Archive for the ‘prove tecniche di trasmissione (cioè cazzate)’ Category

uomo sbagliato vs. fitness (parte III)

10 marzo 2012

ist: signor uomo sbagliato, lei ha qualcosa contro gli stupri tra maschi?
uomosb: veramente sarei un pò all’antica…. cioè, mi piacciono i classici, il sano vecchio stupro uomo-donna, sa com’è.
ist: non si preoccupi, sa perchè nello spogliatoio ci sono i rasoi e la schiuma da barba?
uomosb: per radersi?
ist: no, perchè il venerdì sera prendiamo il più leggero, gli rasiamo le chiappe (e la schiena, se ce n’è bisogno) e poi gliemo buttiamo in culo sotto la doccia.
uomosb: ah, ottimo. posso saltare questa parte dell’allenamento? già che ci siamo, c’è uno che quando si fa la doccia ripete in continuazione “mamma mia, mamma mia”, anche se non parla con nessuno.
ist: è quello del venerdì scorso.
uomosb: ah ecco.

uomo sbagliato vs. fitness parte II

8 marzo 2012

a quanto pare nelle palestre usa fare una sorta di programma di lavoro, chiamato percorso. insomma, ti dai degli obiettivi, qualcosa che non sia solo guardare le giovani universitarie sudate o scoreggiare sulla panca degli addominali per lasciare un regalino a quello che la userà dopo di te.

vabbè, dopo circa una settimana devi decidere con l’istruttore quanto pompaggio vuoi fare, e con quali attrezzi. farò pesi? quanti? e le trazioni? e gli addominali? e le scoregge? e tutte ste cose qua.

ovviamente io sono l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.

istruttore grossissimo muscoloso (ist.)
: bene signor sbagliato, che vogliamo fare?
uomo sb: eh? come?
ist: che percorso vogliamo fare!
uomo sb: non saprei, non sono pratico.
ist: vabbè allora faccio io. a steroidi come stiamo messi?
uomo sb: ma scusi, non stanno nello spazio quelli?
ist: ah ah, riderei se non avessi i muscoli della faccia troppo contratti da anni di palestra. il suo umorismo è fine quasi quanto il mio apparato riproduttivo.
uomo sb: anche lei non scherza a battute.
ist: grazie. mens sana in corpore sano. allora che vogliamo fare? lei si sarà posto un obiettivo!
uomo sb: una volta ho fatto una scoreggia di almeno 10 secondi!
ist: questo non le ingrosserà i deltoidi.
uomo sb: no, è vero.
ist: e a dieta come stiamo messi? proteine o carboidrati?
uomo sb: non so, la pizza e la birra dove stanno?
ist: lei è la sintesi della disgrazia, signor sbagliato. ma non si preoccupi, faremo di lei un vero uomo!
uomo sb: mi farete rimpicciolire il pene?
ist: e anche il cervello, anche il cervello! un giorno anche lei sarà degno di indossare la sacra cintura!
uomo sb: quella che usa quell’armadio là per non farsi uscire una vertebra mentre solleva quei pesi?

a parte questo, ieri sono stato ad un incontro sull’educazione, roba che devo fare per lavoro. l’incontro era diviso in introduzione – cena – conclusione. la cena era offerta.

in questo contesto, ho appreso di una divertente forma di vita presente nella mia città, ovvero “l’imbucato scroccone”.
pare che questo soggetto sia presente a qualsiasi evento con cibo gratis. nonostante l’aspetto che lo fa assomigliare ad un barbone rumeno, sporco e puzzolente, costui deve essere notevolmente organizzato visto che riesce a presenziare a tutti, e dico tutti gli eventi in questione. e dire che a guardarlo non sembra manco che sappia leggere.

la cose divertente è che si porta dietro un registratore di audiocassette, di quelli tascabili (so fucking ’90s) e mentre mangia registra dei brevi promemoria: “*gnam gnam* mangiato salsiccia *gnam gnam* mangiato pasta pasticciata” e così via. insomma, registra quello che mangia.
ora, a parte il fatto che sta malissimo, sicuramente, la cosa che mi affascina è il patrimonio culturale che quest’uomo deve avere. cazzo, a casa avrà pareti intere di audiocassette, che se uno volesse potrebbe ricostruire tutti i menù di tutti gli eventi con buffet/cena degli ultimi 10 anni. e forse anche prima. si potrebbe fare un’indagine, qualcosa come “dal 1990 al 2012 nella città di xxxxxx gli eventi con buffet o cena gratuita hanno fornito un menù quasi sempre a base di questo e quello, incrementando così il livello di obesità. pertanto, è giusto procedere per vie legali con gli organizzatori dei suddetti eventi”.

ok, forse sto lavorando un pò troppo di fantasia, ma vi immaginate che roba? io sono sgomento, come dice mia sorella.

dialoghi materni (part 2) e altre stronzate

13 febbraio 2012

cioè raga ho appena avuto questo dialogo con la mia mother troppo forte:

Madre: andare di corpo e andare a cagare sono 2 cose molto diverse!
io: la prima la fai per dovere, la seconda con piacere!

oltretutto, facendomi l’ennesimo thè della giornata, ho riflettuto sulla mia rituale metodicità. cioè, in verità ci sono arrivato dopo un flusso di coscienza abbastanza lungo e incoerente, per questo ve lo risparmio.

abitudine. è quello che ci tiene insieme per evitare che andiamo in pezzi dopo una giornata di ordinario tutto. anni fa, adoravo la salsa dello zio ben. ma solo in determinate condizioni. non è che me la mangiavo sempre, la mangiavo solo quando guardavo un film a casa di un mio amico. era la combo perfetta: film, amici, polentine/nachos, salsa piccante dello zio ben, dana brau da 66cl…pochi euro con mastercard, e pochi anche senza perchè io mastercard non ce l’ho. successivamente, dopo una fase di disintossicazione da salsa dello zio ben, sono passato agli snack in patatine. la situazione era ancora peggio. ogni settimana comperavo un multipacco di cipster da 6 minisacchetti e lo tenevo ai piedi del letto. ogni qualvolta mi fossi guardato un film, avrei pescato un minipacchetto dal gigapacchetto e me lo sarei mangiato. così parlò l’oracolo. cazzo, come aveva ragione l’oracolo! perchè io mangiavo le patatine, guardavo il film e lasciavo il pacchetto vuoto vicino a quello pieno ai piedi del letto. e mangiavo le patatine a letto…cioè che schifo, chissà quanti bricioli di cipster ho lasciato nelle lenzuola!! per fortuna che il mio letto, a quel tempo, era occupato solo da me.

adesso è occupato da vestiti, libri. i vestiti spesso sono sporchi.

dopo le cipster vennero i fonzies. ancora peggio. lasciavano delle miniparticelle sulle dita che dicevano “leccami, leccami!!!” peggio di selen ai tempi d’oro.
oh gente. nemmeno il mio cane mangia dove dorme. anzi, diciamo che è piuttosto possessivo riguardo alla sua cuccia.
pensate che siccome con la neve lui va a scorazzare in giardino diventando un gigante pupazzo di neve grazie alle proprietà prensili del suo pelo, nella cuccia ho pensato di mettergli cartoni e stracci in modo che assorbano la terribile umidità che emana. ci credete che i cartoni se li è tenuti, mentre dei 2 stracci uguali che gli ho messo, uno non gli piaceva e l’ha portato fuori?
potrei insegnargli a selezionare la biancheria per il bucato. di sicuro capisce subito cosa è da lavare e cosa no. però penso che la roba che puzza gli piaccia più di quella pulita.
schifocane.
dopo le patatine, siamo passati alle tisane e infusi. ho menzionato la birra in tutto questo? no? meglio, perchè la birra è ancora in voga e non accenna a interrompersi.
tisane e infusi, dicevo. che bevo anche d’estate. ah, d’estate poi ho la fissa del caffè freddo shekerato senza zucchero. vale quei pochi soldi in più e i 10 minuti consecutivi che passerò sul cesso.
sono tremendamente rompicazzo, e forse senza queste manie lo sarei di più. comunque io se andassi all’isola dei famosi farei morire di fame tutti i partecipanti che non fanno un cazzo o fanno solo casini. poi sfrutterei i momenti di diretta serale per insultare tutti quelli che guardano quel programma di merda, e tutti quelli che ci partecipano. nicola savino no, mi sta simpatico. ma è meglio se torna a fare radio.
cazzo domani comincia san remo, e io già tremo al pensiero dei soldi che l’italia si sputtanerà per una settimana di festival. chissà come se la passa il mio amico Tony, la tigre dei frosties.

quasi quasi domani vado a trovarlo e sento un pò come sta.

novità!

5 ottobre 2011

sappiate che ho appena fatto una scoreggia di 6 secondi almeno, e sono molto fiero di questo!

ommegleeee

28 settembre 2011

cari lettori, eccoci giunti al momento dell’erudizione vostra, che la mia è già avvenuta e ormai posso solo elargire perle di saggezza, in quanto della mia sbagliosità quasi nessuno può farne un vanto come io facemmi.

questo oggi, vi parlerei di omegle. dico parlerei perchè magari qualcuno dopo le prime righe ha già cambiato pagina, quindi non gliene parlo più a lui, che in ogni caso non me ne frega un cazzo, leggetevi un pò quello che cazzo vi pare a voi.

cos’è omegle?

vi cito la descrizione mela+copiata mela+incollata direttamente dal sito ufficiale:

“Omegle is a great way of meeting new friends. When you use Omegle, we pick another user at random and let you have a one-on-one chat with each other. Chats are completely anonymous, although there is nothing to stop you from revealing personal details if you would like.”

traduzione, per gli ignoranti:

“omegle è un fantastico modo di incontrare nuovi amici. quando usi omegle, noi selezioniamo un altro utente in maniera del tutto casuale e vi lasciamo chattare uno con l’altro. le chat sono completamente anonime, nonostante non ci sia nulla che vi impedisce di rivelare dettagli personali, se volete.”

traduzione, per quelli poco svegli:

“omegle è un un modo per chattare subito a caso con chiunque altro, e siccome è tutto anonimo non dobbiamo sbatterci per liberatorie e cazzate varie, quindi se siete minorenni e mostrate le tette al mondo intero sono cazzi vostri e non potete farci causa, lo stesso dicasi se i vostri figli rimangono soli davanti al pc e si beccano cazzi in erezione per tutto il pomeriggio. nonostante questo, se siete così cretini da mostrare la vostra faccia e magari dare pure nome e cognome, ancora una volta sono cazzi vostri, e non lamentatevi se poi qualcuno riprende vostra figlia di 16 anni mentre fa un uso non igienico dello spazzolino elettrico e lo piazza su internet.”

ecco, questo in sostanza è omegle. ma vogliamo saperne di più…di conseguenza io mi sono sacrificato e ho viaggiato per 15 minuti su omegle, ovviamente a webcam oscurata. il risultato:

TETTE E RELATIVE FORME FEMMINILI: zero
MASCHI DI VARIA ETA’ CHE SI FANNO I CAZZI LORO DAVANTI AL MONITOR: alcuni
GENTE CHE TI SCRIVE “CIAO, COME STAI?”: uno (maschio)
CAZZI: quantità spropositata, per tutti i gusti e versi, addirittura qualcuno disegna su un foglio gli occhi e la bocca, e poi infila il cazzo al posto del naso. ilare.

ora, se per caso non vi foste ancora rotti il cazzo, vi spiego come funziona: andate sul sito, cliccate su “start a chat video” dopodichè partite. premendo esc 2 volte vi disconnette dall’utente con cui state chattando, e dopo 4 secondi si riconnette automaticamente, così potete tenervi sempre una mano libera se volete, uhm, grattarvi il naso?

altra cosa è la spy mode. e qui si vede quanto i programmatori si siano spremuti le meningi…. cioè, se siete dei voyeur pervertiti fa per voi, perchè potete assistere ad una chat tra 2 sconosciuti come spettatori. però prima di calarvi i pantaloni mentre osservate altri 2 sfigati con le chiappe di fuori, dovete porre una domanda, che verrà messa tipo “argomento da discutere” ai 2 che andrete ad osservare.

dalla mia domanda “qualcuno è nudo in cam?” ho assistito a diverse discussioni, dalle quali ho imparato che un brony è un maschio che è super fan di “my little pony”. cazzo, anche io non finisco mai di imparare.

insomma, omegle è il prodotto per l’uomo moderno, con tendenze esizibizioniste e voyeuriste, amplificate da una bisessualità temuta e non ancora dichiarata, ma latente. se vi ritrovate in questa mia descrizione, vuol dire che oltre alle caratteristiche sopracitate siete anche persone con spiccati disturbi sociali e comunicativi, ma non abbattetevi, il mondo è pieno di gente come voi, li chiamano disadattati.

e dopo questo, un bel video sociale.

perchè pensate che ogni volta che vi masturbate davanti ad un monitor, dall’altra parte del mondo potrebbe esserci qualcuno che non gradisce.

pensieri, 11 settembre, roger federer, varie ed eventuali.

17 settembre 2011

purtroppo questo blog lo tratto veramente male. lo so, ultimamente lo aggiorno a cazzo. oh, però che vi devo dire, almeno scrivo quando ne ho voglia….

ma tanto scrivo delle cazzatone un pò sempre e comunque, che ci posso fare.

per esempio, stasera tornando a casa becco su virgin radio i RAGE AGAINST THE MACHINE. killin in the name of. fuck you, i won’t do what they told ya….
e mentre sei lì che cominci a muovere la cazzo di testa a tempo pronto per la botta che la band ti sta per dare attraversi il famigerato ponte che sta nella mia città e voilà, credo sia l’unico posto dove il segnale di virgin radio non solo si perde, ma cambia proprio, e mi becco un pezzo dance da una radio per gay.
insomma, è un pò come se mentre scopi con una che ti piace un casino e stai facendo un ottima performance, sei lì lì pronto ad orgasmare e lei ti fa “oh, ma sai che ieri ho comprato il cd di marco carta ed è bellissimo….?”
ecco, un pò la stessa sensazione.

poi qualche giorno fa è stato anche l’undici settembre, guardavo gli us open di tennis e c’era la data scritta a bordo campo. e in tv c’erano un casino di documentari sull’undici settembre di 10 anni fa. cazzo, mi ricordo che dopo poco io stavo comprando l’uomo ragno e c’era un disegno bellissimo dell’uomo ragno inginocchiato su una montagna di macerie che teneva in mano il casco di un pompiere.
rotto.
ammaccato.
e nonostante il costume di spidey non abbia gli occhi, si vedeva chiaramente che peter era triste, anzi, forse piangeva proprio.
allora ho pensato di fare una piccola indagine, e chiedere in giro quanti sanno la data dell’esplosione a bologna, in stazione.
oh, tutti si ricordano l’undici settembre, ma di bologna se ne ricordano in pochi… sì, la strage di bologna sappiamo che c’è, ma non quando, come, cosa, perchè.
io un pò mi ci incazzo. non che sia anti americano, anzi, a me stanno simpatici. però cazzo, siamo in italia, perchè dobbiamo essere così coglioni da spendere enormi quantità di tempo, parole, pellicola, su un tragico evento che riguarda una nazione dall’altra parte del mondo, e invece i nostri, di eventi tragici, diventano un pretesto per far litigare i gruppi politici? che poi è assurdo che sappiamo meglio quello che succede altrove piuttosto che in casa nostra. eccheccazzo, siamo un pò pecoroni, dai.
cari italiani, non fraintendetemi, io vi amo tutti, voglio bene a tutte le mattonelle dei nostri centri storici, però cazzo, siamo un pò cazzoni, eh, nel bene e nel male. un pò vi voglio anche bene per questo però, dai.

in ogni caso, caro roger federer, hai perso la semifinale degli us open contro novak djokovich, e siccome sono molto triste per questo, il mio pranzo di domani sarà

sappilo, ti voglio in forma per il master di londra!!!

post breve

25 luglio 2011

tornando a casa dal lavoro oggi ho visto 3 ragazze che avranno avuto 35 anni che si facevano foto per strada.

il problema è che 35 anni ce li avevano in 3.

ebbene sì, giovani sgualdrine crescono. grazie a internet, presumo, e ai telefoni cellulari con foto porno incorporate.

ora, il mio dubbio è: a mia figlia di 13 anni lascerei il cellulare mentre va in giro con le sue amiche? oppure gliene comprerei uno? io alla loro età stavo senza, eppure son poi sopravvissuto.
e ancora, un dubbio ben più atroce mi attanaglia: quando queste sgualdrine saranno cresciute del tutto e saranno approfittabili, io sarò ancora in grado di approfittarne?

ai posteri l’hard sentenza.

ma in realtà il tema di cui voglio parlare stasera non è la futura prostituzione legalizzata minorile (che ormai è una banalità, lo sanno tutti, anche i preti) ma è la scaletta su cui si facevano le foto ste qua.

occorre una piccola digressione: la mia città, come molte in italy, ha delle antiche mura medievali. queste mura di solito separano una zona da un’altra, con un dislivello di almeno 10 metri, forse meno. questo dislivello è colmabile da alcune scalette e passaggi seminati lungo il perimetro mural medievale, o almeno per il perimetro rimasto in piedi.
succede che una di queste scalette ai piedi hai un’edicola, che io frequentavo da infante, data la vicinanza alla casa dei nonni poi mia futura abitazione, e che era una scaletta rustica e storica: aveva infatti una stretta parte scivolatoria accanto ai gradini così ci potevi portare la bicicletta in su e in giù. e vista la pendenza del 115% a salire sfaticavi, a scendere sfasciavi (la bicicletta). che cmq alle medie sfasciare la bicicletta è motivo di gaudio e ammirazione dai tuoi coetanei. eh già perchè qualcuno già pensa alle tette/culi/wagina, e il rispetto se lo guadagna lì. io invece che ero tra gli sfigati e lo sarò ancora (uso volutamente un futuro, quindi date pure per scontato che tra 5 anni mi potrete chiamare sfigato), avevo divertimenti idioti come ghiaccio spray nel lavandino della cucina e biciclette sfasciate.
oh, son poi cresciuto lo stesso, dai.
rimane il fatto che questa scaletta che mi ha visto crescere, comprare fumetti, scroccare fumetti porno agli amici meno sfigati (ma ugualmente incapaci), sbucciarmi ginocchia, sfondare parafanghi del mio biciclo, qualche, tanti anni fa è stata rimossa per una cosa in legno illuminata e molto più comoda, meno pendente, meno affaticante, meno porno e meno spartana.
e qui si capisce l’inganno, cioè che se quella scaletta fosse rimasta non ci si farebbero le foto sopra, anzi.

ecco perchè penso che averla tolta sia stato diseducativo, ecco.

social animal

11 luglio 2011

sono in mutande dopo una afosa giornata di lavoro, quindi mi sono detto:

“quale momento migliore per scrivere un bel post sul mio blog zoppicante?”

andiamo indi a incominciar.

l’uomo è un animale sociale, questo lo sappiamo tutti, e in ogni caso basterebbe guardare un video di jenna jameson o laura panerai su you porn per capire che ci piace integrarci in branco.
soprattutto ai fini riproduttivi.
ed è per questo che fin da piccoli, noi cuccioli mammiferai ci inseriamo in numerosi gruppi quali la parrocchia, gli scout, gruppi sportivi o extrascolastici, per arrivare a cose più impegnative in età adulta, vedi gruppi politico/sociali di vario genere, o anche solo circoli sportivi o culturali.
ebbene, il fine ultimo di questi è ovviamente la riproduzione.
eh dai, non venitemi a raccontare che del cucito o dei medici senza frontiere frega un cazzo a qualcuno!
poi si sa, i parrocchiani sono i peggio bestemmiatori dell’intera razza umana, te lo dico io che vanno in parrocchia solo per rimorchiare.

o almeno così dice un caro amico mio, uno saggio. mi ricordo che mentre parlavamo di questo argomento, mi disse, con voce sognante:

“caro amico mio, al mondo ci sono 2 tipi di uomini: quelli a cui piacciono le donne grasse con le tette grosse, e quelli a cui piacciono le donne grasse con le tette piccole.”
“e tu a quale appartieni?” gli chiesi.
“io? a me piacciono i trans.”
e da lì capii cosa ci faceva quella mutanda fallica (dicesi anche strap on, basta digitarlo su you porn e capirete) sul suo comodino.
tuttavia la stima che ho per lui permane.

ma dicevamo, l’uomo è un animale sociale! proprio l’altra sera sentivo il bisogno di esserlo anche io, e quindi decisi di accompagnare un amico ad una festa, imbucandomi.
diciamo che me ne pentii 3 secondi netti dopo, ed ero appena uscito di casa!
“sto migliorando…”pensai. di solito me ne pentivo dopo 10 minuti.

la cosa divertente è che questa socialità si incentra sul futile: sbronza, paglie, droghe leggere, musica a tutto volume. livello di conoscenza: zero barrato.

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e poi, vogliamo parlare dei social network? cioè, seriamente, dai. tu, utente che ti registri a qualsiasi cosa e che possiedi il mio indirizzo mail, pensi veramente, ma veramente che io abbia bisogno di ricevere una mail da te ogni settimana per ricordarmi che ti sei registrato su linkcazzofacciaculobook(chino) e che vuoi che io mi registri? sei davvero così sciocco? o stronzo?
poi magari non ci sentiamo da mesi, forse anni. ti ho mandato più volte link con i miei lavori o il mio blog. hai mai risposto? col cazzo. allora mi devi triturare i coglioni perchè vuoi che ti faccia salire un counter delle cazzovisite?

spiacente, ho più a cuore la migrazione delle tartarughe nell’emisfero boreale.
lì sì che c’è adrenalina. un pò come quel tipo che conoscevo che andava a puttane, e ne caricava 4, di cui 3 erano in realtà maschi.
“ma ti piacciono i trans?”
“no, perchè?”
“allora perchè vai con 4 puttane quando sai che 3 in realtà sono maschi?”
“mi piacciono le sorprese, non voglio una vita piatta fatta di routine quotidiana!”
“la tua routine quotidiana è andare a puttane?!?”

non mi rispose, e guardò oltre, verso l’orizzonte.

sincerità

22 maggio 2011

“intendiamoci. sei carina.”

era proprio così che le stavo dicendo. non se se per interesse o educazione, ma lei mi stava ad ascoltare.

“sei carina. sei simpatica, gentile. ci uscirei volentieri con te. se vuoi usciamo.”
“non so….non ho molto tempo….”
altro dubbio. forse voleva prendere tempo, oppure era un modo gentile per mandarmi a fanculo. un modo gentile, ma bugiardo. allora decisi di rincarare la dose.

“senti, siamo adulti, possiamo dirci le cose come stanno. sei carina, sei simpatica. ma non è che sei una superfiga. ti trascuri, credo che la tua igiene personale non sia in cima alle tue priorità. hai i capelli che sembrano sempre sciupati, e secondo me non usi il filo interdentale. dovresti. sei anche un pò cicciottella, ma è ok, qualche chilo di più non mi dispiace. hai due gran belle tette.”

non ero sicuro che mi stesse ascoltando ancora. però mi guardava.

“forse pensi che io ti desidero, e che quindi ti reputo perfetta, e non vedo i tuoi difetti. ma non è così; ci sono, e io li vedo. solo che saprei accettarli. e bada bene, mi vedi, non sono un ciccione brufoloso disperato, ho un bel fisico, e ritengo di essere abbastanza bello. ho un carattere discreto, sono sincero, gentile. ho i miei difetti, come tutti. ma li vedo.”

non parlava. presumo non sapesse che dire.

“quello che intendo è che sto chiedendo di uscire a te invece che a qualcun’altra, che magari è più bella di te e con meno difetti. e tutto sommato avrei anche qualche possibilità.”

mi disse che ero uno stronzo e che dovevo andare a fanculo.
“va bene.” dissi, mentre stava ancora parlando. non la lasciai finire, mi voltai e mi diressi verso il parcheggio. lasciò a metà una frase, cominciò a balbettare. non sentivo, ero già arrivato alla macchina.
salii, girai la chiave, misi la marcia e accesi la radio. suonavano “elephant” di damien rice.

micronarrativa 3: il signor bignami.

11 maggio 2011

il signor bignami è il mio vicino di casa. è un ometto di mezz’età, con gli occhiali, e di mestiere scrive sulle riviste di cinema e letteratura. scrive quei trafiletti dove c’è la trama di un film riassunta in due righe.
ieri l’ho invitato a pranzo, gli ho fatto vedere qualcuno dei fumetti che sto disegnando.

“sono troppo lunghi” mi ha detto. “quello che racconti in queste 20 pagine potrebbe stare in 10”.

durante il pranzo mi ha raccontato che gli hanno contestato un pezzo che aveva scritto al lavoro. volevo chiedergli cosa c’era scritto, ma non ho fatto in tempo. è passato subito a riassumere la sua vita delle ultime 4 settimane, in cui ha avuto un incontro amoroso, ha fatto la spesa, e è stato a teatro a vedere un musical, che a lui i musical piacciono molto. dice che è come vedere un concerto e un film assieme. sul suo incontro amoroso non si è soffermato molto, dice sempre che non ha fortuna con le donne.

“non riesco a capire che senso ha la parte iniziale, del corteggiamento, quando sappiamo entrambi le nostre reciproche intenzioni.”

il signor bignami è un pò sbrigativo, a volte. quando gli ho proposto di venire a pranzo da me, ha risposto “vengo, ma non preparare primo, secondo, contorno, e dolce. meglio un primo che contenga anche carne, in modo da avere 2 portate in una. per il dolce, basta un gelato al caffè con una spruzzata di brandy.”

così aveva dolce, caffè e ammazzacaffè tutto in uno.
il signor bignami sul suo campanello ha scritto nome, cognome, numero di telefono e orari in cui è in casa, così sai sempre se lo trovi o no. e se non lo trovi puoi chiamarlo al cellulare. ma di solito non risponde, preferisce gli sms, che sono più sintetici.
durante il pranzo abbiamo parlato di cinema.

“signor bignami, visto il suo lavoro, sarà un esperto di cinema!”
“non tanto. il cinema non mi piace.”
“eppure pensavo che fosse un appassionato…insomma, scrive recensioni, giudizi……”
“trame. scrivo trame. riassunti.”
“e non le piace il cinema? non deve vedere i film prima di scriverne la trama?”
“li guardo al quadruplo della velocità. saltando le parti intermedie.”

il signor bignami adora le striscie quotidiane del giornale, come i peanuts. su questo ci troviamo d’accordo, amiamo entrambi schultz, e bill watterson. adora gli spot sotto i 30 minuti, le barzellette, e la micronarrativa.

il pranzo è durato 45 minuti, al termine dei quali il signor bignami si è alzato, mi ha ringraziato mentre usciva e ha aggiunto che “ripeteremo presto.”

ho chiuso la porta, e mi sono seduto sul divano con una tazza di tè. sul mobiletto dell’ingresso c’era il giornale, e ho pensato di dare un occhio alla pagina del cinema. c’era una serie di trafiletti dedicati ad una restrospettiva sui film romantici/drammatici ad un cinema d’essai. c’erano almeno una dozzina di titoli, con un unico rigo scritto per tutti:

“lui muore.”

“scritto da M. bignami”.