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FAR EAST FILM FESTIVAL presenta: SUNNY, di kang hyung-chul (ovvero…amare il cinema è ancora possibile, part 2)

25 aprile 2012

sunny
kang hyung-chul
south korea, 2011, 124′

bhè, non aspettatevi un film coreano che scenda sotto l’ora e mezza. anzi, è più facile imbattervi in discreti pezzi che rasentano le 2 ore. come minimo.
scherzi a parte, eccovi anche il trailer, visto che so che siete pigri come delle merde:

ma allora, se siete così pigri, perchè dover vedere un film coreano di due ore abbondanti? ma fate un pò come vi pare. però, cari amici, date retta ad un cretino: sunny merita.
andiamo per ordine. la storia.

im na mi (è il nome della protagonista, non sto battendo lettere a caso sulla tastiera) è una madre di famiglia, conduce una vita tranquilla e semplice. il marito lavora, la figlia adolescente è in crisi, la madre è in ospedale, e così via. un giorno incontra casualmente una sua compagna di liceo, che le offre lo spunto per rivivere passo dopo passo la sua adolescenza. con un alternarsi di flash back e di ritorni al presente, la protagonista rivive gli anni del liceo e ritrova una per una le ragazze che facevano gruppo con lei. dopo 25 anni molte cose sono cambiate, e non sempre in meglio; chi sarà riuscita a realizzare i propri progetti e chi invece avrà avuto dei risvolti inaspettati e non sempre positivi? è vero che l’amicizia, quella vera, resiste a tutto, ma proprio a tutto? sunny alterna risate e lacrime, nella migliore tradizione delle commedie sentimentali.
so che 2 ore sembrano molte, ma vi posso assicurare che questo film le riempie tutte in maniera ottima, e non risulta nemmeno troppo “dolce”, quindi potrebbe piacere anche a quelli un pò diabetici.
passiamo ora a qualche dettaglio più tecnico, come la colonna sonora: a parte la pluricitata “sunny”, da cui prende il titolo il film, abbiamo anche una fantastica citazione de “il tempo delle mele”, con quella canzone patinata che è “Dreams are my Reality” di richard sanderson. molto carine e anche molto brave le attrici che interpretano le giovani ragazze al tempo della scuola.
un dettaglio che mi ha colpito, oltretutto, è stato che i meccanismi comici sono molto vicini a quelli occidentali, e quindi risultano molto divertenti anche per noi.
ottimo anche l’alternarsi di flash back e presente, che spezza il ritmo e spesso provoca curiosità nello spettatore perchè lascia qualche punto in sospeso.
insomma, un film toccante e al tempo stesso divertente che secondo me può piacere anche a chi non è abituato a masticare film orientali.
niente male come opening night del far east.

prima del film, c’è stato un intervento del regista, la cui traduttrice non era troppo in forma però…non so, che era contento di essere a udine l’ha detto 2 o 3 volte, ma poi non ha aggiunto molto altro.
anche dopo, quando sul palco sono partite le ballerine a ballare “sunny” lo vedevo un pò disorientato. avrà pensato che sti italiani sono deficienti….? boh.

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oroscopo

8 aprile 2012

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quella specie di fagotto che vedete sopra è mia sorella, che ha invaso i miei spazi e si è addormentata nel mio letto, un pò come fanno certe specie animali che si insediano in un ambiente e lo fanno loro.

la cosa surreale è che mentre lei dorme io sto disegnando interrogandomi sulla curvatura della spina dorsale di un uomo adulto visto di schiena, un pò di 3/4, con la gamba sinistra dietro e quella destra in avanti.
in compenso, quando mia sorella dorme io mi diverto a farle i dispetti. il primo è questo post.
successivamente sono arrivati i lanci di cose puzzolenti tipo calzini usati e fazzoletti sporchi.

ieri ripensavo al tipo che fa la pubblicità dell’evasione fiscale (vedete il post della spesa) e pensavo che mi dispiace tanto per lui… cioè, lui esce di casa e la gente gli fa “scusi, ma lei è quello che evade le tasse in tv? guardi che la vengono a prendere!!”

se non ci credete guardate qua:

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/09/03/574281-attore_evasore_dello_spot_gente.shtml

insomma, sta cosa sembra fuori di testa solo a me?
ti fanno vedere una pubblicità progresso per non evadere, e la prima cosa che pensi è “guarda quello sfigato che evade le tasse!”?
e c’è anche qualcuno che pensa che sia vero??
cazzo, 2 lustri abbondanti di reality ci hanno veramente fuso il cervello.

(dio che puzza i miei calzini!!!)

mi sembra così stupido che ci sia qualcuno che pensi veramente che quell’attore in realtà sia un evasore vero. è incredibile come l’uomo riesca ad andare sulla luna, e nonostante questo sia ancora colpevole di certi livelli di stupidità.

un’altra cosa è l’oroscopo e la chiaroveggenza. fosse per me, li metterei tutti in galera.
vediamo cosa dice il mio oroscopo della settimana: digito “oroscopo online” e clicco su un sito a caso…direi oroscopo.it, che mi pare il più random di tutti.

l’oroscopo della settimana del lavoro recita:
Avete raggiunto uno scopo in campo professionale ultimamente e questo potrebbe aver dato fastidio a qualcuno che vi è vicino. Del resto dovevate aspettarvi qualche gelosia! (oh, wow, da solo non ci sarei mai arrivato…alzi la mano chi non ha dei colleghi rompicoglioni al lavoro…)
I vostri colleghi potrebbero comunque approfittarsi della vostra carica ed energia per farvi fare qualcosa al posto loro! Sta a voi decidere se assecondarli per rientrare nelle loro grazie o se decidere di non farvi più sfruttare!(e ancora… dove sta la novità? se mi faccio il mazzo me ne accorgo anche da solo…e se non me lo faccio sono convinto di farmelo lo stesso, quindi non ho certo bisogno dell’oroscopo per convicermene…)

vediamo che dice l’ammore!
I single si guarderanno bene dal presentarsi a personaggi improbabili portati dagli amici, poiché potrebbe essere una loro piccola trappola per far conoscere due persone sole ma male assortite l’una con l’altra!
(ma che cazzo…mai sentito parlare di appuntamento combinato?)

e la cosa migliore sono sempre i commenti!!!

“questo è troppo forte dice una cosa vera dopo l’altra e mi piace da morire pensare k prima nn ci credevo”
a quanto pare nel dizionario non ci credi ancora…

“bravissimooooo e tutt l verità”
questo secondo me manco sa leggere…non so come faccia a capire che è la verità.

e dulcis in fundo:

“mi sá che quello messo peggio, sono io…. ariete, ascendente ariete, nell’ oroscopo cinese tigre e Giaguaro in quello maya!!! per di piú sono anche nato con un gemello omozigota !! perció siamo anche in 2!!!”
già…se anche tuo fratello gemello crede a ste cazzate allora si che stai messo male, amico.

vi racconterò una storia zen su queste cose.

un giorno, il samurai dell’est andò dalla chiaroveggente per farsi predire il futuro. arrivato al centro del paese, davanti alla tenda della veggente vide il samurai dell’ovest.
“anche tu qui?” disse il samurai dell’est.
“voglio farmi leggere il futuro.” rispose quello dell’ovest.
mentre decidevano su chi sarebbe entrato prima, arrivarono anche i samurai del sud e del nord.
“seguiremo l’ordine naturale” disse quello del nord, che era solito prendere le decisioni per tutti e 4.
“per primo entrerà l’est. poi il sud, poi poi l’ovest e infine entrerò io, il nord.”
i samurai accettarono l’ordine del nord, ed entrarono uno alla volta.
quando anche il nord fu uscito, confrontarono tra di loro le previsioni della veggente.
“a me ha detto che domani dovrò uscire con l’ombrello.” disse l’est.
“io pure!”disse il sud.
“lo stesso vale per me.”esclamò l’ovest.
“ha detto la medesima cosa anche a me…”concluse il nord.
dubbiosi, i quattro samurai si salutarono.
il giorno dopo, il samurai dell’est prese l’ombrello, uscì, e cominciò a piovere. felice, aprì il suo ombrello.
il samurai del sud, nonostante il sole che brillava alto nel cielo, decise di seguire il consiglio della veggente e prese con sè il suo ombrello. dopo pochi minuti di cammino, la fronte gli bruciava e le braccia scottavano, così come le spalle. allora aprì l’ombrello e con esso si fece ombra.
il samurai dell’ovest uscì di casa a fatica, perchè tirava un grandissimo vento, e le nuvole correvano veloci. dopo pochi passi si dovette fermare perchè il vento sollevava la polvere e le foglie, gettandoglieli negli occhi. allora aprì il suo ombrello, e usandolo come protezione riuscì a riprendere il suo cammino, coprendosi il viso.
anche il samurai del nord aveva seguito il consiglio della veggente, ed era uscito con il suo ombrello. non pioveva, non era caldo, e non tirava vento. fece ciò che doveva fare e si rimise sulla via del ritorno. tornato a casa rimise l’ombrello nel porta ombrelli e si coricò.
il giorno dopo, si recò dalla veggente, e come si aspettava trovò gli altri 3 samurai.
“aveva ragione!” esclamarono tutti e 3 in coro.
ma il samurai del nord entrò nella tenda sguainando la spada e uscì con la testa della veggente.
“ci ha gabbato, sta mignotta…” disse il samurai del nord, in modo molto poco zen.
“ci ha dato un consiglio che poteva essere utile in qualsiasi situazione…con la pioggia, con il sole, o con il vento.”
“ma a te non è successo niente?” chiese il samurai del sud.
“io non sono uscito.” disse quello del nord.
“ma come no” esclamò quello dell’est “poche righe più su c’è scritto che sei uscito!”
“era una trappola per i lettori” rispose quello del nord con aria compiaciuta. “ho fatto finta…!”
“ma allora… se uscivi magari pioveva…” mormorò il samurai dell’ovest.
“o magari no. ho preso con me l’ombrello, ma siccome non dovevo uscire, non sono uscito. sta baldracca dava per scontato che sarei uscito, e io gliel’ho lasciato credere. se le avessi detto che stavo in casa, mi avrebbe detto “mettiti le pianelle!”… in quel momento ho capito che era una truffa: se avesse letto veramente il futuro, avrebbe visto che non sarei uscito e quindi mi avrebbe dato un altro consiglio.”
“vuoi forse dire che ci danno a culo??” disse il samurai dell’est, visibilmente scosso.
“serve forse la chiaroveggenza per capire che devo ripararmi dalla pioggia o dal sole? o dal vento? ogni giorno piove, o c’è il sole, o c’è il vento.”

detto questo se ne andrò verso il tramonto, diventando una sagoma stagliata contro il rosso del sole calante.
“stai sbagliando strada!” disse il samurai dell’ovest.
“vabbè, la faccio un pò più lunga, ok? che palle, io devo sempre tornare verso nord, mai una volta che debba andare verso il tramonto, uffa.”

e i 3 samurai dell’ovest, dell’est, e del sud commetterono seppuku per fare ammenda della loro stupidità.

FINE.

Sotto questo cielo, a fare la spesa!

31 marzo 2012

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l’altro giorno ho notato che grazie alla palestra il mio pene si sta gradualmente rimpicciolendo.

ma non è di questo che volevo parlarvi.

pensavo anche che l’uomo che fa la pubblicità progresso dell’evasione fiscale

assomiglia ad un tipo che conosco. oltretutto so che questo povero attore viene costantemente sputato nella faccia quando cammina per strada. cazzo è un attore, finge e basta, come rocco siffredi o jenna jameson. e loro vengono sputati nella faccia solo durante le riprese.

ma non è di questo che volevo parlarvi…
in realtà voglio condividere con voi una cosa molto più interessante.
cioè la mia lista della spesa di stamattina.

-maglia uomo cot.giro (ovvero maglia aderente della map. che poi tu la guardi nella figurina con un ragazzo felice a cui calza molto bene, poi ti dici: “ma io mica ho tutta quella roba da metterci dentro” però nella taglia 4 ci sto abbastanza bene).

-cassa da 18x50cl di lattine dana brau (oh yeah, let’s party. poi erano in offerta, prendi 2 paghi uno).

-cappelletti dei fratelli canuti (no, non sono testicoli di due gemelli anziani, sono dei cappelletti di un pastificio, che quello sì che forse è di due fratelli anziani. però son buoni).

-una lampadina eco (che non ci ho capito un cazzo ma l’ho messa nella lampada da scrivania e funziona, quindi fanculo).

-gun powder tiempo (che a quanto pare è tè verde cinese, ma se per caso saltasse per aria avrete risolto il problema di dover leggere questo blog)

-orzo&caffè conad (se non bevo questo la mattina sclero. è una stupida miscela di orzo e caffè).

-panino maxi hamburgher (perchè mi piace ogni tanto fare degli hamburgheroni megagigabiga, con pancetta annessa).

-altra lampadina, visto che non avevo capito un cazzo con la prima.

-twinings collection 25filtri (perchè se magari il tè di prima è davvero polvere da sparo, almeno mi bevo questo, se non sono morto con la prima infusione).

-200 bastoncini cotton fioc (perchè godo a pulirmi le orecchie… non ad averle pulite, di quello me ne sbatto. ma mi diverto a pulirle).

-mega pacco formato esercito di sottilette kraft (erano in offerta, e poi mi piace avere una pila di sottilette una sopra l’altra, sono morbide e gustose).

questa spesa è quasi più stupida di quella che feci qualche anno fa a milano, dove comprai:

macinato di maiale, pane, salsa rosa, birra scadente.
ah, per chi si fosse posto la questione, quello nella prima immagine è il mio camino.

uomo sbagliato vs. fitness (parte III)

10 marzo 2012

ist: signor uomo sbagliato, lei ha qualcosa contro gli stupri tra maschi?
uomosb: veramente sarei un pò all’antica…. cioè, mi piacciono i classici, il sano vecchio stupro uomo-donna, sa com’è.
ist: non si preoccupi, sa perchè nello spogliatoio ci sono i rasoi e la schiuma da barba?
uomosb: per radersi?
ist: no, perchè il venerdì sera prendiamo il più leggero, gli rasiamo le chiappe (e la schiena, se ce n’è bisogno) e poi gliemo buttiamo in culo sotto la doccia.
uomosb: ah, ottimo. posso saltare questa parte dell’allenamento? già che ci siamo, c’è uno che quando si fa la doccia ripete in continuazione “mamma mia, mamma mia”, anche se non parla con nessuno.
ist: è quello del venerdì scorso.
uomosb: ah ecco.

REQUIEM II

7 novembre 2011

il ragazzo biondo si chiamava Gael. aveva 26 anni.
il suo cervello al momento era sparso per la stanza e per il muro, sotto gli occhi di Victor e Jerome. nonostante questo, rimaneva un organo prodigioso.
Gael riusciva ad usare la memoria in modo quasi inumano: poteva richiamare qualsiasi ricordo, non importa quanto vecchio fosse. da quando era stato capace di intendere e di volere, lui si ricordava tutto. a 1 anno e qualche mese si trovava seduto in mezzo alla strada, circondato da lamiere in fiamme, benzina, olio. l’incidente in cui i suoi erano morti.
e lui era illeso.
da quel momento in poi aveva visto solo ospedali, orfanotrofi, e case famiglia.
all’inizio pensavano fosse stupido. non parlava. non partecipava a nulla. ma a 2 anni, era già in grado di applicare certi automatismi matematici come il raggruppamento di oggetti simili, e a 3 sapeva contare, anche se in modo non cosciente. non sapeva contare come contano i bambini alle elementari, semplicemente se gli mettevano davanti 10 matite, lui le raggruppava a 2 a 2. se invece erano più di 10, gli elementi per gruppo aumentavano.
una volta, aveva raggruppato 100 mattoncini lego in 20 gruppi da 5.
a 6 anni leggeva e contava come un bambino di prima media.
la cosa che nessuno a parte lui sapeva, è che riusciva a capire le persone. non solo capiva quello che dicevano, ma capiva se mentivano, e capiva cosa gli passava per la testa. capiva se erano buoni, impulsivi, leali, bugiardi.
a 12 anni nessun bambino voleva giocare con lui perchè Gael non perdeva mai. non era bravo negli sport, ma in qualsiasi altro gioco era imbattibile.
a 16 anni morì, nel modo più brutto in cui poteva morire. ucciso.
venne ucciso da un assassino che prima di lui ne aveva ammazzati altri. e mentre moriva, Gael vide i ricordi del ragazzo che era stato ucciso poche settimane prima di lui. l’assassino si sbarazzò del corpo gettandolo in uno scolo nascosto nella boscaglia poco lontano dall’orfanotrofio.
dopo 48 ore, l’assassino vide arrivare 3 poliziotti, accompagnati da Gael. non poteva morire. la morte per lui era solo apparente, non importa in che modo lo facesse. mentre moriva, vedeva quello che gli occhi delle precedenti vittime avevano visto. quella volta entrò in contatto con Victor, che all’epoca non era ancora detective. ma fu l’unico a credere al racconto incredibile di quel ragazzo sporco e in stato confusionale.

“che cazzo di storia è questa?”
Jerome era visibilmente scosso, e parecchio irritato.
stava nell’ingresso assieme a Victor, aspettando.
“ora dobbiamo solo aspettare, Jerome. Gael ci mette un pò di tempo.”
“un pò di tempo a fare COSA?”
“a….come dire….ricomporsi?” non voleva usare la parola resuscitare. Victor era molto religioso, e quello che Gael faceva era tutt’altro che sacro.
“sei fuori di testa?? quello si è sparato un proiettile dritto nel cervello!!”
“lo so. è così che fa. si è ucciso nello stesso modo di Marcus Erlander, in questo modo riesce a vedere tutti i suoi ricordi fino al momento della morte. potrebbe identificare l’assassino, se Marcus l’ha visto in faccia. se poi la pistola è la stessa, dovrebbe andare anche meglio.”
Jerome rinunciò a qualsiasi risposta, si sedette in terra, appoggiato al muro, fissando il pavimento. gli sembrava una follia, e non gli piacevano le follie.
“cerca di stare calmo” gli intimò Victor. “se sei agitato, potrebbe riuscire a guardarti dentro. non è bello.”

dopo pochi minuti Gael aprì la porta. era in piedi, la testa e la faccia sporche di sangue. ma sembrava intero. un pallore mortale aveva invaso il suo volto, e le vene verdi risaltavano sul suo collo e sulle sue guance.
si sedettero nel medesimo soggiorno che aveva visto 2 uomini morire. Jerome osservava come gli schizzi di sangue e di cervello fossero ancora lì, in terra e sul muro, e nonostante questo, il ragazzo fosse in piedi, davanti a lui. come diavolo era possibile?

“stai bene?” gli chiese Gael. Jerome non rispose. gli tremavano le mani. Gael lo guardò con un sorrisino stanco e tirato, stringendo gli occhi, e il detective sentì uno strano formicolio alla base del collo.

“dunque” Victor interruppe il silenzio, preoccupato. “che hai per noi?”

“è lui.” disse Gael. teneva in mano una delle foto appese in soggiorno. la foto mostrava Marcus Erlander e altre 3 uomini. erano tutti vestiti bene, e a giudicare dall’aspetto della vittima, sembrava scattata almeno 10 o 15 anni fa.
“quello vicino a Marcus. coi capelli neri. certo, adesso sono più grigi, e sono di meno. si è anche fatto crescere i baffi. si conoscevano bene, per questo l’ha fatto entrare. Marcus lo stava ricattando. vedi la foto? era la festa di inaugurazione di una grossa impresa. centri commerciali, negozi, locali. tutto in mano a questi signori qui.” Gael battè il dito sulla foto.
“non andò bene. fallirono dopo 2 anni, sputtanando i soldi degli investitori e dei soci. e qui entra in gioco Marcus. era il loro avvocato, li aiutò a falsificare le carte degli investimenti e della bancarotta. persino le perizie del curatore fallimentare erano false. sostanzialmente tutta la società era falsa. dopo le indagini, saltò fuori che il proprietario vero e proprio non era nessuno di loro, e che, dal punto di vista legale, non erano proprietari di niente. secondo il curatore fallimentare, quello che avevano costruito non valeva nemmeno la metà dei soldi che avevano investito inizialmente.”
Victor ascoltava interessato.
“ma la cosa interessante” continuò Gael “è che i nostri signori qui non poterono essere incriminati. come dicevo, saltò fuori che non erano i proprietari, ma soltanto degli “esecutori”, come dei portavoce, che agivano per conto di qualcun’altro. poco prima del processo, saltarono fuori dei documenti che attestavano che anche loro avevano investito alcune somme in questo affare. praticamente, passarono dalla parte delle vittime truffate. ovviamente era tutto falso, non esisteva nessun grande capo malvagio, e la loro idea era questa fin dall’inizio. Marcus era la chiave di tutto. aveva falsificato ogni singola riga dall’inizio, e ci aveva guadagnato sopra parecchio, come tutti gli altri.”
“allora perchè ricattarli dopo tutti questi anni?” chiese Victor, pensieroso.
“aveva bisogno di soldi, più soldi di prima. cancro. gli serviva un trapianto il prima possibile.”
“abbiamo prove di questo…?”
“del cancro? ci sono le sue cartelle cliniche di sopra, in camera da letto, nel primo cassetto del comodino. per quanto riguarda la truffa, il computer è stato ripulito. al momento dell’omicidio, l’assassino aveva una chiavetta usb a penzoloni dal collo e un bel fascicolo di carte sottobraccio. era venuto a portare i soldi in cambio delle prove. ha consegnato il malloppo, ha avuto le prove, e ha fatto bang.”
Victor si grattò il mento, e Jerome lo guardava incredulo.
“nonostante tutto” riprese Gael “in soffitta, c’è una finta cappa del camino. quella vera passa da fuori, ma quando sei dentro non ci fai caso… è sfuggita al suo assassino. sfondatela, dentro c’è una cassa di metallo con dentro un fascicolo bello grosso. non so di preciso che ci sia dentro, ma sono abbastanza sicuro che sia collegato alla faccenda. si aspettava un furto o qualcosa del genere, non certo una pistolettata in testa….”
“è tutto?” chiese Victor.
“è tutto” rispose Gael. “ora ho bisogno di riposare. per il mio compenso, fai come l’ultima volta.”
Jerome non era più scosso come prima, ora era solo arrabbiato. si rifiutava di credere ad una storia che sapeva da telefilm soprannaturale di serie b, e la cosa che lo faceva incazzare ancora di più era il modo in cui il suo compagno pendeva dalle labbra di quel ragazzino. quello, e l’espressione compiaciuta e superiore di Gael.
“aspetta!” disse rivolto a Gael. non aveva intenzioni precise, voleva solo affrontarlo. dirgli che tutto quello era una stronzata e che lui si rifiutava di crederci. del resto, chiunque avrebbe potuto inventarsi una storia del genere. e per ora l’unica prova tangibile era la foto, e non ci voleva molto a indicare un viso a caso tra quelli.
Gael era sulla porta, si voltò e tornò indietro a grandi passi, avvicinandosi a Jerome.
“andate a verificare le prove, prima di dubitare, detective” gli disse in faccia, sorridendo.
Jerome strinse i pugni sostenendo lo sguardo dell’altro. ma Gael non si scompose.
“la verità è che tu non hai amici, questa città ti fa schifo e non sopporti di non fare le cose a modo tuo, soprattutto se salta fuori che poi non hai ragione. ed è esattamente per questo motivo che ti hanno spostato in questa città d’inferno. anche quella notte pioveva, vero?”
Jerome cadde in ginocchio, come se fosse stato colpito allo stomaco. Gael lo guardò con lo stesso sorriso di prima, ma stavolta una punta di compassione gli deformava di poco le guance.
ritornò sui suoi passi, aprì la porta e venne inghiottito nuovamente dalla notte.
Victor si avvicinò al suo collega, incerto.
“ti avevo detto di stare calmo. lui fa così, credimi. l’ho provato sulla mia pelle.”
Jerome si voltò, triste e scuro in volto per la prima volta da quando aveva messo piede nella Vecchia Città.

“ha ragione.”
“cosa?”
“quella notte. pioveva. la notte in cui uccisi un ostaggio.”

fuori, la Vecchia Città piangeva.

ommegleeee

28 settembre 2011

cari lettori, eccoci giunti al momento dell’erudizione vostra, che la mia è già avvenuta e ormai posso solo elargire perle di saggezza, in quanto della mia sbagliosità quasi nessuno può farne un vanto come io facemmi.

questo oggi, vi parlerei di omegle. dico parlerei perchè magari qualcuno dopo le prime righe ha già cambiato pagina, quindi non gliene parlo più a lui, che in ogni caso non me ne frega un cazzo, leggetevi un pò quello che cazzo vi pare a voi.

cos’è omegle?

vi cito la descrizione mela+copiata mela+incollata direttamente dal sito ufficiale:

“Omegle is a great way of meeting new friends. When you use Omegle, we pick another user at random and let you have a one-on-one chat with each other. Chats are completely anonymous, although there is nothing to stop you from revealing personal details if you would like.”

traduzione, per gli ignoranti:

“omegle è un fantastico modo di incontrare nuovi amici. quando usi omegle, noi selezioniamo un altro utente in maniera del tutto casuale e vi lasciamo chattare uno con l’altro. le chat sono completamente anonime, nonostante non ci sia nulla che vi impedisce di rivelare dettagli personali, se volete.”

traduzione, per quelli poco svegli:

“omegle è un un modo per chattare subito a caso con chiunque altro, e siccome è tutto anonimo non dobbiamo sbatterci per liberatorie e cazzate varie, quindi se siete minorenni e mostrate le tette al mondo intero sono cazzi vostri e non potete farci causa, lo stesso dicasi se i vostri figli rimangono soli davanti al pc e si beccano cazzi in erezione per tutto il pomeriggio. nonostante questo, se siete così cretini da mostrare la vostra faccia e magari dare pure nome e cognome, ancora una volta sono cazzi vostri, e non lamentatevi se poi qualcuno riprende vostra figlia di 16 anni mentre fa un uso non igienico dello spazzolino elettrico e lo piazza su internet.”

ecco, questo in sostanza è omegle. ma vogliamo saperne di più…di conseguenza io mi sono sacrificato e ho viaggiato per 15 minuti su omegle, ovviamente a webcam oscurata. il risultato:

TETTE E RELATIVE FORME FEMMINILI: zero
MASCHI DI VARIA ETA’ CHE SI FANNO I CAZZI LORO DAVANTI AL MONITOR: alcuni
GENTE CHE TI SCRIVE “CIAO, COME STAI?”: uno (maschio)
CAZZI: quantità spropositata, per tutti i gusti e versi, addirittura qualcuno disegna su un foglio gli occhi e la bocca, e poi infila il cazzo al posto del naso. ilare.

ora, se per caso non vi foste ancora rotti il cazzo, vi spiego come funziona: andate sul sito, cliccate su “start a chat video” dopodichè partite. premendo esc 2 volte vi disconnette dall’utente con cui state chattando, e dopo 4 secondi si riconnette automaticamente, così potete tenervi sempre una mano libera se volete, uhm, grattarvi il naso?

altra cosa è la spy mode. e qui si vede quanto i programmatori si siano spremuti le meningi…. cioè, se siete dei voyeur pervertiti fa per voi, perchè potete assistere ad una chat tra 2 sconosciuti come spettatori. però prima di calarvi i pantaloni mentre osservate altri 2 sfigati con le chiappe di fuori, dovete porre una domanda, che verrà messa tipo “argomento da discutere” ai 2 che andrete ad osservare.

dalla mia domanda “qualcuno è nudo in cam?” ho assistito a diverse discussioni, dalle quali ho imparato che un brony è un maschio che è super fan di “my little pony”. cazzo, anche io non finisco mai di imparare.

insomma, omegle è il prodotto per l’uomo moderno, con tendenze esizibizioniste e voyeuriste, amplificate da una bisessualità temuta e non ancora dichiarata, ma latente. se vi ritrovate in questa mia descrizione, vuol dire che oltre alle caratteristiche sopracitate siete anche persone con spiccati disturbi sociali e comunicativi, ma non abbattetevi, il mondo è pieno di gente come voi, li chiamano disadattati.

e dopo questo, un bel video sociale.

perchè pensate che ogni volta che vi masturbate davanti ad un monitor, dall’altra parte del mondo potrebbe esserci qualcuno che non gradisce.

sondaggio!

17 aprile 2011

ecco a voi un fantastico sondaggio!

votate numerosi, eh!

le palle.

20 marzo 2011

presente quelle cose tonde, sferiche, che se le insegui e le prendi a calci riesci a guadagnare miliardi, anche se sai a malapena leggere?

ecco, questa è una digressione interessante, ma ne parleremo altre volte.

ora, siccome io come ben sapete sono un cialtrone e scrivo un blog, godo se mi commentano ma sono svogliato e non leggo nè commento altri blog….

no no, svogliato un cazzo, è solo che io ci ho provato a leggere altri blog, ma mica è colpa mia se i vari blog che ho provato a visitare sono una palla. dopo parecchi mesi di permanenza qui, posso pure azzardare che secondo me c’è una sorta di settorializzazione dei blog. ovvero che su wordpress ci sono in prevalenza blog noiosi.

caro lettore tu dirai “eh, ma che cavolo ci fai te qua allora, pirla”

eh bhè, io mica lo sapevo che i noiosi stanno qua, mi sono fatto affascinare dalla doppia w, che ammettiamolo che splinder o blogspot in confronto sembrano siti amatoriali fatti alle medie con quel programma per fare i siti che non mi ricordo come si chiamava. vabbè, chissenefotte….il punto è che sarò sfigato io ma trovo sempre blog come i seguenti:

(no, non linko blog che esistono, perchè sono un paraculo. però farò esempi stereotipati per farvi capire, così se vi ritrovate nella categoria mi mandate affanculo e non mi venite a leggere più).

1 – solito blog politico, dove ogni giorno possiamo ammirare un post dove ci spiegano perchè dobbiamo votare sinistra, perchè dobbiamo tirare modellini del duomo in faccia a berlusconi, perchè dobbiamo tirare modellini di san pietro in faccia al papa, perchè dobbiamo bruciare gli omosessuali e perchè dobbiamo accogliere gli immigrati e metterli dentro le scuole private e darci fuoco mentre festeggiamo con canti popolari (lo so, sono un pò confuso).

2 – altro blog di cui non capisco il senso di esistenza, ovvero quello di qualche teenager che scrive cose, che sono appunto cose e basta, perchè non scrive niente, fa solo un casino di faccine tipo XD XP 😀 :S <.< -.- e cazzate varie, e poi posta video da you tube e poesie lunghissime che nessuno ha voglia di leggere perchè non ce ne frega un cazzo, e se ci siamo finiti speravamo solo in qualche foto semi oscena, cosa in cui pare che le nuove generazioni siano molto ferrati, altro che la mia.

3 – blog di qualche over 35 che non ha un cazzo da fare e che scrive tutto quello che gli succede, dal lavoro alla vita privata, ma in maniera anonima e criptica, in modo tale da risultare un'ACCOZZAGLIA INDECIFRABILE DI AFFERMAZIONI ED EVENTI DI CUI NON SI CAPISCE L'INIZIO, LA FINE, E MANCO IL DURANTE, e che tu ti chiedi "ma perchè cazzo…..?" che non sai nemmeno che domande farti, perchè non si capisce una sega, e ti chiedi solo perchè stai ancora leggendo.

4 – blog autocelebrativo, di solito femminile, sempre over 30, dove colei che scrive scrive per darsi sicurezza e sfogarsi, perchè noi valiamo, perchè vuole dimostrare a sè stessa che è ancora una tipa in gamba con qualche cosa da dire, salvo che poi scrive e racconta solo le sue sfighe e i suoi errori, con l'inevitabile risultato che la gente pensa che effettivamente E' VERAMENTE UNA SFIGATA A CUI PIACE PIANGERSI ADDOSSO e basta, e lei pure lo pensa e si deprime, e amen, un'altro schizzo di sangue andrà a intaccare la W patinata di wordpress.

5 – blog dove il lui/lei che scrivono si autodefiniscono "solari ma introversi, timidi e sociali, lunatici ma decisi, amichevoli stronzi, semplici ma sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, uomini ma donne, etero ma anche un pò gay".
già dopo la descrizione vi state chiedendo che cazzo ci fare ancora in quella pagina, con tutto il porno che c'è su internet proprio lì dovevate finire, ma decidete di continuare a leggere, diamogli almeno una possibilità cazzo, e dopo questa descrizione inutile parte il primo post, un post lunghissimo dove l'autore/autrice/autoquelcazzocheè racconta per filo e per segno come è bello girare in macchina per 4 ore senza meta, in uno scenario sempre uguale ma sempre diverso, senza pensare a nulla, e dopo le prime 10 righe ne hai già le palle piene, e speri che si schianti alla prima curva, ma nulla.

la cosa interessante è che questi blog si spalleggiano tra loro, perchè nella loro inevitabile pallosità si annida anche un terribile senso del commento; se infatti uno commenta l'altro, l'altro corre subito a restituire il commento con un commento ancora più lungo, e così via, fino a quando non si creano veri e propri dibattiti di inutilità, e ti stupisci di come riescano a spendere così tante parole per il nulla!

come dici lettore? anche io sono prolisso e non racconto nulla?
e allora che cazzo ci fai qua, eh? proprio a me devi rompere i coglioni?!?

detto questo, vorrei anche dire che ci sono dei bellissimi blog che amo veramente leggere e il fatto che a volte si fermino da me mi riempie veramente di orgoglio, e di stupore perchè sentirmi chiamare "fottuto genio" per aver scritto due cagate mi fa sentire veramente fico. e non preoccupatevi, se ho commentato i vostri blog significa che non rientrate nella categoria di cui sopra.
o forse è solo che mi sono sbagliato.

psicolocazziamenti

21 febbraio 2011

dottore, oggi proprio non ho voglia di fare un cazzo. come facciamo?

sicuramente questo problema risiede nei recessi della sua mente. andiamo indietro nel passato. ieri mattina di corpo è andato bene? cioè, ha cagato?

certo che sì. come ogni mattina del resto. sa, per certe cose sono un orologio.

ah, vede il problema risiede in questo allora! lei è troppo sistematico.

vuol forse dire che dovrei provare a cagare al pomeriggio?

ci provi, non si sa mai. oppure provi a farlo quando meno se l’aspetta, così, per essere ancora più creativi!

dottore questo non è possibile, io di pomeriggio sono al lavoro, poi come faccio a farla di sorpresa? me la farei addosso!

la verità è che viviamo in una società complessata e soppressa da norme buoniste e false, dove anche cagarsi addosso è diventato un problema. com’è il suo rapporto con la pornografia?

oddio, non l’ho mai vista in questi termini. credo che i rapporti tra me e la pornografia siano nella media, come quelli di qualsiasi altro ragazzo medio. ma che c’entra questo scusi?

mentre parliamo potrebbe smetterla di caricare filmati su you porn?

scusi, è che li preparavo per dopo, sa com’è, a volte carica lento.credo dipenda dalla connessione adsl e magari dal pc.

ah ecco, allora vive un’ansia da prestazione tecnologica. in pratica ha paura che la sua tecnologia diventi obsoleta e quindi si sente inferiore, ecco il problema!

dottore, effettivamente ogni tanto mi piacerebbe fare la cacca nei boschi come il mio cane. lo trovo un necessario ricongiungimento con la natura, per farci capire che le cose importanti della vita sono altre.

tipo?

tipo che se caghi in un buco in terra, la cosa più importante è avere un appiglio a cui attaccarti per evitare di cadere dentro al buco della cacca.

lo vede che siamo sulla strada giusta! così dobbiamo andare, sempre dritto, mai voltarsi a guardare la cacca. perchè certe cose bisogna solo farle, senza guardarle!

come la tivù?

e come il festival di sanremo.

dottore, non mi pare lei sia di grande aiuto, al momento. oltretutto gli areoplani di carta che sta lanciando da quando sono entrato mi distraggono. uno mi ha anche colpito negli occhi.

tanto lei porta gli occhiali. come lo vede il mondo senza occhiali?

sfocato.

qui bisogna oltrepassare il velo di maya, ecco il problema più serio di tutti! bisogna rompere questo imene che ci impedisce di vedere le cose come stanno!!!

e come facciamo?

metta le lenti. oppure svergini una minorenne, veda lei. di sicuro la realtà le apparirà diversa…..dopo.

caro mauro andrea

31 agosto 2010

caro mauro andrea,
purtroppo non mi resta altro che salutarti qui, con me stesso, visto che la sorte ha reso impossibile qualsiasi altro contatto.
ti ho conosciuto poco, ci siamo frequentati ancora meno, ma per quel poco l’abbiamo fatto sinceramente. ricordo bene quell’incontro di tanti anni fa, dove tu osservavi i miei primi insulsi lavori con un occhio sulle lunghe distanze, di chi ha speranza, di chi riesce a vedere oltre l’inesperienza e gli errori di tecnica. ricordo il tuo appoggio, le tue esortazioni, perchè chi fa una cosa con passione e impegno prima o poi da qualche parte arriva sempre. e mi dicevi di come bisogna tirarsi su anche quando sei in un mare di merda e la cosa più ovvia sarebbe buttarti sotto un treno, e mi dicevi di come nei miei scarabocchi ignobili non vedevi errori di anatomia e prospettiva, ma vedevi van gogh, o manara, o pazienza. e di come dal nulla mi trattavi con una sincerità e un affetto che sto cazzo che la gente che vedi per la prima volta ti tratta così, a me, che ero solo il figlio di un tuo amico carissimo che ultimamente vedevi poco. e poi mi ricordo sempre i tuoi inviti alle mostre, le tue, e come mi piace la tua roba, che in casa mia basta voltarsi e in ogni angolo c’è qualcosa di tuo appeso al muro o su qualche mensola. di quelle immagini che vedo da quando son nato e che ogni tanto riguardo e scopro qualcosa di nuovo. e di come eravamo due asociali, che io non mi facevo sentire e tu pure meno.
e penso che la parola artista o maestro, se proprio dovevo affibbiarle a qualcuno, le affibbiavo a te, e quando parlavo ti te mi vantavo quasi di conoscerti e ti chiamavo veramente artista perchè sono proprio convinto che tu lo sia, indipendentemente da quello che di te è stato detto e pensato.
e mi ricordo di quando a giugno ci siamo incontrati per caso in bici, mentre sfrecciavi davanti a casa mia e io tornavo a casa dal lavoro, e di come dopo pochissimo ho trovato nella buchetta una tua rivista, un tuo messaggio, e finalmente mi sono deciso a scriverti una mail, che lo dicevo da mesi e mai l’avevo fatto. ti ho raccontato la mia vita recente e in breve, tutto contento, mi hai risposto subitissimo perchè a te importava, e abbiamo rimandato il tutto ad un futuro incontro in modo da poterci confrontare a voce, e con calma.
l’estate è finita, sono stato anche un pò via, ho fatto dei bellissimi disegni dei posti che ho visitato, e volevo proprio scriverti e vederti per mostrarteli. e ci pensavo proprio in questi giorni, in settimana li avrei scansionati e magari te ne avrei inviati un paio.
il mio unico rimpianto è di aver ritardato di qualche giorno.

un abbraccio,

lorenzo.