Archive for aprile 2011

micronarrativa 2

25 aprile 2011

per te, solo per te, esclusivamente per te, uomo che leggi solo le prime 5 righe di qualsiasi cosa (istruzioni comprese) e del resto non te ne frega un tubo.

per te, solamente per te, che dopo i primi 20 minuti di un film sei già talmente appagato da poter dormire e russare senza rimorso.

per te, che alle 100 pagine preferivi tenerti le mille lire, solo per te, che per montare un armadio dell’ikea ti fermi alla base.

micronarrativa 2: gli inizi.

e basta.

1 – “questa è l’ultima volta.” pensò jim, prima di darle uno schiaffo.

2 – “questa è l’ultima volta.” pensò betty, mentre lui stava per darle uno schiaffo.

3 – “questa è l’ultima volta.” pensò bob, il vicino della finestra di fronte, mentre sollevava la cornetta e componeva il 911.

4 – “questa è l’ultima volta.” pensò carter, il tossico del piano di sotto, mentre si iniettava l’ennesima dose.

5 – “questa è l’ultima volta.” pensò nervosamente ted, mentre riceveva la chiamata per violenza domestica in corso.

6 – “questa è l’ultima volta.” pensò il cane del signor bob, mentre si mangiava le pantofole del suo padrone.

7 – “questa è l’ultima volta.” pensò il partner di ted, roy, mentre scendevano dalla volante e si dirigevano verso l’appartamento del signor jim, che abitava sopra il signor carter, nello stabile esattamente di fronte a quello dove abitava il signor bob con il suo cane.

ma siccome tutti sapevano che era l’ultima volta, i poliziotti fecero dietro front, il signor bob rimise giù la cornetta, il cane smise di mangiare le pantofole del suo padrone, carter smise di farsi, e jim disse “eh tranquilli, tanto era l’ultima volta” e non schiaffeggiò più betty, e ora vivono felici e contenti.

FINE

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micronarrativa: lui e lei.

20 aprile 2011

micronarrativa per te, solo per te, uomo che dopo 10 righe ti sei rotto il cazzo.
brevissimi racconti ricchi di eventi densi e importanti, raccontati in stile metronomo, solo per te, esclusivamente per te, lettore che hai le capacità cerebrali di una tazzina da caffè.

vuota.

c’è lui, e lo chiameremo francesco. poi c’è lei, la chiameremo elena.
lui è un ragazzo sui 25, tranquillo, normale, carino e timido. lei è di poco più giovane, bassa, molto bella e molto simpatica.
francesco e elena si conoscono, vanno d’accordo, lei è fidanzata con un ragazzo scemo e iper geloso, è annoiata da questa storia, comincia a frequentare francesco, un giorno si baciano perchè lui è interessato e lei lascia intendere di essere in rotta con il moroso e disponibile per francesco. dicevamo, si baciano, è estate, lei rimane lo stesso un pò confusa, vuole chiarire con il moroso, passa l’estate e lei evita francesco che la cerca e non capisce e vuole risposte. si sentono qualche volta ma non si vedono.
natale, lei lo contatta:

LEI: “ciao come stai?”
LUI: “insomma. mi dispiace che non ci vediamo più, non capisco perchè ti fai sentire adesso di punto in bianco”
LEI: “scusa, ho avuto un pò di problemi, sai….”

segue una serie di dialoghi semi inutili dove lui è incazzato per l’assenteismo di lei, e lei è incazzata perchè lui è incazzato e un pò scontroso.

altri dialoghi inutili.
stop ai dialoghi, si danno una sorta di addio litigioso.

francesco, che non è uno stronzo, dopo 4 mesi decide di contattarla almeno per sapere se lei sta bene, e si sente anche un poco in colpa, pensa di essere stato troppo brusco.
lei è felice, si parlano, salta fuori che quella volta a natale elena l’aveva cercato perchè aveva lasciato il moroso definitivamente e voleva stare con lui, ma non era riuscita a dirlo.
francesco è stupito e si sente una merda. si parlano ancora, e giungono all’epilogo della nostra storia.

lei è felicemente fidanzata da 2 mesi, è contenta come non era mai stata, quando ha conosciuto il suo attuale moroso non sentiva francesco da due mesi e l’aveva dato per perso, ora le dispiace un pò ma è felice ed è giusto così.

lui è felice per lei, sta di merda per sè stesso, ha perso il treno, si da del coglione ogni giorno che passa e passerà su questa cazzo di terra, la sera cena e sparecchia da solo, passa una mezz’oretta svogliata su you porn, lavora e la notte non dorme perchè pensa a quanto è stato pirla, appunto.
fine.

sondaggio!

17 aprile 2011

ecco a voi un fantastico sondaggio!

votate numerosi, eh!

per far vedere che.

10 aprile 2011

“stasera proietto, ore 21, se ci sei batti un colpo”

“sono le 20e40, per arrivare lì da dove sono io ci vogliono 10 minuti, ma ce ne metterò 15 perchè mi fermo a prendere 2 birre.”

“io pure”

*click*

il giovedì di primavera è pieno di vita, ormai. il viale si riempie, i locali tirano fuori i tavolini e la gente si attarda ad ammucchiare bicchieri sui banconi dei sorridenti baristi. le stesse facce, non sai il nome ma sai vita morte e miracoli, perchè bisogna dire che se gli occhi solo lo specchio dell’anima, il bicchiere al bar ne è l’armadio, con tutto quello che c’è dentro.
nel tragitto dal bancone alla macchina incontro almeno 10 persone che conosco, le saluto, non ci parlo, le birre in mano pesano, qualcuno stasera mi ha offerto da bere perchè è il mio compleanno, va bene così.
proseguo con passo deciso, salgo in macchina, accendo, retromarcia, sterza, prima, gas, e sono fuori dal parcheggio.

la strada la conosco da tempo, l’ho fatta talmente tante volte che so esattamente le note che il motore deve fare mentre la percorro. non c’è molto da scrivere, su questo. la faccio in 10 minuti netti. arrivo.
parcheggio.
scendo.

la cabina di proiezione è preistorica, avrà almeno 50 anni, così come l’aria che si respira. dalla finestra si vede il circolo parrocchiale, qualche fantasma si aggira tra i tavoli, qualcuno invece ci è seduto accanto. disegno, butto giù un paio di schizzi, riavvolgiamo la pellicola a mano, fa tanto “nuovo cinema paradiso”, e ad un certo punto provo anche un pò di pena per quei multisala moderni, dove delle serate così non le posso più fare. svuotiamo le 4 birre.
fumiamo una paglia a testa.
esco sul tetto, guardo un pò le stelle.
così, tanto per far vedere che a qualcuno frega ancora qualcosa.

per far vedere che.

reality

9 aprile 2011

e poi dicono che le le cose che succedono nei film sono “impossibili”, “non sono credibili”, come se quello che succede nei film fosse più improbabile di quello che succede nella realtà.

bhè, davanti a casa mia è appena passata una carrozza con cocchiere e cavallo, e a bordo un gruppo di ragazze (presumibilmente sbronze e esagitate) armate di megafono che gridavano “attenzione, attenzione, arriva la sposa”.

adesso non venitemi a dire che è più normale questo di uno che viene morso da un ragno radioattivo e ottiene dei super poteri!

certe notti

4 aprile 2011

ecco, ora che sei finito qui ti confesso che ligabue mi fa cagare e che la sua canzone non c’entra un cazzo con quello che scrivo, quindi hai due alternative:

leggermi e magari imparare qualcosa (visto che ascolti ligabue si presume che tu abbia molto da imparare)
mandarmi a fare in culo (cosa che al tuo posto io farei, ma è un fatto di scelte).

stasera è stata una di quelle sere inaspettate e totalmente casuali, dove vai a mangiare per caso, con gente per caso, e non ti frega un cazzo di niente ma hai voglia di novità, e la novità consiste nel fatto che vai a mangiare in un posto che reputi di merda (ove però non sei mai stato, proprio perchè reputi di merda) e ti ritrovi a mangiare una pizza in compagnia di gente che conosci poco, con i quali parli di pompini, frequenze e abitudini masturbatorie, e la cameriera si unisce parlando di un tale con cui è stata che aveva il cazzo corto, troppo corto.
da un lato ti diverti, e dall’altro ti chiedi “come siamo giunti a questo”, ma la risposta amici miei is blowing (job) in the wind, ovvero la risposta, la verità che tu cerchi sta facendo bocchini da qualche parte, e di certo non ha tempo per venire a spiegare a te il senso delle cose.

bob dylan l’aveva capita tutta con questa canzone: la verità, le risposte che cerchiamo sono a fare le zoccole da qualche parte, indi per cui non hanno tempo per venire a spiegare a noi come si fa a stare al mondo.

ok, non era proprio così la canzone, ma di sicuro era stata censurata dai discografici, troppo abituati ai testi politically correct della tigre tony

che come ben sapete detiene parecchi diritti riguardo ai testi.

detto questo, ho perso un pò il filo del discorso, ma la colpa è di wordpress che per inserire un’immagine mi fa fare troppi passaggi (4, se ben ricordo) e io poi mi perdo.
che dicevo?
ah sì, ci ho pure rimediato 2 bomboloni, guadagnati dalla chiusura del bar, che tanto li buttavano via.

non parlerò del nucleare, non parlerò del giappone, non parlerò di berlusconi, e non parlerò della primavera.
a proposito, cerco una fanciulla di bella presenza (ma va, alla fine va bene pure un poco cessa) che voglia accompagnarmi ad un convegno/cena di lavoro dove devo presenziare e fare assolutamente bella figura per vendere la mia figura professionale.
se qualcuna è interessata la cena è offerta, non chiedo prestazioni sessuali e posso tenervi un bombolone di stasera.
oh, ve lo sta chiedendo uno che ieri sera alle 2 era a mangiare piadina e salame e birra in un bar di un noto borgo medievale vicino alla mia residenza, insomma, sono una persona di un certo livello.

ora, qualcuno sa come cazzo si fa a settare i pennelli di corel painter 9 per la tavoletta grafica della hanvon? no perchè mi scoccia cercare. quasi quasi vado a letto a leggere i fumetti, che sarebbe anche ora (di andare a letto, non di leggere i fumetti).

no dai, qualcosa di non stupido da dire ce l’ho.

……….
…………………

rosso di sera, bel tempo si spera.

che proverbio del cazzo.

sto diventando troppo volgare. e dire che sono un tipo non volgare. a tratti. a volte. cioè, quando posso dire parolacce e porcate ne dico a nastro, quando non posso non le dico. ho una carenza di mezze misure qua, un pò come quando guardi un film porno e c’è una tipa con le tette troppo piccole e quindi tu cambi filmato, ma nel filmato dopo la tipa ha le tette enormemente grosse e non va bene manco quello, perchè tu le volevi medie, insomma, in quel senso lì.

oppure sono un pò come quelle persone che non bevono mai, e quando bevono si sbronzano di brutto.
sarà perchè fumo un anno sì e uno no? a me sembra una cosa normale, ma ogni volta che lo dico la gente rimane stupita.
l’altro giorno mi hanno detto che sono un tipo trasandato perchè avevo la barba lunga. stavo per dire “cara mia, non hai capito un cazzo, se sono trasandato è perchè stamattina mi sono asciugato la faccia con la tovaglietta del bidè, non certo perchè ho la barba lunga!” ma mi sono astenuto, così ho rimandato la mia figura di merda alla prossima occasione, che sono sicuro non mancherà di arrivare.

se siete arrivati a leggere fino qui, probabilmente non avete un cazzo da fare oppure siete mia sorella, ma rimane il fatto che se siete arrivati fino qui state cominciando a chiedervi il senso di questo post, che, ahimè, ahinoi, ahivoi, è veramente nullo. lo so, però almeno apprezzate la sincerità, io lo dichiaro, invece pensate a quanta merda vi viene propinata ogni giorno senza dirvi che è merda. è come se vi mettessero sotto un piatto di cacca imbottita di profumo dicendovi che non è cacca, perchè profuma, ma come diceva un mio amico saggio…. la merda è merda anche se profuma, e questo non si può cambiare. siamo quello che siamo, possiamo crescere, maturare, migliorare, ma non cambiare. i canali si cambiano, i vestiti, gli oggetti, le macchine, i cellulari, ma gli esseri umani no, quelli no, e io che lo voglia o meno rimango sempre quello che si porta a casa i bomboloni dal bar, è una cosa che non posso cambiare, ma almeno non ho il cazzo corto come quel tipo con cui è stata la cameriera di cui sopra.
lo so, se siete delle inguaribili mignotte, o dei defecabili stronzi questo discorso vi mette tristezza, perchè vorreste essere altro, ma tenete presente che potete sempre migliorare.

nel senso che se siete mignotte…. potete diventare delle ottime mignottone. in fondo il mondo ha bisogno anche di voi, l’industria cinematografica fa soldi su ste cose, e pensate che se non c’erano le puttane il buon De Andrè non ci avrebbe regalato dei capolavori come “bocca di rosa” o “via del campo” e molti altri. insomma…. che volete di più, a quest’ora della notte? sono partito a parlare di ligabue e finisco con De Andrè, quindi mantengo una struttura circolare per non disorientare troppo i cerebrolesi che passano di qua, unisco il commerciale con il classico ricercato, ci butto dentro qualche metafora da bar popolare che analizza il senso della vita, svirgoleggio con battute stupide e di bassa lega per farvi sentire a casa, scrivo in flusso di coscienza come joyce, vi vengo pure a confermare che l’isola dei famosi è una merda, più di così proprio non so che fare.