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caro mauro andrea

31 agosto 2010

caro mauro andrea,
purtroppo non mi resta altro che salutarti qui, con me stesso, visto che la sorte ha reso impossibile qualsiasi altro contatto.
ti ho conosciuto poco, ci siamo frequentati ancora meno, ma per quel poco l’abbiamo fatto sinceramente. ricordo bene quell’incontro di tanti anni fa, dove tu osservavi i miei primi insulsi lavori con un occhio sulle lunghe distanze, di chi ha speranza, di chi riesce a vedere oltre l’inesperienza e gli errori di tecnica. ricordo il tuo appoggio, le tue esortazioni, perchè chi fa una cosa con passione e impegno prima o poi da qualche parte arriva sempre. e mi dicevi di come bisogna tirarsi su anche quando sei in un mare di merda e la cosa più ovvia sarebbe buttarti sotto un treno, e mi dicevi di come nei miei scarabocchi ignobili non vedevi errori di anatomia e prospettiva, ma vedevi van gogh, o manara, o pazienza. e di come dal nulla mi trattavi con una sincerità e un affetto che sto cazzo che la gente che vedi per la prima volta ti tratta così, a me, che ero solo il figlio di un tuo amico carissimo che ultimamente vedevi poco. e poi mi ricordo sempre i tuoi inviti alle mostre, le tue, e come mi piace la tua roba, che in casa mia basta voltarsi e in ogni angolo c’è qualcosa di tuo appeso al muro o su qualche mensola. di quelle immagini che vedo da quando son nato e che ogni tanto riguardo e scopro qualcosa di nuovo. e di come eravamo due asociali, che io non mi facevo sentire e tu pure meno.
e penso che la parola artista o maestro, se proprio dovevo affibbiarle a qualcuno, le affibbiavo a te, e quando parlavo ti te mi vantavo quasi di conoscerti e ti chiamavo veramente artista perchè sono proprio convinto che tu lo sia, indipendentemente da quello che di te è stato detto e pensato.
e mi ricordo di quando a giugno ci siamo incontrati per caso in bici, mentre sfrecciavi davanti a casa mia e io tornavo a casa dal lavoro, e di come dopo pochissimo ho trovato nella buchetta una tua rivista, un tuo messaggio, e finalmente mi sono deciso a scriverti una mail, che lo dicevo da mesi e mai l’avevo fatto. ti ho raccontato la mia vita recente e in breve, tutto contento, mi hai risposto subitissimo perchè a te importava, e abbiamo rimandato il tutto ad un futuro incontro in modo da poterci confrontare a voce, e con calma.
l’estate è finita, sono stato anche un pò via, ho fatto dei bellissimi disegni dei posti che ho visitato, e volevo proprio scriverti e vederti per mostrarteli. e ci pensavo proprio in questi giorni, in settimana li avrei scansionati e magari te ne avrei inviati un paio.
il mio unico rimpianto è di aver ritardato di qualche giorno.

un abbraccio,

lorenzo.