REQUIEM II

il ragazzo biondo si chiamava Gael. aveva 26 anni.
il suo cervello al momento era sparso per la stanza e per il muro, sotto gli occhi di Victor e Jerome. nonostante questo, rimaneva un organo prodigioso.
Gael riusciva ad usare la memoria in modo quasi inumano: poteva richiamare qualsiasi ricordo, non importa quanto vecchio fosse. da quando era stato capace di intendere e di volere, lui si ricordava tutto. a 1 anno e qualche mese si trovava seduto in mezzo alla strada, circondato da lamiere in fiamme, benzina, olio. l’incidente in cui i suoi erano morti.
e lui era illeso.
da quel momento in poi aveva visto solo ospedali, orfanotrofi, e case famiglia.
all’inizio pensavano fosse stupido. non parlava. non partecipava a nulla. ma a 2 anni, era già in grado di applicare certi automatismi matematici come il raggruppamento di oggetti simili, e a 3 sapeva contare, anche se in modo non cosciente. non sapeva contare come contano i bambini alle elementari, semplicemente se gli mettevano davanti 10 matite, lui le raggruppava a 2 a 2. se invece erano più di 10, gli elementi per gruppo aumentavano.
una volta, aveva raggruppato 100 mattoncini lego in 20 gruppi da 5.
a 6 anni leggeva e contava come un bambino di prima media.
la cosa che nessuno a parte lui sapeva, è che riusciva a capire le persone. non solo capiva quello che dicevano, ma capiva se mentivano, e capiva cosa gli passava per la testa. capiva se erano buoni, impulsivi, leali, bugiardi.
a 12 anni nessun bambino voleva giocare con lui perchè Gael non perdeva mai. non era bravo negli sport, ma in qualsiasi altro gioco era imbattibile.
a 16 anni morì, nel modo più brutto in cui poteva morire. ucciso.
venne ucciso da un assassino che prima di lui ne aveva ammazzati altri. e mentre moriva, Gael vide i ricordi del ragazzo che era stato ucciso poche settimane prima di lui. l’assassino si sbarazzò del corpo gettandolo in uno scolo nascosto nella boscaglia poco lontano dall’orfanotrofio.
dopo 48 ore, l’assassino vide arrivare 3 poliziotti, accompagnati da Gael. non poteva morire. la morte per lui era solo apparente, non importa in che modo lo facesse. mentre moriva, vedeva quello che gli occhi delle precedenti vittime avevano visto. quella volta entrò in contatto con Victor, che all’epoca non era ancora detective. ma fu l’unico a credere al racconto incredibile di quel ragazzo sporco e in stato confusionale.

“che cazzo di storia è questa?”
Jerome era visibilmente scosso, e parecchio irritato.
stava nell’ingresso assieme a Victor, aspettando.
“ora dobbiamo solo aspettare, Jerome. Gael ci mette un pò di tempo.”
“un pò di tempo a fare COSA?”
“a….come dire….ricomporsi?” non voleva usare la parola resuscitare. Victor era molto religioso, e quello che Gael faceva era tutt’altro che sacro.
“sei fuori di testa?? quello si è sparato un proiettile dritto nel cervello!!”
“lo so. è così che fa. si è ucciso nello stesso modo di Marcus Erlander, in questo modo riesce a vedere tutti i suoi ricordi fino al momento della morte. potrebbe identificare l’assassino, se Marcus l’ha visto in faccia. se poi la pistola è la stessa, dovrebbe andare anche meglio.”
Jerome rinunciò a qualsiasi risposta, si sedette in terra, appoggiato al muro, fissando il pavimento. gli sembrava una follia, e non gli piacevano le follie.
“cerca di stare calmo” gli intimò Victor. “se sei agitato, potrebbe riuscire a guardarti dentro. non è bello.”

dopo pochi minuti Gael aprì la porta. era in piedi, la testa e la faccia sporche di sangue. ma sembrava intero. un pallore mortale aveva invaso il suo volto, e le vene verdi risaltavano sul suo collo e sulle sue guance.
si sedettero nel medesimo soggiorno che aveva visto 2 uomini morire. Jerome osservava come gli schizzi di sangue e di cervello fossero ancora lì, in terra e sul muro, e nonostante questo, il ragazzo fosse in piedi, davanti a lui. come diavolo era possibile?

“stai bene?” gli chiese Gael. Jerome non rispose. gli tremavano le mani. Gael lo guardò con un sorrisino stanco e tirato, stringendo gli occhi, e il detective sentì uno strano formicolio alla base del collo.

“dunque” Victor interruppe il silenzio, preoccupato. “che hai per noi?”

“è lui.” disse Gael. teneva in mano una delle foto appese in soggiorno. la foto mostrava Marcus Erlander e altre 3 uomini. erano tutti vestiti bene, e a giudicare dall’aspetto della vittima, sembrava scattata almeno 10 o 15 anni fa.
“quello vicino a Marcus. coi capelli neri. certo, adesso sono più grigi, e sono di meno. si è anche fatto crescere i baffi. si conoscevano bene, per questo l’ha fatto entrare. Marcus lo stava ricattando. vedi la foto? era la festa di inaugurazione di una grossa impresa. centri commerciali, negozi, locali. tutto in mano a questi signori qui.” Gael battè il dito sulla foto.
“non andò bene. fallirono dopo 2 anni, sputtanando i soldi degli investitori e dei soci. e qui entra in gioco Marcus. era il loro avvocato, li aiutò a falsificare le carte degli investimenti e della bancarotta. persino le perizie del curatore fallimentare erano false. sostanzialmente tutta la società era falsa. dopo le indagini, saltò fuori che il proprietario vero e proprio non era nessuno di loro, e che, dal punto di vista legale, non erano proprietari di niente. secondo il curatore fallimentare, quello che avevano costruito non valeva nemmeno la metà dei soldi che avevano investito inizialmente.”
Victor ascoltava interessato.
“ma la cosa interessante” continuò Gael “è che i nostri signori qui non poterono essere incriminati. come dicevo, saltò fuori che non erano i proprietari, ma soltanto degli “esecutori”, come dei portavoce, che agivano per conto di qualcun’altro. poco prima del processo, saltarono fuori dei documenti che attestavano che anche loro avevano investito alcune somme in questo affare. praticamente, passarono dalla parte delle vittime truffate. ovviamente era tutto falso, non esisteva nessun grande capo malvagio, e la loro idea era questa fin dall’inizio. Marcus era la chiave di tutto. aveva falsificato ogni singola riga dall’inizio, e ci aveva guadagnato sopra parecchio, come tutti gli altri.”
“allora perchè ricattarli dopo tutti questi anni?” chiese Victor, pensieroso.
“aveva bisogno di soldi, più soldi di prima. cancro. gli serviva un trapianto il prima possibile.”
“abbiamo prove di questo…?”
“del cancro? ci sono le sue cartelle cliniche di sopra, in camera da letto, nel primo cassetto del comodino. per quanto riguarda la truffa, il computer è stato ripulito. al momento dell’omicidio, l’assassino aveva una chiavetta usb a penzoloni dal collo e un bel fascicolo di carte sottobraccio. era venuto a portare i soldi in cambio delle prove. ha consegnato il malloppo, ha avuto le prove, e ha fatto bang.”
Victor si grattò il mento, e Jerome lo guardava incredulo.
“nonostante tutto” riprese Gael “in soffitta, c’è una finta cappa del camino. quella vera passa da fuori, ma quando sei dentro non ci fai caso… è sfuggita al suo assassino. sfondatela, dentro c’è una cassa di metallo con dentro un fascicolo bello grosso. non so di preciso che ci sia dentro, ma sono abbastanza sicuro che sia collegato alla faccenda. si aspettava un furto o qualcosa del genere, non certo una pistolettata in testa….”
“è tutto?” chiese Victor.
“è tutto” rispose Gael. “ora ho bisogno di riposare. per il mio compenso, fai come l’ultima volta.”
Jerome non era più scosso come prima, ora era solo arrabbiato. si rifiutava di credere ad una storia che sapeva da telefilm soprannaturale di serie b, e la cosa che lo faceva incazzare ancora di più era il modo in cui il suo compagno pendeva dalle labbra di quel ragazzino. quello, e l’espressione compiaciuta e superiore di Gael.
“aspetta!” disse rivolto a Gael. non aveva intenzioni precise, voleva solo affrontarlo. dirgli che tutto quello era una stronzata e che lui si rifiutava di crederci. del resto, chiunque avrebbe potuto inventarsi una storia del genere. e per ora l’unica prova tangibile era la foto, e non ci voleva molto a indicare un viso a caso tra quelli.
Gael era sulla porta, si voltò e tornò indietro a grandi passi, avvicinandosi a Jerome.
“andate a verificare le prove, prima di dubitare, detective” gli disse in faccia, sorridendo.
Jerome strinse i pugni sostenendo lo sguardo dell’altro. ma Gael non si scompose.
“la verità è che tu non hai amici, questa città ti fa schifo e non sopporti di non fare le cose a modo tuo, soprattutto se salta fuori che poi non hai ragione. ed è esattamente per questo motivo che ti hanno spostato in questa città d’inferno. anche quella notte pioveva, vero?”
Jerome cadde in ginocchio, come se fosse stato colpito allo stomaco. Gael lo guardò con lo stesso sorriso di prima, ma stavolta una punta di compassione gli deformava di poco le guance.
ritornò sui suoi passi, aprì la porta e venne inghiottito nuovamente dalla notte.
Victor si avvicinò al suo collega, incerto.
“ti avevo detto di stare calmo. lui fa così, credimi. l’ho provato sulla mia pelle.”
Jerome si voltò, triste e scuro in volto per la prima volta da quando aveva messo piede nella Vecchia Città.

“ha ragione.”
“cosa?”
“quella notte. pioveva. la notte in cui uccisi un ostaggio.”

fuori, la Vecchia Città piangeva.

Annunci

6 Risposte to “REQUIEM II”

  1. LaStancaSylvie Says:

    Che post dopo la puzzetta da 6 sec!
    LaStancaSylvie

  2. Margot Says:

    Ci ho messo un sacco…il mio commento arriva un po’ postumo (caratteristica che ben si adatta all titolo del post…) ma…voglio un’altra avventura di Gael e Jerome!

  3. Shunrei Says:

    Leggo in ritardo – diciamo che le ultime tre settimane son state un po’ impegnative -, ma confermo il parere relativo al primo capitolo: questa storia ha dei numeri! 🙂
    E quoto Margot: piacerebbe anche a me leggere un seguito!

  4. Foglianera Chihyro Says:

    Ambientazione HYPER WOD!!! Mi piaceeee aspetto al terza parteeee T_T

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: