Archive for novembre 2010

sono stato subscritto.

28 novembre 2010

cioè, qualcuno si è segnato al mio blog e riceverà una mail ogni volta che scrivo qualcosa. come adesso. dio mio, chissà che aspettative ha questo lui/lei che si è registrato. magari vuole intrattenimento continuo ogni giorno 24 ore su 24. oppure posso rompergli il cazzo scrivendo un post inutile e corto (tipo una sola parola) così gli intaso la casella mail.

sì lo so, io so come farmi voler bene.

di importante (parlo un pò di me, intanto che ci sono….) c’è che ho deciso di ricominciare a fare vettoriali da vendere su siti di banche immagini come fotolia, dreamstime ecc ecc. ho riscoperto che mi piace farli, e sto scoprendo che le vendite si alzano, quindi caricare un altro centinaio di file potrebbe farmi entrare qualche euro in più. poi la mia piccola grande città di nome faenza sta ospitando il mei, la notte bianca, e si prepara al natale, con tutte le belle luminarie nel centro storico. anche il clima si prepara al natale perchè in 2 giorni si è fatto un freddo maledetto, cazzo.
ho anche dimenticato le chiavi del mio posto di lavoro dentro al posto di lavoro, che è un pò come dimenticare le chiavi della macchina dentro la macchina (chiusa). diventa una cosa paradossale perchè per prendere le chiavi hai proprio bisogno delle chiavi che però sono dentro, e per prenderle avresti bisogno delle chiavi che però sono dentro che per prenderle avresti bis…

scusate, non lo faccio più. giuro.
chissà se questo post piace al lui/lei che riceverà la mail dove dice che ho scritto un nuovo post dove dico che riceverà la mail che dice che ho scritto un nuovo post dove dice che ri

eh cosa volete farci, io so come farmi voler bene!

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vaccino antiproiettile un anno dopo, ancora.

26 novembre 2010

anche quest’anno ho fatto il vaccino contro l’influenza stagionale. sono un pò deluso, però. quest’anno niente influenze mortali, non so, nemmeno una qualche forma di aviaria suina preistorica maiala, una roba che ti fa venire la febbre e poi ti rivolta la pelle come un calzino e tu stai con i muscoli all’aria aperta. insomma, dov’è quel sano allarmismo che ci fa temere l’influenza? mah. si vede che al momento c’è di meglio.

in ogni caso sono vaccinato, quindi ora vivo un periodo di invulnerabilità, ubiquità, entelechia e ignifugo antiproiettile idrorepellente antipanico telecinetico antiscivolo antigraffio.
però sinceramente a me sto vaccino mi sembra un pò na minchiata, insomma, io l’ho fatto ieri e il medico mi fa “riguardati, non strapazzarti e non sudare”. capirai, lavoro con dei 12enni scalmanati, poi ieri sera avevo pure le prove (che ho ricominciato a suonare, poi racconterò anche di questo), ho mangiato di corsa, ho suonato, provato, sudato, ovviamente il vaccino mi è salito e ho passato una notte di merda.
mah.
per fortuna che c’è il torneo master di londra e tra oggi e domani mi sparo semifinali e semi semifinali con i 4 giocatori più forti del mondo, che il tennis il tennis come ho fatto fin’ora senza il tennis. ho scoperto che lo sport è un valido argomento sociale, ti permette di socializzare e intercalare quando non sai bene cosa dire. ovviamente il calcio è quello più sociale di tutti, ma anche il tennis non scherza. adesso che anche io seguo uno sport mi sento un pò più normale e meno sbagliato. chissà che non sia anche l’inizio di una nuova era!

neobux. ptc pagante, no scam.

18 novembre 2010

ed è arrivato il momento della marchetta anche per me.

scherzi a parte oggi scrivo di una cosa che mi ha incuriosito non poco. ovvero le ptc. cosa sono le ptc?
le ptc (la sigla sta per paid to click) sono piattaforme che pagano gli utenti per cliccare su determinati advertisement pubblicitari. ti permettono poi aumentare i tuoi “guadagni” affittando dei referrals o facendo iscrivere gente con il tuo link. alcune di esse sono più affidabili, altre meno, ma per questo basta fare alcune ricerche su internet, anche perchè le truffe hanno vita breve. l’idea su cui si basano è semplice ma efficace. io della uomosbagliato.com voglio pubblicizzare il mio blog, perchè magari un editore mi ha detto che mi fa fare un libro se vede che nel mio blog raggiungo le 2000 visite al giorno. come faccio? mi rivolgo ad un ptc, e gli dico “oh belli, mi fate pubblicità?” e loro “ti garantiamo 200 visite al giorno” “wow che figata” faccio io, e mi fido e pago per mettere il mio ads.

che fanno loro? come fanno a fare in modo che 200 persone all’ora vadano sul mio blog? semplice. li pagano. e tirano su tutta una serie di opzioni per invogliarti a cliccare e così via.

ora scendo nel dettaglio e vi spiego come funziona neobux.

neobux ha 2 anni di vita, tanti utenti iscritti e paga istantaneamente. l’iscrizione non costa nulla, basta solo avere una mail e un conto paypal. si hanno 4 ads garantiti da cliccare ogni 24 ore, e per ogni click si guadagna 0,01 $ , quindi 4 centesimi al giorno. che non so voi ma io mi ci pulisco il culo e manco mi bastano. infatti qui arriva la furbata. i referrals.

i referrals sono persone iscritte come voi che cliccano come voi e guadagnano anche loro 1 cent ogni click. li potete affittare pagando e mantenendoli per tutto il tempo che volete, oppure ci sono quelli diretti che sono persone che si iscrivono tramite il vostro link e che non vi costano nulla. il punto è che dai loro click guadagnate 0,005 $ per ogni click, quindi se un ref fa 4 click al giorno come voi (a volte capita, a volte no…) guadagnate 2 cent al giorno. non è sfruttamento, in quanto i referrals guadagnano esattamente come voi, e il fatto che siano affittati da voi o che siano iscritti sotto di voi non gli cambia nulla. potete affittare decine, centinaia, migliaia di referrals. certo ci vuole molta pazienza, ma a quanto leggo sul forum c’è gente che dopo un pò di mesi arriva a mettere insieme anche 500 euro al mese. a provarlo ci sono gli screen delle ricevute paypal. poi vabbè, c’è un tipo che dopo 2 anni è arrivato a 2500 $ al mese netti, con tanto di screen per provarlo. ma questi sono casi limite.

il punto è che la cosa non costa nulla, il tempo spesoci sopra è sui 5 min al giorno, e se a queste condizioni uno riuscisse a portarsi a casa anche solo 100 euro al mese, non sarebbe contento? io sì.
dopo un mese di permanenza sul sito posso dire che ho i miei 13 ref affittati che riesco a mantenere e che ho un piccolo margine di guadagno che mi permetterà di affittarne di nuovi, e così via.

ora veniamo alla marchetta:
se a qualcuno andasse di provare e nel frattempo vuole farmi un favore, può iscriversi utilizzando il mio link:

http://www.neobux.com/?r=spike00

ricordo che non c’è differenza tra iscriversi come ref diretto di qualcuno o per conto proprio (a parte che fate un favore a quel qualcuno).

tra le altre cose, ho visto che in rete c’è anche un gran mercato di referrals diretti, gente che si scambia iscrizioni e click a destra e a manca. quindi non è così difficile trovare qualche ref diretto con cui scambiarsi click.

sarah scazzi, enrico papi, raffaella fica, poppe culi tette e figa.

16 novembre 2010

e scusate se sono fine, ma sto fumando dalle narici, che porco cazzo di puttana, mi girano le balle che non ne avete un’idea.

ma cominciamo dal principio.

mi siedo a cena e guardo il tg. tante belle notizie tra cui napoli ricoperta di rifiuti, poi i soliti piagnistei politici, poi arrivano le notizie culmine. i 5 imputati per la strage di piazza della loggia dopo anni di processi sono stati assolti. poi una bella affermazione del fratello di sarah scazzi, che finalmente sogna la tv. no ma tranquilli, non sfrutta il successo della tragedia che ha colpito sua sorella, perchè lui alla vita in diretta ci andava anche se non gli moriva sua sorella. poverina, l’unica colpa sua forse è stata quella di essere troppo ingenua e troppo piccola. ma torniamo a noi, a lui, che per fortuna che l’ha chiamato lele mora, ora sogno la tv, quaqquaraqqua cuccuruccù paloma. ma io dico.

ma
io
dico
porca
puttana

tua sorella muore, uccisa da tuo zio e a quanto sembra pure da tua cugina, una storia marcia che fa impallidire satana in persona, e tu che fai, parli con quel pappone, puttaniere, vecchio porco laido cocainomane di lele mora, che solo perchè il suo nome è associato a quel cerebroleso deficiente di corona dovrebbe essere spedito nello spazio profondo 1999, legandogli un razzo al pisello e mettendogli due auricolari dove trasmettono solo gigi d’alessio.

due auricolari con batteria all’uranio, durata 100 milioni di anni.

ma per fortuna che belen è stata indagata per droga (oltre che dentro le mutande, ma questo si sapeva e anzi, secondo me darla in giro è l’unica cosa giusta che ha fatto, spero continui), anche perchè altrimenti non aveva motivi per andare a sanremo. anche se a dirla tutta è ancora incerta la sua partecipazione come conduttroia, secondo me prima di confermarla aspettano di sapere se è colpevole. non sia mai che magari salta fuori che è innocente, perchè noi la gente innocente non la vogliamo.

poi un bel dulcis in fundo, su italia uno un bel nuovo programma di papi con raffaella fico, che chissà perchè quando inquadrano lei il cameraman gli cade sempre la telecamera a livello chiappe, secondo me ha un cavalletto poco buono oppure è un nano, ah no aspetta i freak li usano come concorrenti, perchè adesso se in un programma come concorrenti non ci hai dei casi umani e delle fighe tremende non fai share, che poi mi pare anche giusto, perchè il programma in sè fa talmente cagare che se non ci metti della figa chi lo guarda? insomma, diciamocelo pure, un programma dove il concorrente deve indovinare un personaggio famoso la cui faccia è invecchiata digitalmente oppure deformata con qualche effetto stupido fa schifo, è noioso ed è pure fatto male, quindi capisco che ci devi mettere un pò di tette di fuori e culi di dentro che se no chi ci guarda.

MA VAFFANCULO! io mi sento offeso da tutte ste cose, da questi grandi fratelli, da queste talpe e isole di famosi disperati, da questi criminali che però guardacaso si accendono le paglie con pezzi da 50 euro, e soprattutto sono incazzato perchè vedo ragazzini di 13 anni che come aspirazione hanno quella di diventare belen o di andare al grande fratello. ma i vari addetti alla comunicazione che lavorano in tivvù cosa pensano, che siamo tutti deficienti? che non capiamo più un tubo?

quasi quasi rimpiango la signora in giallo e l’ispettore derrick.

Summer wars, recensione di.

6 novembre 2010

caro blog,

ieri sera sono andato a vedere un film figata, che mi è piaciuto proprio di molto. era a bagnacavallo, famosa località di cavalli bagnati dove si vede che si divertivano a bagnarli, poi ieri sera non ci ho visto cavalli in giro perchè secondo me se li bagnano col freddo poi prendono la polmonite.
era l’ultima proiezione legata all’ottobre giapponese, un mese dove qua nella romagna facciamo tutte cose giapponesi e mangiamo anche giapponesi, che ci piace tanto.
il film si chiama summer wars, il regista è Mamoru Hosoda, che di suo avevo già visto la ragazza che saltava nel tempo, che era la storia di una tipa che saltava avanti e indietro nel tempo, insomma un film che mi è piaciuto anche quello assai. ma torniamo a summer wars!

summer wars è un anime a mio parere molto commerciale, animazione a livelli eccelsi (mad house, mica cazzi), sceneggiatura e dialoghi appassionanti e ben scritti, lo stesso per la regia che non sbaglia un colpo. il mio “molto commerciale” non è affatto dispregiativo, anzi è bello vedere prodotti che riescono a raccontare temi interessanti con la semplicità che cattura il grande pubblico. ma magari vi spiego un pò di storia, così vi fate un’idea.

kenji è un genio della matematica, roba che risolve dei codici che fa spavento, è in grado di dirti con esattezza che giorno era il 13 agosto del 1516 perchè nella sua testa in pochi secondi calcola se il 1516 era bisestile o no, quindi poi sa come retrocedere nel tempo.
kenji è anche uno sfigato, che ovviamente ha un solo amico nerd e come lavoretto part time vigilano sulla manutenzione di Oz, una specie di social network stile facebook. la differenza è che oz offre infinite possibilità, perchè su oz puoi fare la spesa, e puoi gestire la tua attività lavorativa. nel senso che se sei il direttore di una banca, tramite il tuo account di oz puoi gestire le attività della tua banca. ovviamente quasi tutti gli abitanti del pianeta hanno un account di oz, bambini, operai, politici, manager ecc. ecc.
insomma kenji è il tipico nerd giapponese sfigato, e un giorno una sua amica, tale natsuki, decide di approfittarsi di lui. gli chiede di accompagnarla a trovare la nonna per 4 giorni, solo che quando arriva là kenji scopre che è stato fregato, per 2 motivi:

1 – natsuki lo spaccia per il suo fidanzato per fare contenta la nonna che compie 90 anni. solo che nastuki a kenji mica gliela molla.

2 – la famiglia di natsuki è una famiglia enorme, ricca, e piena di matti, la nonna in primis, ma anche gli zii non scherzano.

a questa situazione incresciosa si aggiunge un ennesimo problema. qualcuno riesce a introdursi nel sistema di oz e a fregare account, combinare casini e danni di entità notevole. sì perchè visto che su oz si può fare tutto, se con l’account del ministro alla difesa entri nel sistema del pentagono puoi sparare qualche missile nucleare in qua e in là. se con l’account del direttore dei trasporti entri nel sistema delle ferrovie eccetera eccetera puoi scasinare tutto e i treni si sbagliano. e così via.
il punto è che di tutto sto casino viene incolpato kenji. ora non vi dico tutta la storia se no vi rovino la goduria di vedervelo. però occorre fare qualche appunto.

il film è molto giapponese, nell’ambientazione ma anche nei temi trattati; famiglia, tradizioni, ecc. si avverte molto il salto generazionale tra la nonna e i giovani d’oggi, la differente mentalità, la casa in campagna con il tempio annesso e l’appartamentino di città. il richiamo della famiglia, lo stare uniti per affrontare le avversità (celebre la frase della nonna “non c’è niente di peggio che essere affamati e non avere qualcuno da tenere per mano di fronte ai problemi”), insomma c’è questo confronto tra il vecchio e il nuovo che pur essendo trattato in maniera leggera offre un certo quadro sociale. poi c’è oz, il sistema virtuale che ha conseguenze reali, con tutti i rischi del caso. il rapporto uomo macchina (in cui i giapponesi sono maestri), che ci porta quasi ad essere dipendenti dai nostri mezzi. pensate ai blog, al cellulari, alle mail e alle chat, a come tutto questo si è sostituito alle telefonate dalla cornetta, ai citofoni, alle suonate di campanello, all’andare a puttane, alle lettere, ai rullini fotografici, ai mangianastri, e chi più ne ha più ne metta. il signor mamoru hosoda estremizza (anche se di poco….) la situazione, mostrandoci conseguenze che potrebbero non essere poi tanto distanti dalla realtà.
in sostanza il film tocca alcuni temi interessanti, anche se lo fa in maniera molto ironica e tranquilla. non mancano le tipiche scene giappo lievemente demenziali o melodrammatiche, quindi piacerà anche ai fan degli anime un pò più scanzonati.
have a look.

a serbian film, ovvero Srpski film, ovvero recensione di.

3 novembre 2010

siccome non ho molte idee su cosa scrivere ma ho voglia di farlo, vi sparo una bella recensione di questo film che ho visto al Nightmare Film Festival di ravenna, festival nazionale di cinema horror praticamente indipendente, pieno di prime visioni e robe che nelle sale italiane non girerà mai e poi mai (e a volte per capire il perchè basta guardare il film).

insomma, l’anno scorso il festival aveva chiuso con “life and death of a porno gang”, film ambientato nel mondo del porno snuff serbo. film tanto duro quanto drammatico, dove l’amore e l’amicizia tra i protagonisti (disperati, distrutti e violati in ogni senso) non riesce comunque a salvarli dalla discesa all’inferno. film che ha qualcosa da dire, se avete lo stomaco di reggere fino alla fine. in sala c’era anche l’attore protagonista, un bel ragazzone simpatico che si è prestato alle domande della folla di curiosi. ma non è di questo che stiamo parlando. torniamo su “a serbian film”.

“a serbian film” riprende i temi della porno gang e li rilancia fuori campo, accellerando a tavoletta. è un film durissimo, che porta alla luce gli incubi più terribili che nessuno ha il coraggio di affrontare, che con le sue visioni viscerali ci invita a guardare nell’abisso, e l’abisso guarderà dentro di noi, è un film atipico, esorcizzante, è….. è un film…… come dire…….

MA VAFFANCULO!

io ci ho provato a essere serio come i criticomani dei cineforum, ma sinceramente mi sono rotto il cazzo. volete la recensione del film? ok. sappiate che non ho sbatta di postare trailer e immagini, ma vi basta digitare il titolo su google e ne trovate quanti ne volete. però procuratevi un secchio per il vomito prima.

il film parla di milos. milos è un ex porno attore ritirato a vita felice: villetta con giardino, moglie che è una figa del 32 e figlio piccino che è il sogno di ogni mamma. insomma, cosa può volere uno di più? cioè, ti pagavano per scopare, poi ti trovi una bella topolona e ci metti su famiglia, e stai tutto il giorno a bere wisky in poltrona.
che succede poi? succede che milos non è del tutto appagato. ogni tanto si riguarda i suoi filmozzi e la moglie gli chiede “ti manca….?” e lui com’è giusto che sia la castiga sul talamo nuziale.
un giorno una vecchia collega di milos lo chiama per un lavoro. sai com’è, c’è questo regista che ti vuole a tutti i costi, è un genio, porno uguale arte, basta tette rifatte e uomini del cavo e idraulici, qui si parla di una nuova frontiera del porno, la parola d’ordine è realtà, il porno serbo è morto, questa è una rinascita.

e così milos accetta di lavorare per quest’uomo, ovviamente la paga sono una cosa come 10 depositi di zio paperone. l’unica condizione è che milos deve improvvisare, non sa nulla della sceneggiatura, ha solo un auricolare attraverso il quale il regista d’essai gli dice cosa fare, sul momento. e fin qui è abbastanza intuibile capire dove si vuol andare a parare.

ora se qualcuno di voi vuole vederselo e arrivare vergine al film non legga. altrimenti continuate, tanto quello che sto per spifferare si intuisce bene anche dal trailer.

milos diventa il protagonista (controvoglia….) di un film snuff, dove sesso e torture abbondano (e si mescolano schifosamente….), ma quando dico sesso e torture intendo che hostel in confronto è un film per scolarette, saw l’enigmista è un documentario di piero angela, qui tocchiamo veramente il fondo gente, c’è una lista di perversioni che è una roba da istituto psichiatrico, voi sappiate che la santa inquisizione in confronto era santa e basta, e che se uno nella realtà facesse quello che accade in 30 secondi di film (e giuro, 30 secondi eh) verrebbe ingabbiato e incenerito all’istante senza passare dal via. insomma, non so se ho reso l’idea, ma è un film per stomaci forti. il regista ha detto: (copio e incollo da wikipedia)

“”Questo film è il diario delle angherie inflitteci dal Governo Serbo, il potere che obbliga le persone a fare quello che non vogliono fare, devono sentire la violenza per capirla”.

ora, non sono documentato su quello che in serbia succede o è successo, ma sono abbastanza sicuro che se la prima parte del film è abbastanza intrigante e riesce anche a creare un pò di suspance, la seconda parte è una serie di violenze e perversioni gratuite, che in confronto old boy è veramente un film da oratorio parrocchiale.
e purtroppo temo proprio che l’intento del regista non riesca, il film scade, ti sconvolge e ti schifa, e uscito dalla sala non ti rimane altro, se c’era un obbiettivo, un messaggio, questo è andato perso sotto al letto dove milos prende gentilmente una fanciulla da dietro, mentre le stacca la testa con un machete. e pensate che questo è niente….
insomma, in maniera molto personale perchè il blog è il mio e fanculo tutti, comincio un pò a rompermi le palle di questi film dove con la scusa di trasmetterti una disagio profondo ti sbattono in faccia una fila di schifezze una più terribile dell’altra per sconvolgerti sempre di più. per carità, ne capisco lo scopo ludico, io guarderei per ore un matto che con una motosega fa a pezzi dei poveri scout in un bosco, ma c’è un limite a tutto, e varcarlo con la scusa del “viaggio cultural introspettivo che in realtà ti voglio spiegare mille cose” mi sa proprio da vaccata, oltretutto sconvolgere lo spettatore con scene forti e gratuite è un gioco facile facile, come sparare ai pesci in un barile.
ben diverso è invece riuscire a trasmettere qualcosa senza scadere nel turpiloquio o nella violenza gratuita. sarà che i tempi sono cambiati e una volta essere morigerati nei contenuti visivi era più una necessità (tecnica e di mercato…) che una scelta, ma c’era un modo diverso di raccontare queste cose e a me piaceva. ma questa è una mia opinione personale, anche perchè sono paragoni che non sussistono.

già che ci sono però vi consiglio un film, si chiama “8mm delitto a luci rosse”. è un thriller con nicolas cage, sempre ambientato nel mondo degli snuff. non è un film per bambini (anche se ormai i marmocchi di oggi sono abiutati a ben altre cose) ma è un gran film, di quelli dove ancora si preferiva raccontare piuttosto che mostrare.

che paura mi fa!

1 novembre 2010

lo so che lo so, non scrivo da una vita (e 2).

però mi sa che ricomincio a scrivere qualche scoreggia di post, cosicchè si possa odorare qualche mia perla di saggezza per la rete. per quei pochi nessuni centomila che lo leggono.

allora, parlavo di paura. voi dovete sapere che io qualche sera fa sono riuscito a dormire con l’armadio aperto. forse però dovete sapere anche che io dell’armadio aperto avevo il terrore, fin da bambino non ci volevo dormire e poi con gli anni senza h l’abitudine (o Habitudine) di chiuderlo prima della nanna non mi ha fatto più riflettere sulla cosa. poi l’altra sera ho detto “ciò, ora hai 26 anni, magari la smettiamo di dormire con l’armadio chiuso perchè ci hai paura” e infatti ho scoperto che paura non ce l’ho più e lo posso tenere aperto spalancato. allora, il fatto è che quando ero piccino c’erano gli acchiappafantasmi che in una puntata avevano a che fare con il babau che usciva dall’armadio e terrorizzava i bambini. ecco, quello proprio non mi ha aiutato molto, io che sono suggestionabile. poi quando sei al buio l’armadio aperto dentro è ancora più buio, è proprio tenebra allo stato puro e a preoccuparmi a me non era tanto il mostro che usciva dalla tenebra, tipo babau o cazzonesobau (non ho scritto ancora una parolaccia, dovevo bilanciarmi in qualche modo), che se esce il babau al massimo mi mangia ma posso anche scappare o lottare, ma, dicevo, la mia paura era proprio la tenebra, che uscisse e mi inghiottisse mentre dormivo, o che entrasse dentro di me e mi facesse fare cose brutte. ecco, quello era la mia paura.

ma ora bando ai babau di tutti gli armadi del mondo, il mio è pulito (anche i vestiti sono puliti), e dormo sonni tranquilli.
presto riscrivo qualcosa, loggiuro!