete intuito la situazione non è delle migliori. anzi, siamo proprio nella merda. ma la guerra è guerra, e il nemico ce lo siamo procurati noi. sentirci in colpa non ci farà sentire meglio, e ormai colpa o non colpa non conta più un cazzo perchè saremo spazzati via, e non avremo nessuno a cui insegnare ciò che abbiamo imparato dai nostri errori. questo, purtroppo, lo pagheremo molto caro. se qualcuno vuole abbandonare la nave, lo capisco. per chi rimane…. bhè, fate del vostro meglio.”
francis aveva capito le intenzioni del capitano.
“do l’ordine, capitano?”
“vai, francis”
tutti i piloti si lanciarono, l’artiglieria della nave si preparò allo scontro, le testate nucleari vennero armate e la nave spaziale LARA si diresse a tutta velocità verso la flotta nemica.
che ironia, penso il capitano, morire su una nave che porta il nome della mia ex moglie, che fra l’altro mi odia.
“capitano?”
“sì, francis?”
“è stato un piacere servire al suo fianco.”
“grazie francis.”
“potrei abbracciarla prima di morire?”
“non ci pensare nemmeno, cazzo.”

e da lontano, il buio dello spazio veniva illuminato dalle esplosioni e dai laser della battaglia, che disegnavano stupende scie di luce e di colori. sembrava tanto un arcobaleno.

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3 Risposte to “IL FINALE”

  1. sonofgun Says:

    bello!! continua dai, deve esserci un colpo di scena, cazzo 🙂
    birro

    • lorenzo Says:

      grazie! in verità pensavo che era proprio un finale finale. ciò non toglie che potrebbero esserci altri episodi antecedenti a questo, anche se non cronologicamente ordinati.

  2. sonofgun Says:

    allora sì, prima scrivi prequel e spinoff vari, poi quando sei a corte di idee vai a ripescare il finale… per un vero finale pirotecnico eheh

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