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oroscopo

8 aprile 2012

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quella specie di fagotto che vedete sopra è mia sorella, che ha invaso i miei spazi e si è addormentata nel mio letto, un pò come fanno certe specie animali che si insediano in un ambiente e lo fanno loro.

la cosa surreale è che mentre lei dorme io sto disegnando interrogandomi sulla curvatura della spina dorsale di un uomo adulto visto di schiena, un pò di 3/4, con la gamba sinistra dietro e quella destra in avanti.
in compenso, quando mia sorella dorme io mi diverto a farle i dispetti. il primo è questo post.
successivamente sono arrivati i lanci di cose puzzolenti tipo calzini usati e fazzoletti sporchi.

ieri ripensavo al tipo che fa la pubblicità dell’evasione fiscale (vedete il post della spesa) e pensavo che mi dispiace tanto per lui… cioè, lui esce di casa e la gente gli fa “scusi, ma lei è quello che evade le tasse in tv? guardi che la vengono a prendere!!”

se non ci credete guardate qua:

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/09/03/574281-attore_evasore_dello_spot_gente.shtml

insomma, sta cosa sembra fuori di testa solo a me?
ti fanno vedere una pubblicità progresso per non evadere, e la prima cosa che pensi è “guarda quello sfigato che evade le tasse!”?
e c’è anche qualcuno che pensa che sia vero??
cazzo, 2 lustri abbondanti di reality ci hanno veramente fuso il cervello.

(dio che puzza i miei calzini!!!)

mi sembra così stupido che ci sia qualcuno che pensi veramente che quell’attore in realtà sia un evasore vero. è incredibile come l’uomo riesca ad andare sulla luna, e nonostante questo sia ancora colpevole di certi livelli di stupidità.

un’altra cosa è l’oroscopo e la chiaroveggenza. fosse per me, li metterei tutti in galera.
vediamo cosa dice il mio oroscopo della settimana: digito “oroscopo online” e clicco su un sito a caso…direi oroscopo.it, che mi pare il più random di tutti.

l’oroscopo della settimana del lavoro recita:
Avete raggiunto uno scopo in campo professionale ultimamente e questo potrebbe aver dato fastidio a qualcuno che vi è vicino. Del resto dovevate aspettarvi qualche gelosia! (oh, wow, da solo non ci sarei mai arrivato…alzi la mano chi non ha dei colleghi rompicoglioni al lavoro…)
I vostri colleghi potrebbero comunque approfittarsi della vostra carica ed energia per farvi fare qualcosa al posto loro! Sta a voi decidere se assecondarli per rientrare nelle loro grazie o se decidere di non farvi più sfruttare!(e ancora… dove sta la novità? se mi faccio il mazzo me ne accorgo anche da solo…e se non me lo faccio sono convinto di farmelo lo stesso, quindi non ho certo bisogno dell’oroscopo per convicermene…)

vediamo che dice l’ammore!
I single si guarderanno bene dal presentarsi a personaggi improbabili portati dagli amici, poiché potrebbe essere una loro piccola trappola per far conoscere due persone sole ma male assortite l’una con l’altra!
(ma che cazzo…mai sentito parlare di appuntamento combinato?)

e la cosa migliore sono sempre i commenti!!!

“questo è troppo forte dice una cosa vera dopo l’altra e mi piace da morire pensare k prima nn ci credevo”
a quanto pare nel dizionario non ci credi ancora…

“bravissimooooo e tutt l verità”
questo secondo me manco sa leggere…non so come faccia a capire che è la verità.

e dulcis in fundo:

“mi sá che quello messo peggio, sono io…. ariete, ascendente ariete, nell’ oroscopo cinese tigre e Giaguaro in quello maya!!! per di piú sono anche nato con un gemello omozigota !! perció siamo anche in 2!!!”
già…se anche tuo fratello gemello crede a ste cazzate allora si che stai messo male, amico.

vi racconterò una storia zen su queste cose.

un giorno, il samurai dell’est andò dalla chiaroveggente per farsi predire il futuro. arrivato al centro del paese, davanti alla tenda della veggente vide il samurai dell’ovest.
“anche tu qui?” disse il samurai dell’est.
“voglio farmi leggere il futuro.” rispose quello dell’ovest.
mentre decidevano su chi sarebbe entrato prima, arrivarono anche i samurai del sud e del nord.
“seguiremo l’ordine naturale” disse quello del nord, che era solito prendere le decisioni per tutti e 4.
“per primo entrerà l’est. poi il sud, poi poi l’ovest e infine entrerò io, il nord.”
i samurai accettarono l’ordine del nord, ed entrarono uno alla volta.
quando anche il nord fu uscito, confrontarono tra di loro le previsioni della veggente.
“a me ha detto che domani dovrò uscire con l’ombrello.” disse l’est.
“io pure!”disse il sud.
“lo stesso vale per me.”esclamò l’ovest.
“ha detto la medesima cosa anche a me…”concluse il nord.
dubbiosi, i quattro samurai si salutarono.
il giorno dopo, il samurai dell’est prese l’ombrello, uscì, e cominciò a piovere. felice, aprì il suo ombrello.
il samurai del sud, nonostante il sole che brillava alto nel cielo, decise di seguire il consiglio della veggente e prese con sè il suo ombrello. dopo pochi minuti di cammino, la fronte gli bruciava e le braccia scottavano, così come le spalle. allora aprì l’ombrello e con esso si fece ombra.
il samurai dell’ovest uscì di casa a fatica, perchè tirava un grandissimo vento, e le nuvole correvano veloci. dopo pochi passi si dovette fermare perchè il vento sollevava la polvere e le foglie, gettandoglieli negli occhi. allora aprì il suo ombrello, e usandolo come protezione riuscì a riprendere il suo cammino, coprendosi il viso.
anche il samurai del nord aveva seguito il consiglio della veggente, ed era uscito con il suo ombrello. non pioveva, non era caldo, e non tirava vento. fece ciò che doveva fare e si rimise sulla via del ritorno. tornato a casa rimise l’ombrello nel porta ombrelli e si coricò.
il giorno dopo, si recò dalla veggente, e come si aspettava trovò gli altri 3 samurai.
“aveva ragione!” esclamarono tutti e 3 in coro.
ma il samurai del nord entrò nella tenda sguainando la spada e uscì con la testa della veggente.
“ci ha gabbato, sta mignotta…” disse il samurai del nord, in modo molto poco zen.
“ci ha dato un consiglio che poteva essere utile in qualsiasi situazione…con la pioggia, con il sole, o con il vento.”
“ma a te non è successo niente?” chiese il samurai del sud.
“io non sono uscito.” disse quello del nord.
“ma come no” esclamò quello dell’est “poche righe più su c’è scritto che sei uscito!”
“era una trappola per i lettori” rispose quello del nord con aria compiaciuta. “ho fatto finta…!”
“ma allora… se uscivi magari pioveva…” mormorò il samurai dell’ovest.
“o magari no. ho preso con me l’ombrello, ma siccome non dovevo uscire, non sono uscito. sta baldracca dava per scontato che sarei uscito, e io gliel’ho lasciato credere. se le avessi detto che stavo in casa, mi avrebbe detto “mettiti le pianelle!”… in quel momento ho capito che era una truffa: se avesse letto veramente il futuro, avrebbe visto che non sarei uscito e quindi mi avrebbe dato un altro consiglio.”
“vuoi forse dire che ci danno a culo??” disse il samurai dell’est, visibilmente scosso.
“serve forse la chiaroveggenza per capire che devo ripararmi dalla pioggia o dal sole? o dal vento? ogni giorno piove, o c’è il sole, o c’è il vento.”

detto questo se ne andrò verso il tramonto, diventando una sagoma stagliata contro il rosso del sole calante.
“stai sbagliando strada!” disse il samurai dell’ovest.
“vabbè, la faccio un pò più lunga, ok? che palle, io devo sempre tornare verso nord, mai una volta che debba andare verso il tramonto, uffa.”

e i 3 samurai dell’ovest, dell’est, e del sud commetterono seppuku per fare ammenda della loro stupidità.

FINE.

uomo sbagliato vs. fitness (parte III)

10 marzo 2012

ist: signor uomo sbagliato, lei ha qualcosa contro gli stupri tra maschi?
uomosb: veramente sarei un pò all’antica…. cioè, mi piacciono i classici, il sano vecchio stupro uomo-donna, sa com’è.
ist: non si preoccupi, sa perchè nello spogliatoio ci sono i rasoi e la schiuma da barba?
uomosb: per radersi?
ist: no, perchè il venerdì sera prendiamo il più leggero, gli rasiamo le chiappe (e la schiena, se ce n’è bisogno) e poi gliemo buttiamo in culo sotto la doccia.
uomosb: ah, ottimo. posso saltare questa parte dell’allenamento? già che ci siamo, c’è uno che quando si fa la doccia ripete in continuazione “mamma mia, mamma mia”, anche se non parla con nessuno.
ist: è quello del venerdì scorso.
uomosb: ah ecco.

uomo sbagliato vs. fitness parte II

8 marzo 2012

a quanto pare nelle palestre usa fare una sorta di programma di lavoro, chiamato percorso. insomma, ti dai degli obiettivi, qualcosa che non sia solo guardare le giovani universitarie sudate o scoreggiare sulla panca degli addominali per lasciare un regalino a quello che la userà dopo di te.

vabbè, dopo circa una settimana devi decidere con l’istruttore quanto pompaggio vuoi fare, e con quali attrezzi. farò pesi? quanti? e le trazioni? e gli addominali? e le scoregge? e tutte ste cose qua.

ovviamente io sono l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.

istruttore grossissimo muscoloso (ist.)
: bene signor sbagliato, che vogliamo fare?
uomo sb: eh? come?
ist: che percorso vogliamo fare!
uomo sb: non saprei, non sono pratico.
ist: vabbè allora faccio io. a steroidi come stiamo messi?
uomo sb: ma scusi, non stanno nello spazio quelli?
ist: ah ah, riderei se non avessi i muscoli della faccia troppo contratti da anni di palestra. il suo umorismo è fine quasi quanto il mio apparato riproduttivo.
uomo sb: anche lei non scherza a battute.
ist: grazie. mens sana in corpore sano. allora che vogliamo fare? lei si sarà posto un obiettivo!
uomo sb: una volta ho fatto una scoreggia di almeno 10 secondi!
ist: questo non le ingrosserà i deltoidi.
uomo sb: no, è vero.
ist: e a dieta come stiamo messi? proteine o carboidrati?
uomo sb: non so, la pizza e la birra dove stanno?
ist: lei è la sintesi della disgrazia, signor sbagliato. ma non si preoccupi, faremo di lei un vero uomo!
uomo sb: mi farete rimpicciolire il pene?
ist: e anche il cervello, anche il cervello! un giorno anche lei sarà degno di indossare la sacra cintura!
uomo sb: quella che usa quell’armadio là per non farsi uscire una vertebra mentre solleva quei pesi?

a parte questo, ieri sono stato ad un incontro sull’educazione, roba che devo fare per lavoro. l’incontro era diviso in introduzione – cena – conclusione. la cena era offerta.

in questo contesto, ho appreso di una divertente forma di vita presente nella mia città, ovvero “l’imbucato scroccone”.
pare che questo soggetto sia presente a qualsiasi evento con cibo gratis. nonostante l’aspetto che lo fa assomigliare ad un barbone rumeno, sporco e puzzolente, costui deve essere notevolmente organizzato visto che riesce a presenziare a tutti, e dico tutti gli eventi in questione. e dire che a guardarlo non sembra manco che sappia leggere.

la cose divertente è che si porta dietro un registratore di audiocassette, di quelli tascabili (so fucking ’90s) e mentre mangia registra dei brevi promemoria: “*gnam gnam* mangiato salsiccia *gnam gnam* mangiato pasta pasticciata” e così via. insomma, registra quello che mangia.
ora, a parte il fatto che sta malissimo, sicuramente, la cosa che mi affascina è il patrimonio culturale che quest’uomo deve avere. cazzo, a casa avrà pareti intere di audiocassette, che se uno volesse potrebbe ricostruire tutti i menù di tutti gli eventi con buffet/cena degli ultimi 10 anni. e forse anche prima. si potrebbe fare un’indagine, qualcosa come “dal 1990 al 2012 nella città di xxxxxx gli eventi con buffet o cena gratuita hanno fornito un menù quasi sempre a base di questo e quello, incrementando così il livello di obesità. pertanto, è giusto procedere per vie legali con gli organizzatori dei suddetti eventi”.

ok, forse sto lavorando un pò troppo di fantasia, ma vi immaginate che roba? io sono sgomento, come dice mia sorella.

uomosbagliato vs. fitness

27 febbraio 2012

ecco, sapevi che prima o poi questo doveva succedere.
certo, ci sei finito quasi con l’inganno, quasi per curiosità, quasi per sfinimento. in questi casi è sempre un insieme di cose piccole, banali, ma che si sommano e formano una causa, un movente.
vago, fumoso, che non afferri. ma che rimane pur sempre un movente.
e ti tocca.
e ancora ci ripensi, perchè più ti avvicini alla dura verità, più non riesci a capire.
e anche se sembra così semplice, quando arriva il momento, quello in cui la tua corda si tende al massimo…
non puoi fare a meno di chiederti

che
cazzo
ci
faccio
io
in
palestra
?

intendiamoci, non sono uno molto sedentario.
cioè.
ho sempre fatto tanto sport, almeno fino ai 17 anni. nei 10 anni successivi il massimo che facevo era una corsetta al parco di qualche chilometro, poi svariate serie di trazioni, piegamenti, addominali. camminare, cammino. mi piace giocare all’aperto, cosa che d’estate per lavoro faccio molto spesso circondato da orde di bambini urlanti.
ora, il mio lavoro di illustratore e quello di educatore invernale non mi permette certo molto movimento fisico. però mi regala certe fitte al collo o alla schiena che non sono affatto male.
ma non divaghiamo.
stamattina sono andato in palestra.
entro, oltrepasso gli spogliatoi e cerco una reception, è dentro la sala fitness, cavolo non c’è nessuno alla reception, aspetta se entri con una borsa e un giubbotto addosso e ti guardi attorno farai la solita figura di quello spaurito che non è mai entrato in una palestra e quindi è un disadattato perchè a 27 anni se non sei mai entrato in una palestra vuol dire che hai dei problemi con il tuo corpo e non vuoi farti vedere da nessuno, non fare così cavolo che poi sembr

troppo tardi, l’hai fatto…ecco, adesso so già che tutti pensano così. quindi faccio buon viso a cattiva sorte e quando il trainer mi pone la domanda “sai come funziona qui?” io gli rispondo “non sono mai entrato in una palestra”. tanto ormai.

devo dire che non concepisco molto il correre su un tapìrulant quando le nostre campagne sono così belle e puoi farti una corsa all’aria aperta.

nello spogliatoio sono riuscito a non guardare altri peni oltre al mio, nonostante la curiosità fosse tanta. cioè, voi non vorreste sapere com’è il pene di un palestrato? se è grosso, corto, tozzo, pendulo, mini… bho, cmq non lo so nemmeno io perchè non ci ho guardato, avevo paura che mi sgamassero. e poi è una curiosità un pò controproducente, come quella che ti spinge a guardare 2 girls 1 cup su internet. ah, nel caso ve lo steste chiedendo, dopo un’ora di esercizi fisici il mio pene si era notevolmente ritirato, che per un attimo sono stato preoccupato perchè così ritirato non l’avevo mai visto (sarà perchè quando vado al parco non posso guardarmi il pene subito dopo avere corso).

“ehi pene, tutto ok laggiù? ti vedo un pò abbacchiato!”
“ci credo, prova tu a fare tutta sta fatica!”
“ma guarda che l’ho fatta io, tu non hai dovuto fare niente…”
“sì, infatti… io non devo MAI fare niente, eh, rubacuori?”
“di questo ne parliamo un’altra volta, e non ora che c’è gente e poi pensano che sono pazzo.”
“ok…mi raccomando col sapone, eh!”

detto questo, i discorsi nello spogliatoio erano tutti incentrati sul gol annullato di milan-juve, cosa su cui sono ormai informatissimo nonostante non segua una mazza di calcio.

detto quest’altro, la palestra è un bel posto però c’è la gente, se non ci fosse la gente sarebbe un posto bellissimo, però forse non sarebbe nemmeno una palestra ma una stanza vuota con degli attrezzi per il fitness.

crouching tiger, hidden dragon, squalo sono me.

14 febbraio 2012

(attenzione. per capire questo post dovete aver letto le altre avventure sul tigrone tony, la tigre dei frosties: la prima e la seconda).

l’altra sera sono andato a mangiare una pizza nevosa, in un ristorante nevoso in una pianura campagnola, nevosa anch’essa.
era uno di quei sabati che la pizza ci sta proprio bene. ed era anche molto buona, ma veramente buona. l’unico problema, è che in tutta la sala c’eravamo noi e un’altra tavolata famigliare, di coppie giovani con figli e nonni al seguito. e poi è arrivato il pianobar. la donna del pianobarista, appena ci vede ci accalappia subito.

“ragazzi, se volete stare qua bisogna cantare. fate un pezzo di vasco rossi, magari dei modà?”
eh.
oh?
uh?
“prima possiamo mangiare, grazie?”
“sì ma dopo cantate.”
“neanche morti.”
“uhmpf.”

ma poi chi cazzo sono i modà? cos’è, un gruppo nato da uno che stava camminando per strada, è scivolato su una merda e poco prima di spaccarsi il cervelletto sul marciapiede ha esclamato “porca modà!” invece di “porca madò!”? bho.
in ogni caso, la musica era esagerata e ad un certo punto una giovane mamma sexy ha cantato “vivo per lei” assieme al pianobarista, inutile dire che entrambi erano intonati quanto lo scroto di un rinoceronte che sbatacchia in una palude. al momento di “sfiorarla con le dita” a lei sono uscite le tonsille e una credo sia volata nel forno a legna del pizzaiolo, che ha sbottato e al grido di “basta, non si può andare avanti così! io me ne vado, cazzo!!!” se n’è andato.
io, non potevo far altro che autolesionarmi macinando del pepe nero dentro la birra e stordirmi così, con dell’alcool piccante.
ho pensato alla musica. così, come dicevo, stamattina sono andato a trovare il mio amico Tony, la tigre dei frosties

quindi sono andato a trovarlo al suo appartamento, in una zona periferica della mia città.
“hey tony, cavolo ti sei sistemato per bene! guarda qua che bel tiragraffi che ti sei fatto!”
“eh già….” mi ha risposto lui, un pò svogliato. era seduto su uno sgabello, davanti al tavolo della cucina. con la sua zampona rimestava una ciotola di latte e frosties ormai troppo inzuppati, mentre la sua codona spazzava per terra. il suo fazzoletto era sporco e liso.
“vuoi?” mi fa, porgendomi la tazza.
“ehm… no grazie. ma che hai, tigre? sei triste? dai che stasera comincia sanremo, non sei contento…?”
“mah… insomma….”
“quanti testi hai scritto quest’anno?” faccio io. l’occhio mi corre sulle sue mensole, dove ci sono foto di tony accanto a moltissime star italiane.

“guarda! guarda qui e poi dimmi se non ho ragione ad essere depresso!!!” ruggisce, porgendomi un foglio.

il foglio è tutto strapazzato e ci sono evidenti segni di annusate e graffiate. è il testo di una canzone:

“Lo squalo sono me

Sono il padrone
l’ imperatore
dio degli abissi e delle liquidità
morto uno squalo se ne farà un altro
perchè c’ è già qualcuno che vuol mangiar me”

e continua più o meno uguale.
“cazzo tony, non leggevo una cagata simile dai tempi della cover di creep fatta da vasco. mi pare che ci dai dentro, eh?”
“magari, amico, magari….” fa lui, facendo due giri su sè stesso e accucciandosi sopra un tappeto. “non l’ho scritto io… ormai se li scrivono da soli.”
“ma… vorresti dire che questo l’hanno scritto i litfiba da soli? senza il tuo aiuto??”
“così pare, amico.”
si ferma un attimo, sbadiglia e con la zampa posteriore si gratta dietro un’orecchio.
“ormai non c’è più posto per il vecchio tony… pensa che nessuno mi ha contattato per sanremo, quest’anno…!”
“non dire così tony… vedrai che da qualche parte c’è ancora qualcuno che ha bisogno di te e dei tuoi testi insulsi e stupidotti!”
“una volta, forse. quando la gente era intelligente e riusciva a scrivere bei testi. allora sì, che per scrivere delle cagate aveva bisogno di una tigre. che poi lo sai che noi tigri non sappiamo manco leggere??”
“mi pareva.” faccio io.
“ma ora… ora la gente ha imparato ad essere stupida. a dire cose vuote, senza contenuto. non c’è più bisogno di qualcuno che lo faccia al posto loro.”

tony, amico mio. è dunque la fine? è dunque giunto il momento in cui l’umanità ha imparato ad essere stupida senza l’aiuto di nessuno?

bignami sbagliati (parte I)

12 febbraio 2012

quanti di voi hanno desiderato leggersi tutta la saga di harry potter per poter dire che fa cagare ma non avete il coraggio per farlo?

quante volte avete pensato di leggervi i romanzi di twilight solo per arrivare al punto in cui lui finalmente la scopa e la gonfia di botte?

quante volte avreste voluto possedere il cofanetto di lost per portarvi a casa la fanciulla nerd, non bellissima ma che una botta gliela dareste volentieri?

quante volte avere ricominciato la bibbia per vedere come andava a finire e non siete mai arrivati in fondo?

io tante volte. non so voi ma io tante.

detto questo, ho pensato che dei bignami sarebbero stati più utili. quindi, cari nessuni che mi leggete (ma no dai, lo so che qualcuno di voi mi legge sullo smartfone la mattina mentre fa la cacca), ecco i bignami sbagliati dell’uomo sbagliato, cosicchè anche voi possiate finalmente dire “l’ho letto, è una merda!”

LA SAGA DI HARRY POTTER di J. K. Rowling.
harry potter è un bambino sfigato che un giorno scopre di essere un mago, ma nonostante ciò rimane scemo, talmente scemo che in 7 anni di scuola combina un casino di macelli e fa ammazzare persino il preside. nonostante questo, riesce sempre a cavarsela e alla fine diventa un eroe. caso editoriale del secolo, è il libro che ha cresciuto una intera generazione di fabrizi corona.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI di J.R.R.Tolkien
un nano peloso e il suo giardiniere omosessuale partono per un viaggio lunghissimo, con lo scopo di gettare un terribile anello del potere dentro un vulcano e sconfiggere il male. nonostante l’autore cerchi in tutti i modi di far addormentare il lettore con descrizioni e poemi inutili, chi è riuscito a finirlo giura che alla fine ci riescono.

TWILIGHT di non so chi cazzo l’ha scritto… ah no aspetta, Stephenie Meyer.
il vampiro edward, dopo essere morto nel quarto film di harry potter mentre si fingeva uno studente in erasmus, decide di andare a scuola con la sua famiglia di vampiri (molti di questi visibilmente confusi dal punto di vista sessuale), e di integrarsi pacificamente nel mondo umano, per poter giocare liberamente al loro sport preferito, ovvero il baseball coi temporali. purtroppo un giorno una ninfomane di nome bella si innamora di lui, ma è un amore pieno di problemi; bella infatti vuole farsi trapanare selvaggiamente, mentre lui la rifiuta. finalmente, dopo 4 libri lei riesce a farsi insaccare rmanendo pure in cinta, con sommo disappunto di lui, che la riempie di botte e se ne va.

IL DOTTOR HOUSE
un vecchio zoppo, tossicomane e puttaniere riesce nonostante questo a lavorare in un ospedale e a guadagnare un pacco di soldi. nonostante salvi le vite per puro culo e fotta un casino di soldi ai contribuenti facendo fare esami costosissimi, il suo capo donna non solo non lo licenzia, ma se lo tromba pure.

PRISON BREAK
un ingegnere edile si fa arrestare per poi evadere, poi evade per farsi riarrestare, e nella quarta stagione è un pò evaso e un pò arrestato, il tutto accompagnato dal suo fratello scemo e da una manica di sfigati raccattati per strada.
alla fine muore perchè ha un tumore al cervello.

LOST
i superstiti di un disastro aereo si ritrovano su un’isola deserta a ricordare quant’era bella la vita prima di precipitare. quando però scoprono di essere i concorrenti della nuova edizione de “l’isola dei famosi” con vladimir luxuria, impazziscono e cominciano a farsi a pezzi l’un l’altro.

LIE TO ME
il cameriere di four rooms riesce a capire se menti anche da come ti scaccoli mentre parli. questo gli permetterà di risolvere parecchi casi di omicidio. e anche di farsi odiare da tutti.

LA BIBBIA autori vari
adamo ed eva fanno incazzare dio, e da lì in poi seguono solo sfighe indicibili, pianto, e stridore di denti.

MILLENNIUM, la trilogia di Stieg Larsson
ci sono degli uomini che odiano delle donne e cercano di ammazzarle. il protagonista invece le scopa diplomaticamente. per questo alla fine vince e gli altri uomini si fottono. negli ultimi 2 libri la storia è incentrata sul personaggio femminile(?) di lisbeth salander, che tramite un macbook diventa ricca e riesce anche a sgominare una banda di assassini criminali capeggiata da suo padre. poi dicono che i mac della apple non sono poi sta gran cosa. tze.

THE WALKING DEAD
un poliziotto si risveglia dal coma e scopre che il mondo è pieno di zombie, e sua moglie lo cornifica con il suo migliore amico. segue una perenne catena di eventi ripetitivi dove loro litigano tra di loro e qualcuno viene sbranato. nonostante ciò, il fumetto conta ben 93 numeri e la serie tv 3 stagioni.

more to come….!

overmarket.

13 dicembre 2011

giravo al conad qualche giorno fa, proteso nella risoluzione di un problema che per troppo tempo abbiamo taciuto, anche se è comune poi a tutti. un pò come la cacca, le seghe, e la crisi.
ma stavolta si parla di puzza d’ascelle.
perchè io, all’alba dei 27, riesco a sudare sotto le ascelle anche d’inverno, con meno 10 al sole. a volte sudo di più dalla destra, a volte dalla sinistra, a volte da entrambe. se la giornata è intensa lo si capisce dal grado di acidità delle mie concavità sottospalla.
ma non c’è niente che un buon deodorante possa risolvere. e dopo anni di ricerche, ho deciso di optare per l’axe, che quando ero pubico (cioè in pubertà) mi bruciava le ascelle peggio che una passata di napalm.
ma quale prendere? africa, o brezza marina?

bhè, non so voi, ma io di avere l’odore di un negro non ci tengo proprio (con tutto il rispetto, eh, mica stiamo razziando qua, cioè che non stiamo essendo razzisti), quindi aroma africa proprio no. meglio marina, magari odorerò di capitone ma sempre meglio che niente.

com’è difficile conquistarsi un angolo di paradiso al giorno d’oggi. quasi quanto comprare un buon deodorante. però, da quando ce l’ho, odoro meglio. vorrei andare in giro per strada e fermare tutta la gente a dire “odora, senti mo qua che bella marinata che c’è!” ma qualcosa mi dice che è meglio non farlo.
oggi finalmente ha piovuto, che qua sarà stato 2 mesi che non faceva mezza goccia.

forse coi soldi il paradiso si può comprare. ma tanto di soldi non ne ho mica.

bhè, facce di merda, anche se si avvicina il natale, non aspettatevi un regalo. e non rompetemi il cazzo perchè è un post noioso, perchè è talmente corto che non si fa nemmeno in tempo ad annoiarsi!

post breve

25 luglio 2011

tornando a casa dal lavoro oggi ho visto 3 ragazze che avranno avuto 35 anni che si facevano foto per strada.

il problema è che 35 anni ce li avevano in 3.

ebbene sì, giovani sgualdrine crescono. grazie a internet, presumo, e ai telefoni cellulari con foto porno incorporate.

ora, il mio dubbio è: a mia figlia di 13 anni lascerei il cellulare mentre va in giro con le sue amiche? oppure gliene comprerei uno? io alla loro età stavo senza, eppure son poi sopravvissuto.
e ancora, un dubbio ben più atroce mi attanaglia: quando queste sgualdrine saranno cresciute del tutto e saranno approfittabili, io sarò ancora in grado di approfittarne?

ai posteri l’hard sentenza.

ma in realtà il tema di cui voglio parlare stasera non è la futura prostituzione legalizzata minorile (che ormai è una banalità, lo sanno tutti, anche i preti) ma è la scaletta su cui si facevano le foto ste qua.

occorre una piccola digressione: la mia città, come molte in italy, ha delle antiche mura medievali. queste mura di solito separano una zona da un’altra, con un dislivello di almeno 10 metri, forse meno. questo dislivello è colmabile da alcune scalette e passaggi seminati lungo il perimetro mural medievale, o almeno per il perimetro rimasto in piedi.
succede che una di queste scalette ai piedi hai un’edicola, che io frequentavo da infante, data la vicinanza alla casa dei nonni poi mia futura abitazione, e che era una scaletta rustica e storica: aveva infatti una stretta parte scivolatoria accanto ai gradini così ci potevi portare la bicicletta in su e in giù. e vista la pendenza del 115% a salire sfaticavi, a scendere sfasciavi (la bicicletta). che cmq alle medie sfasciare la bicicletta è motivo di gaudio e ammirazione dai tuoi coetanei. eh già perchè qualcuno già pensa alle tette/culi/wagina, e il rispetto se lo guadagna lì. io invece che ero tra gli sfigati e lo sarò ancora (uso volutamente un futuro, quindi date pure per scontato che tra 5 anni mi potrete chiamare sfigato), avevo divertimenti idioti come ghiaccio spray nel lavandino della cucina e biciclette sfasciate.
oh, son poi cresciuto lo stesso, dai.
rimane il fatto che questa scaletta che mi ha visto crescere, comprare fumetti, scroccare fumetti porno agli amici meno sfigati (ma ugualmente incapaci), sbucciarmi ginocchia, sfondare parafanghi del mio biciclo, qualche, tanti anni fa è stata rimossa per una cosa in legno illuminata e molto più comoda, meno pendente, meno affaticante, meno porno e meno spartana.
e qui si capisce l’inganno, cioè che se quella scaletta fosse rimasta non ci si farebbero le foto sopra, anzi.

ecco perchè penso che averla tolta sia stato diseducativo, ecco.

sincerità

22 maggio 2011

“intendiamoci. sei carina.”

era proprio così che le stavo dicendo. non se se per interesse o educazione, ma lei mi stava ad ascoltare.

“sei carina. sei simpatica, gentile. ci uscirei volentieri con te. se vuoi usciamo.”
“non so….non ho molto tempo….”
altro dubbio. forse voleva prendere tempo, oppure era un modo gentile per mandarmi a fanculo. un modo gentile, ma bugiardo. allora decisi di rincarare la dose.

“senti, siamo adulti, possiamo dirci le cose come stanno. sei carina, sei simpatica. ma non è che sei una superfiga. ti trascuri, credo che la tua igiene personale non sia in cima alle tue priorità. hai i capelli che sembrano sempre sciupati, e secondo me non usi il filo interdentale. dovresti. sei anche un pò cicciottella, ma è ok, qualche chilo di più non mi dispiace. hai due gran belle tette.”

non ero sicuro che mi stesse ascoltando ancora. però mi guardava.

“forse pensi che io ti desidero, e che quindi ti reputo perfetta, e non vedo i tuoi difetti. ma non è così; ci sono, e io li vedo. solo che saprei accettarli. e bada bene, mi vedi, non sono un ciccione brufoloso disperato, ho un bel fisico, e ritengo di essere abbastanza bello. ho un carattere discreto, sono sincero, gentile. ho i miei difetti, come tutti. ma li vedo.”

non parlava. presumo non sapesse che dire.

“quello che intendo è che sto chiedendo di uscire a te invece che a qualcun’altra, che magari è più bella di te e con meno difetti. e tutto sommato avrei anche qualche possibilità.”

mi disse che ero uno stronzo e che dovevo andare a fanculo.
“va bene.” dissi, mentre stava ancora parlando. non la lasciai finire, mi voltai e mi diressi verso il parcheggio. lasciò a metà una frase, cominciò a balbettare. non sentivo, ero già arrivato alla macchina.
salii, girai la chiave, misi la marcia e accesi la radio. suonavano “elephant” di damien rice.

micronarrativa 3: il signor bignami.

11 maggio 2011

il signor bignami è il mio vicino di casa. è un ometto di mezz’età, con gli occhiali, e di mestiere scrive sulle riviste di cinema e letteratura. scrive quei trafiletti dove c’è la trama di un film riassunta in due righe.
ieri l’ho invitato a pranzo, gli ho fatto vedere qualcuno dei fumetti che sto disegnando.

“sono troppo lunghi” mi ha detto. “quello che racconti in queste 20 pagine potrebbe stare in 10”.

durante il pranzo mi ha raccontato che gli hanno contestato un pezzo che aveva scritto al lavoro. volevo chiedergli cosa c’era scritto, ma non ho fatto in tempo. è passato subito a riassumere la sua vita delle ultime 4 settimane, in cui ha avuto un incontro amoroso, ha fatto la spesa, e è stato a teatro a vedere un musical, che a lui i musical piacciono molto. dice che è come vedere un concerto e un film assieme. sul suo incontro amoroso non si è soffermato molto, dice sempre che non ha fortuna con le donne.

“non riesco a capire che senso ha la parte iniziale, del corteggiamento, quando sappiamo entrambi le nostre reciproche intenzioni.”

il signor bignami è un pò sbrigativo, a volte. quando gli ho proposto di venire a pranzo da me, ha risposto “vengo, ma non preparare primo, secondo, contorno, e dolce. meglio un primo che contenga anche carne, in modo da avere 2 portate in una. per il dolce, basta un gelato al caffè con una spruzzata di brandy.”

così aveva dolce, caffè e ammazzacaffè tutto in uno.
il signor bignami sul suo campanello ha scritto nome, cognome, numero di telefono e orari in cui è in casa, così sai sempre se lo trovi o no. e se non lo trovi puoi chiamarlo al cellulare. ma di solito non risponde, preferisce gli sms, che sono più sintetici.
durante il pranzo abbiamo parlato di cinema.

“signor bignami, visto il suo lavoro, sarà un esperto di cinema!”
“non tanto. il cinema non mi piace.”
“eppure pensavo che fosse un appassionato…insomma, scrive recensioni, giudizi……”
“trame. scrivo trame. riassunti.”
“e non le piace il cinema? non deve vedere i film prima di scriverne la trama?”
“li guardo al quadruplo della velocità. saltando le parti intermedie.”

il signor bignami adora le striscie quotidiane del giornale, come i peanuts. su questo ci troviamo d’accordo, amiamo entrambi schultz, e bill watterson. adora gli spot sotto i 30 minuti, le barzellette, e la micronarrativa.

il pranzo è durato 45 minuti, al termine dei quali il signor bignami si è alzato, mi ha ringraziato mentre usciva e ha aggiunto che “ripeteremo presto.”

ho chiuso la porta, e mi sono seduto sul divano con una tazza di tè. sul mobiletto dell’ingresso c’era il giornale, e ho pensato di dare un occhio alla pagina del cinema. c’era una serie di trafiletti dedicati ad una restrospettiva sui film romantici/drammatici ad un cinema d’essai. c’erano almeno una dozzina di titoli, con un unico rigo scritto per tutti:

“lui muore.”

“scritto da M. bignami”.