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ask any girls.

11 febbraio 2012

in questi bei giorni di neve sono riuscito a fottere tutti i file archiviati sul mio hd esterno, e oggi mentre spalavo ho dovuto fare anche legna per riscaldarmi come un primitivo, e nel farlo il mio naso colava così tanto dal freddo che una minuscola scheggia di legna è stata inglobata da una goccia di muco fuoriuscente dalla mia narice destra, ed è rimasta lì per ore! no dico, i miracoli del corpo umano.

ultimamente ho anche deciso di aggiornare il mio book di illustrazioni con qualche schizzo nuovo, e spesso mi viene mossa una critica del tipo “i tuoi personaggi si vestono sempre uguali, sempre felpe con il cappuccio o t-shirt sopra maglie a maniche lunghe”. che palle, anche bart simpson si veste sempre uguale e mica gli scassate le palle a lui, però, eh!

“ma chi cazzo ci va in giro con ste felpe, oggigiorno?” mi chiedono, guardando i personaggi vestiti come me. eh vabbè.

così ho pensato di documentarmi, sono andato in edicola a cercare giornali di moda.

“salve, vorrei… uhm, non so un nome preciso. un giornale di moda.”
“ah, ci facciamo seghe raffinate, eh?”
“no, guardi, mi serv…”
“che c’è, il buon vecchio ChicksWithDicks non la soddisfa più, mr. fancypants?”
“mr cosa? guardi che mi serve per disegnare…”
“ah, eccolo là l’artista, che si sente superiore, mr. “no no a me i giornali di moda servono per disegnare, perchè io sono superiore a questo materialismo…” eh?”
“ma che cazz…”

è ovvio che la neve fa impazzire la gente, e che il mio edicolante ha dei problemi…dopo aver comprato vogue, D (che presumo si chiami donna, o la repubblica delle donne, a giudicare dal sottotitolo) e 4 o 5 copie di “corna vissute”, “prima volta”, “il conte iacula” e pure un video (ragazze con poca autostima e la banda di cornamuse anali) sono tornato a casa e mi sono messo a guardare i giornali.

quelli non porno.

su D ci sono dei titoloni. “ragazze maschio”, ottimo nel caso debba disegnare delle ragazze maschio. cazzo però se poi mi vengono a dire che i miei personaggi sembrano lesbiche poi siamo punto e a capo. dopodichè c’è un bel “comportamenti: io vivo pulito” e il forum di galimberti (ma la gente li legge veramente sti articoli?) con “come si curano i mali dell’anima”. poi ci sono 4 pagine dentro di uno che racconta di quando sua moglie l’ha piantato, e questo ci ha fatto un bel racconto narrativo, e poi ci sono un casino di pubblicità di vestiti, trucchi, fighi e fighe, tanti cosmetici per lui e per lei, reportage di viaggi in birmania, un paginone di alena seredova in reggiseno, e un’intervista a woody allen.

vabbè vediamo vogue italia.
ecco, apro a caso e ci sono dei diamanti. nel sommario i titoli degli articoli sono tutti in inglese…ma non era vogue italia? bho non ci si capisce un cazzo. la sezione moda ha dei titoli come “imaginary fantastic bizarre” e “carolyn”. ah ma c’è l’inserto, vogue beauty! aspetta, c’è pure una foto di una sfilata russa con una tipa vestita come un enorme vibratore rosa fatto di lana e cotone, si vede solo la faccia. poi c’è la pubblicità di un coso per occhi che vanta 4 anni di ricerca, 16 brevetti e 12 volte più volume sulle ciglia. e poi un casino di foto di quello che presumo siano vestiti, ma non si capisce bene. per fortuna la didascalia me lo spiega: “giubbino profilato di gros-grain e pantaloni alla pescatora di cotone stretch, blumarine. gonne di tulle, the comporary wardrobe e carlo manzi.”
è un pò come quando mi davano le traduzioni di tedesco e io capivo solo parole come “casa, cane, sole, 12, martedì”.

alla fine, dopo un’attenta ricerca, ho notato che “corna vissute” era più comprensibile di vogue. però ci sono pochi vestiti da copiare.

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overmarket.

13 dicembre 2011

giravo al conad qualche giorno fa, proteso nella risoluzione di un problema che per troppo tempo abbiamo taciuto, anche se è comune poi a tutti. un pò come la cacca, le seghe, e la crisi.
ma stavolta si parla di puzza d’ascelle.
perchè io, all’alba dei 27, riesco a sudare sotto le ascelle anche d’inverno, con meno 10 al sole. a volte sudo di più dalla destra, a volte dalla sinistra, a volte da entrambe. se la giornata è intensa lo si capisce dal grado di acidità delle mie concavità sottospalla.
ma non c’è niente che un buon deodorante possa risolvere. e dopo anni di ricerche, ho deciso di optare per l’axe, che quando ero pubico (cioè in pubertà) mi bruciava le ascelle peggio che una passata di napalm.
ma quale prendere? africa, o brezza marina?

bhè, non so voi, ma io di avere l’odore di un negro non ci tengo proprio (con tutto il rispetto, eh, mica stiamo razziando qua, cioè che non stiamo essendo razzisti), quindi aroma africa proprio no. meglio marina, magari odorerò di capitone ma sempre meglio che niente.

com’è difficile conquistarsi un angolo di paradiso al giorno d’oggi. quasi quanto comprare un buon deodorante. però, da quando ce l’ho, odoro meglio. vorrei andare in giro per strada e fermare tutta la gente a dire “odora, senti mo qua che bella marinata che c’è!” ma qualcosa mi dice che è meglio non farlo.
oggi finalmente ha piovuto, che qua sarà stato 2 mesi che non faceva mezza goccia.

forse coi soldi il paradiso si può comprare. ma tanto di soldi non ne ho mica.

bhè, facce di merda, anche se si avvicina il natale, non aspettatevi un regalo. e non rompetemi il cazzo perchè è un post noioso, perchè è talmente corto che non si fa nemmeno in tempo ad annoiarsi!

sincerità

22 maggio 2011

“intendiamoci. sei carina.”

era proprio così che le stavo dicendo. non se se per interesse o educazione, ma lei mi stava ad ascoltare.

“sei carina. sei simpatica, gentile. ci uscirei volentieri con te. se vuoi usciamo.”
“non so….non ho molto tempo….”
altro dubbio. forse voleva prendere tempo, oppure era un modo gentile per mandarmi a fanculo. un modo gentile, ma bugiardo. allora decisi di rincarare la dose.

“senti, siamo adulti, possiamo dirci le cose come stanno. sei carina, sei simpatica. ma non è che sei una superfiga. ti trascuri, credo che la tua igiene personale non sia in cima alle tue priorità. hai i capelli che sembrano sempre sciupati, e secondo me non usi il filo interdentale. dovresti. sei anche un pò cicciottella, ma è ok, qualche chilo di più non mi dispiace. hai due gran belle tette.”

non ero sicuro che mi stesse ascoltando ancora. però mi guardava.

“forse pensi che io ti desidero, e che quindi ti reputo perfetta, e non vedo i tuoi difetti. ma non è così; ci sono, e io li vedo. solo che saprei accettarli. e bada bene, mi vedi, non sono un ciccione brufoloso disperato, ho un bel fisico, e ritengo di essere abbastanza bello. ho un carattere discreto, sono sincero, gentile. ho i miei difetti, come tutti. ma li vedo.”

non parlava. presumo non sapesse che dire.

“quello che intendo è che sto chiedendo di uscire a te invece che a qualcun’altra, che magari è più bella di te e con meno difetti. e tutto sommato avrei anche qualche possibilità.”

mi disse che ero uno stronzo e che dovevo andare a fanculo.
“va bene.” dissi, mentre stava ancora parlando. non la lasciai finire, mi voltai e mi diressi verso il parcheggio. lasciò a metà una frase, cominciò a balbettare. non sentivo, ero già arrivato alla macchina.
salii, girai la chiave, misi la marcia e accesi la radio. suonavano “elephant” di damien rice.

micronarrativa 3: il signor bignami.

11 maggio 2011

il signor bignami è il mio vicino di casa. è un ometto di mezz’età, con gli occhiali, e di mestiere scrive sulle riviste di cinema e letteratura. scrive quei trafiletti dove c’è la trama di un film riassunta in due righe.
ieri l’ho invitato a pranzo, gli ho fatto vedere qualcuno dei fumetti che sto disegnando.

“sono troppo lunghi” mi ha detto. “quello che racconti in queste 20 pagine potrebbe stare in 10”.

durante il pranzo mi ha raccontato che gli hanno contestato un pezzo che aveva scritto al lavoro. volevo chiedergli cosa c’era scritto, ma non ho fatto in tempo. è passato subito a riassumere la sua vita delle ultime 4 settimane, in cui ha avuto un incontro amoroso, ha fatto la spesa, e è stato a teatro a vedere un musical, che a lui i musical piacciono molto. dice che è come vedere un concerto e un film assieme. sul suo incontro amoroso non si è soffermato molto, dice sempre che non ha fortuna con le donne.

“non riesco a capire che senso ha la parte iniziale, del corteggiamento, quando sappiamo entrambi le nostre reciproche intenzioni.”

il signor bignami è un pò sbrigativo, a volte. quando gli ho proposto di venire a pranzo da me, ha risposto “vengo, ma non preparare primo, secondo, contorno, e dolce. meglio un primo che contenga anche carne, in modo da avere 2 portate in una. per il dolce, basta un gelato al caffè con una spruzzata di brandy.”

così aveva dolce, caffè e ammazzacaffè tutto in uno.
il signor bignami sul suo campanello ha scritto nome, cognome, numero di telefono e orari in cui è in casa, così sai sempre se lo trovi o no. e se non lo trovi puoi chiamarlo al cellulare. ma di solito non risponde, preferisce gli sms, che sono più sintetici.
durante il pranzo abbiamo parlato di cinema.

“signor bignami, visto il suo lavoro, sarà un esperto di cinema!”
“non tanto. il cinema non mi piace.”
“eppure pensavo che fosse un appassionato…insomma, scrive recensioni, giudizi……”
“trame. scrivo trame. riassunti.”
“e non le piace il cinema? non deve vedere i film prima di scriverne la trama?”
“li guardo al quadruplo della velocità. saltando le parti intermedie.”

il signor bignami adora le striscie quotidiane del giornale, come i peanuts. su questo ci troviamo d’accordo, amiamo entrambi schultz, e bill watterson. adora gli spot sotto i 30 minuti, le barzellette, e la micronarrativa.

il pranzo è durato 45 minuti, al termine dei quali il signor bignami si è alzato, mi ha ringraziato mentre usciva e ha aggiunto che “ripeteremo presto.”

ho chiuso la porta, e mi sono seduto sul divano con una tazza di tè. sul mobiletto dell’ingresso c’era il giornale, e ho pensato di dare un occhio alla pagina del cinema. c’era una serie di trafiletti dedicati ad una restrospettiva sui film romantici/drammatici ad un cinema d’essai. c’erano almeno una dozzina di titoli, con un unico rigo scritto per tutti:

“lui muore.”

“scritto da M. bignami”.

micronarrativa: lui e lei.

20 aprile 2011

micronarrativa per te, solo per te, uomo che dopo 10 righe ti sei rotto il cazzo.
brevissimi racconti ricchi di eventi densi e importanti, raccontati in stile metronomo, solo per te, esclusivamente per te, lettore che hai le capacità cerebrali di una tazzina da caffè.

vuota.

c’è lui, e lo chiameremo francesco. poi c’è lei, la chiameremo elena.
lui è un ragazzo sui 25, tranquillo, normale, carino e timido. lei è di poco più giovane, bassa, molto bella e molto simpatica.
francesco e elena si conoscono, vanno d’accordo, lei è fidanzata con un ragazzo scemo e iper geloso, è annoiata da questa storia, comincia a frequentare francesco, un giorno si baciano perchè lui è interessato e lei lascia intendere di essere in rotta con il moroso e disponibile per francesco. dicevamo, si baciano, è estate, lei rimane lo stesso un pò confusa, vuole chiarire con il moroso, passa l’estate e lei evita francesco che la cerca e non capisce e vuole risposte. si sentono qualche volta ma non si vedono.
natale, lei lo contatta:

LEI: “ciao come stai?”
LUI: “insomma. mi dispiace che non ci vediamo più, non capisco perchè ti fai sentire adesso di punto in bianco”
LEI: “scusa, ho avuto un pò di problemi, sai….”

segue una serie di dialoghi semi inutili dove lui è incazzato per l’assenteismo di lei, e lei è incazzata perchè lui è incazzato e un pò scontroso.

altri dialoghi inutili.
stop ai dialoghi, si danno una sorta di addio litigioso.

francesco, che non è uno stronzo, dopo 4 mesi decide di contattarla almeno per sapere se lei sta bene, e si sente anche un poco in colpa, pensa di essere stato troppo brusco.
lei è felice, si parlano, salta fuori che quella volta a natale elena l’aveva cercato perchè aveva lasciato il moroso definitivamente e voleva stare con lui, ma non era riuscita a dirlo.
francesco è stupito e si sente una merda. si parlano ancora, e giungono all’epilogo della nostra storia.

lei è felicemente fidanzata da 2 mesi, è contenta come non era mai stata, quando ha conosciuto il suo attuale moroso non sentiva francesco da due mesi e l’aveva dato per perso, ora le dispiace un pò ma è felice ed è giusto così.

lui è felice per lei, sta di merda per sè stesso, ha perso il treno, si da del coglione ogni giorno che passa e passerà su questa cazzo di terra, la sera cena e sparecchia da solo, passa una mezz’oretta svogliata su you porn, lavora e la notte non dorme perchè pensa a quanto è stato pirla, appunto.
fine.

per far vedere che.

10 aprile 2011

“stasera proietto, ore 21, se ci sei batti un colpo”

“sono le 20e40, per arrivare lì da dove sono io ci vogliono 10 minuti, ma ce ne metterò 15 perchè mi fermo a prendere 2 birre.”

“io pure”

*click*

il giovedì di primavera è pieno di vita, ormai. il viale si riempie, i locali tirano fuori i tavolini e la gente si attarda ad ammucchiare bicchieri sui banconi dei sorridenti baristi. le stesse facce, non sai il nome ma sai vita morte e miracoli, perchè bisogna dire che se gli occhi solo lo specchio dell’anima, il bicchiere al bar ne è l’armadio, con tutto quello che c’è dentro.
nel tragitto dal bancone alla macchina incontro almeno 10 persone che conosco, le saluto, non ci parlo, le birre in mano pesano, qualcuno stasera mi ha offerto da bere perchè è il mio compleanno, va bene così.
proseguo con passo deciso, salgo in macchina, accendo, retromarcia, sterza, prima, gas, e sono fuori dal parcheggio.

la strada la conosco da tempo, l’ho fatta talmente tante volte che so esattamente le note che il motore deve fare mentre la percorro. non c’è molto da scrivere, su questo. la faccio in 10 minuti netti. arrivo.
parcheggio.
scendo.

la cabina di proiezione è preistorica, avrà almeno 50 anni, così come l’aria che si respira. dalla finestra si vede il circolo parrocchiale, qualche fantasma si aggira tra i tavoli, qualcuno invece ci è seduto accanto. disegno, butto giù un paio di schizzi, riavvolgiamo la pellicola a mano, fa tanto “nuovo cinema paradiso”, e ad un certo punto provo anche un pò di pena per quei multisala moderni, dove delle serate così non le posso più fare. svuotiamo le 4 birre.
fumiamo una paglia a testa.
esco sul tetto, guardo un pò le stelle.
così, tanto per far vedere che a qualcuno frega ancora qualcosa.

per far vedere che.

le palle.

20 marzo 2011

presente quelle cose tonde, sferiche, che se le insegui e le prendi a calci riesci a guadagnare miliardi, anche se sai a malapena leggere?

ecco, questa è una digressione interessante, ma ne parleremo altre volte.

ora, siccome io come ben sapete sono un cialtrone e scrivo un blog, godo se mi commentano ma sono svogliato e non leggo nè commento altri blog….

no no, svogliato un cazzo, è solo che io ci ho provato a leggere altri blog, ma mica è colpa mia se i vari blog che ho provato a visitare sono una palla. dopo parecchi mesi di permanenza qui, posso pure azzardare che secondo me c’è una sorta di settorializzazione dei blog. ovvero che su wordpress ci sono in prevalenza blog noiosi.

caro lettore tu dirai “eh, ma che cavolo ci fai te qua allora, pirla”

eh bhè, io mica lo sapevo che i noiosi stanno qua, mi sono fatto affascinare dalla doppia w, che ammettiamolo che splinder o blogspot in confronto sembrano siti amatoriali fatti alle medie con quel programma per fare i siti che non mi ricordo come si chiamava. vabbè, chissenefotte….il punto è che sarò sfigato io ma trovo sempre blog come i seguenti:

(no, non linko blog che esistono, perchè sono un paraculo. però farò esempi stereotipati per farvi capire, così se vi ritrovate nella categoria mi mandate affanculo e non mi venite a leggere più).

1 – solito blog politico, dove ogni giorno possiamo ammirare un post dove ci spiegano perchè dobbiamo votare sinistra, perchè dobbiamo tirare modellini del duomo in faccia a berlusconi, perchè dobbiamo tirare modellini di san pietro in faccia al papa, perchè dobbiamo bruciare gli omosessuali e perchè dobbiamo accogliere gli immigrati e metterli dentro le scuole private e darci fuoco mentre festeggiamo con canti popolari (lo so, sono un pò confuso).

2 – altro blog di cui non capisco il senso di esistenza, ovvero quello di qualche teenager che scrive cose, che sono appunto cose e basta, perchè non scrive niente, fa solo un casino di faccine tipo XD XP 😀 :S <.< -.- e cazzate varie, e poi posta video da you tube e poesie lunghissime che nessuno ha voglia di leggere perchè non ce ne frega un cazzo, e se ci siamo finiti speravamo solo in qualche foto semi oscena, cosa in cui pare che le nuove generazioni siano molto ferrati, altro che la mia.

3 – blog di qualche over 35 che non ha un cazzo da fare e che scrive tutto quello che gli succede, dal lavoro alla vita privata, ma in maniera anonima e criptica, in modo tale da risultare un'ACCOZZAGLIA INDECIFRABILE DI AFFERMAZIONI ED EVENTI DI CUI NON SI CAPISCE L'INIZIO, LA FINE, E MANCO IL DURANTE, e che tu ti chiedi "ma perchè cazzo…..?" che non sai nemmeno che domande farti, perchè non si capisce una sega, e ti chiedi solo perchè stai ancora leggendo.

4 – blog autocelebrativo, di solito femminile, sempre over 30, dove colei che scrive scrive per darsi sicurezza e sfogarsi, perchè noi valiamo, perchè vuole dimostrare a sè stessa che è ancora una tipa in gamba con qualche cosa da dire, salvo che poi scrive e racconta solo le sue sfighe e i suoi errori, con l'inevitabile risultato che la gente pensa che effettivamente E' VERAMENTE UNA SFIGATA A CUI PIACE PIANGERSI ADDOSSO e basta, e lei pure lo pensa e si deprime, e amen, un'altro schizzo di sangue andrà a intaccare la W patinata di wordpress.

5 – blog dove il lui/lei che scrivono si autodefiniscono "solari ma introversi, timidi e sociali, lunatici ma decisi, amichevoli stronzi, semplici ma sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, uomini ma donne, etero ma anche un pò gay".
già dopo la descrizione vi state chiedendo che cazzo ci fare ancora in quella pagina, con tutto il porno che c'è su internet proprio lì dovevate finire, ma decidete di continuare a leggere, diamogli almeno una possibilità cazzo, e dopo questa descrizione inutile parte il primo post, un post lunghissimo dove l'autore/autrice/autoquelcazzocheè racconta per filo e per segno come è bello girare in macchina per 4 ore senza meta, in uno scenario sempre uguale ma sempre diverso, senza pensare a nulla, e dopo le prime 10 righe ne hai già le palle piene, e speri che si schianti alla prima curva, ma nulla.

la cosa interessante è che questi blog si spalleggiano tra loro, perchè nella loro inevitabile pallosità si annida anche un terribile senso del commento; se infatti uno commenta l'altro, l'altro corre subito a restituire il commento con un commento ancora più lungo, e così via, fino a quando non si creano veri e propri dibattiti di inutilità, e ti stupisci di come riescano a spendere così tante parole per il nulla!

come dici lettore? anche io sono prolisso e non racconto nulla?
e allora che cazzo ci fai qua, eh? proprio a me devi rompere i coglioni?!?

detto questo, vorrei anche dire che ci sono dei bellissimi blog che amo veramente leggere e il fatto che a volte si fermino da me mi riempie veramente di orgoglio, e di stupore perchè sentirmi chiamare "fottuto genio" per aver scritto due cagate mi fa sentire veramente fico. e non preoccupatevi, se ho commentato i vostri blog significa che non rientrate nella categoria di cui sopra.
o forse è solo che mi sono sbagliato.

105 all’una

18 febbraio 2011

ho avuto un senso di dejavù dato dal fatto che mercoledì notte mi stavo ascoltando la replica di 105 friends e poi di 105 all’una intanto che disegnavo e la mattina dopo alle 10 ho ascoltato la diretta di 105 friends. mi sentivo un pò come se fossi stato sempre lì ad ascoltare 105 friends.

ora il mio piano di lavoro prevede di riuscire a ricavare un lunedì sera libero e se ci scappa anche un sabato/domenica sera. oppure potrei ammalarmi per poter stare a casa dal mio lavoro pomeridiano al doposcuola, ma sto cazzo che mi ammalo, mi sono beccato solo un gran raffreddore e la tosse.

ah, poi mi è successa una cosa divertente:

ieri sera, mentre ero al telefono da 2 ore con una mamma disperata (con l’auricolare eh) stavo parcheggiando davanti ad uno studio grafico perchè dovevo farmi dare un lavoro per stamattina, allora dicevo, parcheggio, faccio manovra in retro per mettermi dritto, pioveva, e due imbecilli e una bicicletta (cioè che i 2 imbecilli stanno su una bicicletta) vestiti di nero con l’ombrello messo in modo da non vedere un cazzo mi si piantano nel retro. e io che mi sono pure preoccupato se erano sinistrati, che poi magari sono già mancini, o destri, ma chissenefotte!!!

punto primo: avevo ragione io, visto che io non potevo assolutamente vederli, ma erano loro a dover vedere me (oh guarda, una macchina, spetta che la schivo..!)

punto secondo: mi è partito il tergicristallo del lunotto, ma questo me ne sono accorto solo dopo quando sono venuto via. se no gli foravo la bici. occhio per occhio, dente per dente.

c’ho il solito culo.

chiavi di ricerca return (vol.3)

11 febbraio 2011

ciao bestie,

lo sapete che ogni tanto guardo le chiavi di ricerca e dopo averne lette un pò voglio condividerle con voi per mostrarvi quanto in basso un essere umano può cadere e sguazzare. enjoy.

1 – lorenzo uomosbagliato (finalmente qualcuno ha capito che sono sbagliato, cazzo!)

2 – fighe tremende (e cazzi terribili!)

3 – http://www.putane,ut (se magari ci meti anche le dopie poi lo trovi il siito.)

4 – raffaella fico con la figa di fuori (anche perchè avercela di dentro sarebbe un pò difficile…..)

5 – belen con la figa di fuori (dopo questa è il caso che rivedi le tue nozioni di anatomia, eh…!)

6 – la figa di raffaella fico (ecco ora ci siamo!)

7 – enrico papi tette (il famoso essere mitologico che imperversa a mediaset, quando lo incontri ti chiede il prezzo di un putto grande quanto uno scaldabagno, e se sbagli finisci a montare le repliche del suo programma di merda)

8 – negro gli rompe il culo (questo non manca mai… mi chiedo se quello che lo digita si sarà stufato di finire su questo blog….)

9 – ti faccio un culo cosi disegni (disegno anche se non mi fai un culo così, grazie!)

10 – quando uno dice le cose nel momento sbagliato (diventa come me)

11 – uomo puttane (un connubio che ormai dura da secoli, perfino più vecchio di batman e robin)

12 – l’uomo che diceva cazzate (sono io, presente…..!)

13 – scoparsi una quindicenne in mp4 (…ommadonna!)

ed ora tre chicche finali, che sono veramente degne di nota. se gli autori stanno leggendo li invito a postare, vi prego. voglio ricoprirvi di notorietà con le mie 20 visite giornaliere.

1 – perchè repello le donne? (pure a me mi schifano, mannaggia. forse sei parente mio. o forse fai solo schifo.)

2 – giochi di culli che sono pieni di merda (come quando hai 4 anni e tieni la cacca perchè vuoi continuare a giocare, e dopo te la fai addosso. evviva l’infanzia.)

3 – quann due se amano non ce so cazzi fanno a cariola (e questa è una gran perla, anche se non capisco che cazzo la cerchi a fare su un motore di ricerca. mah.)

la storia infinita

1 febbraio 2011

è tempo che riscriva qualcosa allora vi racconto una roba che ho visto stasera che tanto non ve ne frega una mazza ma ve la racconto lo stesso.

tornavo a casa dal bar ed erano le 9 di sera, c’era un tipo sul marciapiede che portava a spasso il cane, che era un mini cane e io lo guardo perchè non mi sembrava un cane anche perchè era addobbato con una cosa strana che ho pensato “non può essere un cane”.
ebbene, guardo meglio e vedo che sto cane ha il fanale lampeggiante attaccato al collare, come le biciclette delle medie che ci attaccavi quel fanale che poi era inutile perchè a scuola te lo sezionavano con un calcione in corsa e tanti saluti alla sicurezza stradale.
allora sto cane col lampeggiante lampeggiava e il tipo lo porta a spasso tranquillo, hai capito lui.
ho pensato che mangari lo metto anche al mio, che è una bestia di 42 chili ed è nero, e la notte non si vede e quando esco in giardino con il buio lo chiamo e non lo vedo, e se è in vena di farmi un gioco dei suoi da canide mi viene alle spalle e mi prende la mano in bocca per giocare, e io sento le fauci e mi cago adosso che mi sembra di essere aggredito da una bestia demoniaca tipo avete presente quella della storia infinita, quella nera che stava nella caverna che era una specie di lupo orso che faceva paura ad atreiu ma che alla fine lui la inchiavicca con un pezzo di roccia? ecco quella lì, che da minorenne mi terrorizzava.

ecco io penso che potrei mettere il faro anche al mio cane così vedo sempre dov’è, ma poi ho paura che siccome è un pò psicolabile dopo il lampeggio lo tira scemo e poi me lo devo portare dallo psicologo. quindi meglio che non ce lo metto e mi tengo la paura.