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ask any girls.

11 febbraio 2012

in questi bei giorni di neve sono riuscito a fottere tutti i file archiviati sul mio hd esterno, e oggi mentre spalavo ho dovuto fare anche legna per riscaldarmi come un primitivo, e nel farlo il mio naso colava così tanto dal freddo che una minuscola scheggia di legna è stata inglobata da una goccia di muco fuoriuscente dalla mia narice destra, ed è rimasta lì per ore! no dico, i miracoli del corpo umano.

ultimamente ho anche deciso di aggiornare il mio book di illustrazioni con qualche schizzo nuovo, e spesso mi viene mossa una critica del tipo “i tuoi personaggi si vestono sempre uguali, sempre felpe con il cappuccio o t-shirt sopra maglie a maniche lunghe”. che palle, anche bart simpson si veste sempre uguale e mica gli scassate le palle a lui, però, eh!

“ma chi cazzo ci va in giro con ste felpe, oggigiorno?” mi chiedono, guardando i personaggi vestiti come me. eh vabbè.

così ho pensato di documentarmi, sono andato in edicola a cercare giornali di moda.

“salve, vorrei… uhm, non so un nome preciso. un giornale di moda.”
“ah, ci facciamo seghe raffinate, eh?”
“no, guardi, mi serv…”
“che c’è, il buon vecchio ChicksWithDicks non la soddisfa più, mr. fancypants?”
“mr cosa? guardi che mi serve per disegnare…”
“ah, eccolo là l’artista, che si sente superiore, mr. “no no a me i giornali di moda servono per disegnare, perchè io sono superiore a questo materialismo…” eh?”
“ma che cazz…”

è ovvio che la neve fa impazzire la gente, e che il mio edicolante ha dei problemi…dopo aver comprato vogue, D (che presumo si chiami donna, o la repubblica delle donne, a giudicare dal sottotitolo) e 4 o 5 copie di “corna vissute”, “prima volta”, “il conte iacula” e pure un video (ragazze con poca autostima e la banda di cornamuse anali) sono tornato a casa e mi sono messo a guardare i giornali.

quelli non porno.

su D ci sono dei titoloni. “ragazze maschio”, ottimo nel caso debba disegnare delle ragazze maschio. cazzo però se poi mi vengono a dire che i miei personaggi sembrano lesbiche poi siamo punto e a capo. dopodichè c’è un bel “comportamenti: io vivo pulito” e il forum di galimberti (ma la gente li legge veramente sti articoli?) con “come si curano i mali dell’anima”. poi ci sono 4 pagine dentro di uno che racconta di quando sua moglie l’ha piantato, e questo ci ha fatto un bel racconto narrativo, e poi ci sono un casino di pubblicità di vestiti, trucchi, fighi e fighe, tanti cosmetici per lui e per lei, reportage di viaggi in birmania, un paginone di alena seredova in reggiseno, e un’intervista a woody allen.

vabbè vediamo vogue italia.
ecco, apro a caso e ci sono dei diamanti. nel sommario i titoli degli articoli sono tutti in inglese…ma non era vogue italia? bho non ci si capisce un cazzo. la sezione moda ha dei titoli come “imaginary fantastic bizarre” e “carolyn”. ah ma c’è l’inserto, vogue beauty! aspetta, c’è pure una foto di una sfilata russa con una tipa vestita come un enorme vibratore rosa fatto di lana e cotone, si vede solo la faccia. poi c’è la pubblicità di un coso per occhi che vanta 4 anni di ricerca, 16 brevetti e 12 volte più volume sulle ciglia. e poi un casino di foto di quello che presumo siano vestiti, ma non si capisce bene. per fortuna la didascalia me lo spiega: “giubbino profilato di gros-grain e pantaloni alla pescatora di cotone stretch, blumarine. gonne di tulle, the comporary wardrobe e carlo manzi.”
è un pò come quando mi davano le traduzioni di tedesco e io capivo solo parole come “casa, cane, sole, 12, martedì”.

alla fine, dopo un’attenta ricerca, ho notato che “corna vissute” era più comprensibile di vogue. però ci sono pochi vestiti da copiare.

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social animal

11 luglio 2011

sono in mutande dopo una afosa giornata di lavoro, quindi mi sono detto:

“quale momento migliore per scrivere un bel post sul mio blog zoppicante?”

andiamo indi a incominciar.

l’uomo è un animale sociale, questo lo sappiamo tutti, e in ogni caso basterebbe guardare un video di jenna jameson o laura panerai su you porn per capire che ci piace integrarci in branco.
soprattutto ai fini riproduttivi.
ed è per questo che fin da piccoli, noi cuccioli mammiferai ci inseriamo in numerosi gruppi quali la parrocchia, gli scout, gruppi sportivi o extrascolastici, per arrivare a cose più impegnative in età adulta, vedi gruppi politico/sociali di vario genere, o anche solo circoli sportivi o culturali.
ebbene, il fine ultimo di questi è ovviamente la riproduzione.
eh dai, non venitemi a raccontare che del cucito o dei medici senza frontiere frega un cazzo a qualcuno!
poi si sa, i parrocchiani sono i peggio bestemmiatori dell’intera razza umana, te lo dico io che vanno in parrocchia solo per rimorchiare.

o almeno così dice un caro amico mio, uno saggio. mi ricordo che mentre parlavamo di questo argomento, mi disse, con voce sognante:

“caro amico mio, al mondo ci sono 2 tipi di uomini: quelli a cui piacciono le donne grasse con le tette grosse, e quelli a cui piacciono le donne grasse con le tette piccole.”
“e tu a quale appartieni?” gli chiesi.
“io? a me piacciono i trans.”
e da lì capii cosa ci faceva quella mutanda fallica (dicesi anche strap on, basta digitarlo su you porn e capirete) sul suo comodino.
tuttavia la stima che ho per lui permane.

ma dicevamo, l’uomo è un animale sociale! proprio l’altra sera sentivo il bisogno di esserlo anche io, e quindi decisi di accompagnare un amico ad una festa, imbucandomi.
diciamo che me ne pentii 3 secondi netti dopo, ed ero appena uscito di casa!
“sto migliorando…”pensai. di solito me ne pentivo dopo 10 minuti.

la cosa divertente è che questa socialità si incentra sul futile: sbronza, paglie, droghe leggere, musica a tutto volume. livello di conoscenza: zero barrato.

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e poi, vogliamo parlare dei social network? cioè, seriamente, dai. tu, utente che ti registri a qualsiasi cosa e che possiedi il mio indirizzo mail, pensi veramente, ma veramente che io abbia bisogno di ricevere una mail da te ogni settimana per ricordarmi che ti sei registrato su linkcazzofacciaculobook(chino) e che vuoi che io mi registri? sei davvero così sciocco? o stronzo?
poi magari non ci sentiamo da mesi, forse anni. ti ho mandato più volte link con i miei lavori o il mio blog. hai mai risposto? col cazzo. allora mi devi triturare i coglioni perchè vuoi che ti faccia salire un counter delle cazzovisite?

spiacente, ho più a cuore la migrazione delle tartarughe nell’emisfero boreale.
lì sì che c’è adrenalina. un pò come quel tipo che conoscevo che andava a puttane, e ne caricava 4, di cui 3 erano in realtà maschi.
“ma ti piacciono i trans?”
“no, perchè?”
“allora perchè vai con 4 puttane quando sai che 3 in realtà sono maschi?”
“mi piacciono le sorprese, non voglio una vita piatta fatta di routine quotidiana!”
“la tua routine quotidiana è andare a puttane?!?”

non mi rispose, e guardò oltre, verso l’orizzonte.

love letter, varie ed eventuali.

28 maggio 2011

cara laura,

ti scrivo perchè penso di doverti qualche spiegazione. scusa se ho aspettato tanto, ma il tempo qui passa così lentamente….
partiamo dall’inizio. il giorno che impazzii, stavo consegnando l’ultima tavola del mio fumetto, “samurai reborn”. so che il titolo non ti è mai piaciuto, ma sai quanto me che spesso era l’editore ad avere l’ultima parola su queste cose. quel giorno mi recai dal grafico, e indossavo le mutande sopra i pantaloni. pensarono subito ad una mia stravaganza artistica, e ci ridemmo su.
ma io non me ne ero accorto.
insomma, mi ero alzato, vestito, e ad un certo punto mi resi conto che non avevo indossato le mutande. allora le infilai, ma avevo già sopra i pantaloni. il punto è che non mi sembrò affatto strano.
se devo essere sincero, forse qualche avvisaglia di pazzia c’era già da prima. ricordi le mie manie, piccole ossessioni, come quando dovevo per forza pulirmi i piedi su un tappeto prima di entrare in un locale, o quando non riuscivo a dormire se il tappeto sotto al letto non era perfettamente stirato. ci ridevamo su…forse quella era già pazzia?
dopo l’episodio delle mutande ne seguirono altri. cominciai a dimenticare cose banali. di accendere il cellulare. di guardare la mail. di chiudere a chiave la porta di casa. l’editore mi pressava, voleva che io continuassi la serie. disegnai un altro episodio, ma ebbi un problema. per 12 pagine disegnai sempre la stessa tavola, che si ripeteva, con qualche piccola differenza. differenze che vedevo solo io e che mi parevano giganti. non te ne parlai perchè in quel periodo non ci sentivamo. ad essere sincero, non ti pensavo. la mia visione delle cose stava cambiando… cominciai a vestirmi sempre uguale, con gli stessi jeans, la stessa maglia. ogni sera li lavavo per averli pronti il giorno dopo. un giorno un amico mi invitò per colazione, e all’improvviso mi venne in mente che non la facevo da un mese. mollai cellulare, mail, telefono, posta, campanello. tutto. ero irreperibile. spesso me ne stavo a spasso a disegnare quello che vedevo. mi piaceva molto disegnare la natura, e anche qualche scorcio della mia città. sparii per 2 giorni. quando tornai trovai l’editore a casa mia, ero in leggero ritardo con le tavole.
“dove cazzo eri? è 2 giorni che ti cerco!”
“ero a firenze.”
“a fare cosa?”
“a disegnare.”
smisi gli occhiali, non mi importava di vedere sfocato. le cose le riuscivo a guardare lo stesso, e se proprio volevo vederle bene allora mi avvicinavo, in modo da vederle anche meglio di prima. con gli occhiali mi sembrava di vedere bene, ma non era così.
non mi interessava più nulla di nulla, certe volte stavo ore al buio cercando di disegnare la stanza senza vederla. a memoria. poi ci provai con altri posti che conoscevo meno. era difficilissimo, pensavo di sapere come erano fatti la mia strada, per esempio, o i soliti locali che frequentavo… ma mi accorsi che non sapevo quasi nulla, davo tutto per scontato. pensai che se davo per scontato quello, chissà quante altre cose mi ero perso. cominciai a pensare di non aver visto mai il mondo in cui vivevo.
cara laura, tu, la mia famiglia, i miei amici…. nessuno di voi avrebbe potuto capire, e del resto eravate ormai l’ultimo dei miei pensieri. credimi, ti ho amato veramente, ma nel modo sbagliato. non so cosa mi venne in mente, ma mi piazzai sul tetto di casa mia e cominciai a guardarmi attorno, guardavo, disegnavo, confrontavo, rifacevo, seguivo i cambiamenti dell’ambiente circostante, contavo, studiavo ogni cosa. finchè qualcuno non chiamò la polizia. forse un vicino, o un familiare. non so.
venni cacciato dentro una clinica, manicomio, ospedale…. chiamalo come vuoi, a me non fa differenza. per i primi mesi non parlai con nessuno, poi cominciai a spiccicare qualche parola. cercai di far capire cosa volevo fare e qual’era il mio obiettivo, ovviamente. non mi interessavano le chiacchere inutili con cui prima ero solito passare il tempo. è anche per questo che ti scrivo: per gentilezza. mi dicono che volevi sapere come sto, ora lo sai, e sai anche che mi è successo, o almeno sai la mia versione. non pensare di venire a trovarmi, perchè per me sarebbe indifferente, e comunque sono occupato qui. devo disegnare tutto quanto, e tra una cosa e l’altra trovo anche il tempo per fare qualche tavola di “samurai reborn”. all’inizio mi avevano tolto carta e matita, dicevano che mi alienava, ma sono diventato violento su me stesso e su gli altri così ora mi concedono di disegnare. non è così male qui, ho tempo per il mio lavoro, e nessuno mi disturba. in camera mia ho 1600 piastrelle e riesco quasi a disegnarle tutte uguali.
ora ti lascio, spero di aver chiarito i tuoi dubbi.

ti invio un disegno che ho fatto mentre scrivevo questa lettera.

scott pilgrim vs. me

15 maggio 2011

ok, lo ammetto, sto film io non l’ho ancora visto, ma è nella lista dei “da vedere”.

ma andiamo per ordine.
lo sto già odiando.

nell’ultimo mese, le mie giornate trascorrevano così:

“ehi, hai visto scott pilgrim vs. the world?”
“ehm…. no….”
“noooo? ma devi assolutamente vederlo, è bellissimo, ti piacerebbe un sacco!!!”
“ah guarda, sei solo la quarta persona che me lo dice oggi.”
“ahahahaha ma davvero?”
“sì. se vuoi ti faccio vedere i cadaveri nel bagagliaio.”

allora mondo intero, ti chiedo scusa profondamente per non aver visto scott pilgrim vs. the world (ancora), so che la mia è una mancanza ingiustificabile, ma sai com’è, le ultime retrospettive di cinema asiatico d’autore mi hanno lasciato poco tempo, così come gli ultimi telefilm di questi anni, poi onestamente non sono molto aggiornato sulle ultime uscite cinematografiche, ho ancora alcuni film di kurosawa e di kitano che non ho visto. per non parlare del fatto che adesso devo anche vedermi tutta la filmografia di michael hui, che a quanto pare ha fatto la storia della commedia cinematografica di hong kong.

“ehi, ho visto un film bellissimo!”
“qual’è….?”
“scott pilgrim vs the world. l’hai visto…?”
“no….”
“come, un appassionato di cinema come te che non l’ha visto….! devi guardarlo assolutamente!!!”
“senti, troia, io ho visto kick ass in inglese quasi un anno prima che uscisse al cinema, e non ho rotto le palle a nessuno. ti sono venuto a dire di guardarlo? no, perchè di cinema non capisci un cazzo.”
“ma…..ma……”
“adesso zitta e fai la brava: ti ci infili da sola nel sacco di plastica o ti ci devo ficcare io a forza…?”

che poi, sto scott pilgrim sembra anche un bel film, caro popolo della terra. quindi prima o poi lo guardo sicuro. e mi leggerò anche il fumetto, anzi se lo trovo in italiano lo compro pure, guarda.
ho deciso di leggere la trama perchè qualcuno mi ha detto “ah, sembra fatto per te, è un pò come te in un film!”

“Scott Pilgrim è un 23enne ancora preda di una forma di tardiva adolescenza sentimentale. Suona il basso in una band indie rock, come tutti quelli della sua generazione ha subito una severa formazione a base di videogiochi 8bit e cerca una storia d’amore “sicura” con una 17enne, esercitando nichilismo un tanto al chilo.” (mymovies.it)

ah, sti cazzi. grazie del consiglio…. adesso, una domanda: fascetta di plastica oppure sane e vecchie manette?

micronarrativa: lui e lei.

20 aprile 2011

micronarrativa per te, solo per te, uomo che dopo 10 righe ti sei rotto il cazzo.
brevissimi racconti ricchi di eventi densi e importanti, raccontati in stile metronomo, solo per te, esclusivamente per te, lettore che hai le capacità cerebrali di una tazzina da caffè.

vuota.

c’è lui, e lo chiameremo francesco. poi c’è lei, la chiameremo elena.
lui è un ragazzo sui 25, tranquillo, normale, carino e timido. lei è di poco più giovane, bassa, molto bella e molto simpatica.
francesco e elena si conoscono, vanno d’accordo, lei è fidanzata con un ragazzo scemo e iper geloso, è annoiata da questa storia, comincia a frequentare francesco, un giorno si baciano perchè lui è interessato e lei lascia intendere di essere in rotta con il moroso e disponibile per francesco. dicevamo, si baciano, è estate, lei rimane lo stesso un pò confusa, vuole chiarire con il moroso, passa l’estate e lei evita francesco che la cerca e non capisce e vuole risposte. si sentono qualche volta ma non si vedono.
natale, lei lo contatta:

LEI: “ciao come stai?”
LUI: “insomma. mi dispiace che non ci vediamo più, non capisco perchè ti fai sentire adesso di punto in bianco”
LEI: “scusa, ho avuto un pò di problemi, sai….”

segue una serie di dialoghi semi inutili dove lui è incazzato per l’assenteismo di lei, e lei è incazzata perchè lui è incazzato e un pò scontroso.

altri dialoghi inutili.
stop ai dialoghi, si danno una sorta di addio litigioso.

francesco, che non è uno stronzo, dopo 4 mesi decide di contattarla almeno per sapere se lei sta bene, e si sente anche un poco in colpa, pensa di essere stato troppo brusco.
lei è felice, si parlano, salta fuori che quella volta a natale elena l’aveva cercato perchè aveva lasciato il moroso definitivamente e voleva stare con lui, ma non era riuscita a dirlo.
francesco è stupito e si sente una merda. si parlano ancora, e giungono all’epilogo della nostra storia.

lei è felicemente fidanzata da 2 mesi, è contenta come non era mai stata, quando ha conosciuto il suo attuale moroso non sentiva francesco da due mesi e l’aveva dato per perso, ora le dispiace un pò ma è felice ed è giusto così.

lui è felice per lei, sta di merda per sè stesso, ha perso il treno, si da del coglione ogni giorno che passa e passerà su questa cazzo di terra, la sera cena e sparecchia da solo, passa una mezz’oretta svogliata su you porn, lavora e la notte non dorme perchè pensa a quanto è stato pirla, appunto.
fine.

the human centipede

20 febbraio 2011

avete presente quei film assurdi con mostri strani? che sembrano cacate invereconde e che poi magari lo sono pure?

bhè, sono sempre meglio di sanremo, perchè almeno non li paghiamo noi con il canone.

e in virtù di questo, oggi vi parlerò di un film che non deve mancare nelle cineteche di ogni nerd malato mentalmente.

il film in questione è:

the human centipede

che tradotto vuol dire “il millepiedi umano”.

vi avviso che la mia recensione sarà ricca di spoiler, quindi siete avvisati. se non ve ne frega un cazzo perchè tanto non lo guarderete mai allora continuate a leggere, altrimenti non leggete e andate a farvi fottere.
la storia è ambientata in germania, comincia con un crucco che guarda una foto di 3 cani crucchi uno dietro l’altro che sembrano quasi attaccati. la guarda e piange. è triste, malinconico, parcheggiato con la sua macchina crucca su una strada extraurbana. poi la vena poetica si interrompe con l’immagine di un camionista che va a cagare, e il cruccone esce dalla macchina con un fucile e dopo aver sparato un tranquillante al camionista se lo porta a casa stordito.
e alè.

cambia la scena, siamo in un albergo dove 2 ragazze americane (visibilmente zoccole) fanno le fighe e si preparano per una festa dove sicuramente sarebbero finite a darla in giro.
com’è come non è, le zoccole partono per la festa, rotta per casa di dio, passano attraverso quelle belle foreste tedesche buie e cupe e poi piove pure, forano una gomma, e non sanno come fare a cambiarla. del resto si vede subito che quelle due hanno più dimestichezza con le pompe e non coi crick. dopo una serie di traversie decidono di incamminarsi nella foresta a cercare aiuto, e incappano nella casa del crucco di cui sopra.

il crucco di cui sopra, fedele al suo rigore teutonico, le droga e le lega, senza toccarle manco con un dito, perchè lui lo fa per la scienza, non per piacere personale. però due colpi io glieli avrei dati a quelle due lì, tanto per fagli sentire l’accoglienza europea.

ora arriviamo al nocciolo, ovvero che il crucco altro non è che un dottore con manie di onnipotenza, che vuole creare una razza di umani super, per un nuovo mondo. ovvero i millepiedi umani. la descrizione è molto scientifica, la spiega prima di operare:

ad A viene asportata una fetta di culo per essere cucito alla bocca di B, a cui vengono incollate le labbra (senza denti) al buco del culo di A. segue lo stesso intervento per C, e per eventuali D, E, ecc.
il millepiedi umano è fatto in modo da autoalimentarsi, visto che la testa mangia, e quando caga lo fa dentro la cavità orale del soggetto B, e lui a sua volta scagazza per nutrire C e così via, una bella catena di merda.

il film in sè non è poi così malaccio, non è stupido e la sceneggiatura funziona anche abbastanza bene. i personaggi sono stereotipati ma al punto giusto, il film è ribrezzevole al punto giusto, qualche colpetto di scena tanto per tenerti attento e non risultare troppo banale, e una discreta dose di tette e cacca che tutto sommato fanno sempre piacere.

l’unica pecca è la dubbia utilità del millepiedi umano. di solito gli scenziati pazzi cercano di creare super uomini con poteri terribili o mostruosamente mostri, ma che almeno in qualcosa sono superiori. ma il millepiedi umano che cazzo fa? cammina lento, per fare le scale è un dramma, e l’alimentazione a base di pupù non è proprio energetica. insomma, oltre all’inutilità pratica, l’aspettativa di vita del millepiedi umano è pure bassa, quindi non si fa nemmeno in tempo a insegnarli qualche trucchetto divertente che rischia di ammalarsi e morire. cioè, è proprio una coso inutile.

ma al di là di questa pecca (comunque opinabile) il film è godibile, direi che nel suo genere merita abbastanza, anche per l’originalità dell’idea. punti in più per lo svolgimento della seconda parte e del finale, che non sono scontati come spesso accade per prodotti di questo genere.

c’ho un telefilm

15 gennaio 2011

c’ho un telefilm che sto guardando adesso che mi piace, non vi dico il nome perchè non voglio fare pubblicità occlusa, però il protagonista mi sta simpatico. praticamente lui gli sparano perchè fa il poliziotto (cioè non è che gli sparano proprio perchè fa il poliziotto, gli sparano dei criminali perchè li voleva arrestare e loro no, ma se non li voleva arrestare non gli sparavano anche se era un poliziotto) e va in coma e quando si sveglia si trova una masnada di zombi che si mangiano tutti, allora lui va a casa sua ma sua moglie e suo figlio non ci sono, allora prende un cavallo e va in una città più grande e gli mangiano il cavallo e lui va dentro un carroarmato poi esce e con dell’altra gente prende un furgone e va via al campo base dove lui non lo sa ma c’è sua moglie e questo mi dispiace un pò per lui perchè la sua moglie fa un pò la troina con l’amico di lui che erano polizziotti azzieme.

son bravo a fare i riassunti, eh?

cazzo chissà quanto è brutto svegliarti dallo sparacchiamento e scoprire che ci sono zombi che mangiano la gente e che tua moglie s’inciula con il tuo migliore amico. proprio un risveglio dimmerda.

il mostro dell’orient express.

11 gennaio 2011

siccome ormai andare a letto presto è andato a puttane (potessi andarci io, diceva baglioni, ora lo dico anche io) vi scrivo qualcosa.

tornavo a casa in treno, che ero andavo a trovare parenti a verona. sì perchè io ho tanti parenti a verona, non l’avevo detto, ora lo sapete e suppongo anche che non ve ne freghi una mazza quindi non divaghiamo.

tornavo in treno, dicevo, e a me in treno piace leggere, ascoltare musica, disegnare, e anche guardare la gente che c’è perchè sono curioso. arriva questa ragazza carina, molto carina, con una valigia rosa, ma si sa che la valigia non fa la fanciulla, semmai è la fanciulla che fa la valigia quando la prepara, allora mi guarda e mi fa “posso sedermi lì?” (cioè nei sedili davanti al mio) “certo” dico io, “DEVI sederti lì” penso io. io leggo sherlock holmes, lei legge plauto, poi non leggiamo più niente e mi dico “bhè 2 chiacchere non hanno mai ucciso nessuno” e le chiedo dove scende, a quindi studi a bologna, no cambio e vado a firenze, sono di ostglia ma ci siamo trasferiti a firenze, ah firenze che bella, costa studi a firenze, faccio il liceo scientifico, terzo anno

piacere, sono il nuovo mostro delle ferrovie, adesco bambine che mi danno del lei e la cosa che mi arrapa sta proprio nel fatto che penso siano universitarie ma in realtà sono appunto bambine. scusa ma non è che per caso sei stata bocciata almeno sei volte e magari a 18 anni ci arrivi? no eh?

dopo è arrivato il dilemma, che dimosta ancora una volta quanto io sia abile a finire nel posto sbagliato al momento sbagliato nella situazione sbagliata e nell’epoca sbagliata, porco cazzo sbagliato. perchè tacere appena ho scoperto la sua età mi sembrava sgarbato, della serie “ci provo ma sei piccola quindi non mi frega un cazzo di te e di quello che hai da dire” ma d’altro canto anche dialogarci mi faceva sentire un maniaco adescatore.
giuro, ho cercato di aprire il finestrino per buttarmi giù dal treno con una scusa ma in inverno vengono chiusi a chiave, maledette ferrovie dello stato, tempi duri per gli uomini sbagliati….
grazie a dio siamo arrivati a bologna, e dopo è scesa di corsa perchè aveva la coincidenza a breve.

giuro, signor giudice, che non le chiesi nemmeno come si chiamava.

oggi

19 maggio 2010

oggi mi era venuta in mente una cosa fighissima da scrivere, che mi faceva ridere un casino e pensavo che sicuramente avrebbe fatto ridere tutti voi. solo che ero in bicicletta, non potevo fermarmi per appuntarmela e quindi me la sono dimenticata. e mo ve la siete presa in culo, perchè io di sta cosa fighissima e divertentissima almeno ne ho potuto godere 2 minuti, voi manco 2 secondi. tiè.

però l’altro giorno mentre stavo tornando dal lavoro per recarmi al mio bar di fiducia, il caffè 27 di faenza che lo trovate anche su facebook e ormai lì mi hanno adottato, ero in macchina fermo al semaforo, e siccome avevo giocato a calcio coi bambini ho pensato “qui, fermo al semaforo più trafficato della città… quale momento migliore per annusarmi un’ascella, che così sento se sono degno o meno di entrare al bar?”
e quindi mi sono annusato, un pò come fanno i cani quando si infilano il naso tra gli zibibbi.
il caso ha voluto che però ci fosse un’altra tipa in macchina esattamente di fianco a me, e che mi stesse guardando. sicuramente pensava “ora attiro la sua attenzione e chiedo il number di questo bel biondino riccioluto che è bello ma ha un’aria da colto, nerd ma non troppo”. sempre il caso, quello di prima, ha voluto che mi guardasse mentre mi annusavo l’ascella, cogliendomi così, in un momento di personale debolezza. la cosa divertente è che quando ho alzato lo sguardo soddisfatto dal mio odore ho visto che lei aveva visto, e lei ha visto che io avevo visto che lei aveva visto, e io stavo per dirle “visto? mica puzzo” ma lei si è imbarazzata tantissimo e si è voltata verso la sua amica che guidava. a me fondamentalmente non me ne fregava un cazzo che mi avesse visto odorarmi le ascelle, lo fanno tutti e sicuramente anche voi che leggete a forza di sentir parlare di ascelle ve le state odorando, fatto sta che era più imbarazzata di me, io stavo ridendo e volevo dirle che era tutto ok e profumavo ma non si è più voltata fino al verde e poi è fuggita (probabilmente a confessarsi). vabbè, se proprio lo volete sapere poi io certe volte mi odoro le mani anche dopo aver fatto la pipì (prima di lavarle) e odoro sempre le puzzette quando le faccio sotto le lenzuola.

ecco, ora che sto salvando l’articolo mi caga veramente un casino il cazzo di mettere i tag, quindi li metterò a cazzo come al solito.

il mio cane.

18 novembre 2009

eccomi tornato, so che i culi erano stati duri da digerire ma ora vi darò qualcos’altro su cui ragionare. che poi non so che abbiate contro i culi, ma vabbè.
volevo dirvi che il mio cane, seppur cane, è abbastanza intelligente in quanto mammifero. per esempio, ha dei comandi nella sua testa di cane che sono ben stabiliti e chiari: sa che quando dico una cosa lui si deve mettere seduto, oppure che quando prendo pettine e forbici deve saltare sopra la cuccia per la toeletta (se no gli si fanno i rasta di merda nel pelo) e così via. sa anche che quando prendo in mano il guinzaglio o si lavora o lo sgrido. insomma, non è un genio ma riconosce le cose, e se le ricorda. lo sapete che può memorizzare una cosa come 300 parole abbinati a comandi? impressive, i would say.
ora, l’essere umano in quanto mammifero evoluto (almeno in alcuni casi) è capace di ben più alte imprese. può imparare a memoria la divina commedia, può risolvere il teorema di fermat, il cubo di rubick, e allo stesso tempo apprezzare giovannona coscialunga disonorata con onore. può inventare la bomba atomica e andare a puttane, tanto per dirne una. quindi si suppone che siamo superiori. e che siamo in grado di distinguere, chennesò, una cosa che ci fa bene da una che ci fa male, o per esempio ci possiamo ricordare cose che abbiamo già visto, o sentito, o provato. che macchina meravigliosa siamo.

MA VAFFANCULO!!!!!!

sì, vaffanculo! e allora mi spiegate perchè da ottobre su italia uno danno le repliche merdose di “prendere o lasciare”, e la gente come dei beoti se le guardano e dicono “eh no, non sono repliche, vedi che c’è la valletta, l’anno scorso non c’era” ma caro lobotomizzato mio, la raffaella fica (uhm…questo si che farà faville nelle chiavi di ricerca) l’hanno montata (sicuramente la produzione l’ha montata, uno alla volta o a coppie al massimo, ma non intendevo in questo senso) dopo, se ci guardi quando si vede lei non si vede mai il resto dello studio con i concorrenti, ma capisco che hanno tutti il sangue al pisello e quindi fanno fatica a ragionare. altra cosa: il fomat si presta, visto che ogni volta che offrono una macchina o un pc (cose che cambiano molto rapidamente) non viene mai specificato il modello… ieri sera offriva un computer con “l’ultimo sistema operativo in uso”. che cazzo, se la sono studiata bene…. io me li vedo, in produzione, con la raffaella sotto al tavolo (siccome doveva dire in giro che era vergine probabilmente faceva altre cose), che decidono il palinsesto, che minchia ci mettiamo, massì spariamogli delle repliche di un programma dimmerda, tanto non se lo guardava nessuno e non se ne accorgono, eh ma repliche così sono brutte dai, mettiamoci qualcosa, tipo un pò di tette culi che sobbalzano che quelli sono un evergreen fanno sempre audience, ok mandiamoci la raffaella che mi sono rotto le palle di averla in ufficio. ed ecco fatto, un bel varietà da mandare in onda per un paio di mesi, così la gente lo guarda ed è contenta, non si chiede come mai mandano in onda un programma esattamente uguale (musiche, stile di gioco, dinamiche e cazzi vari) a quello che davano anni fa, ma vabbè, sono le puntate nuove, poi c’è la fica di nome e di fatto, togliti le mutande, togliti le mutande! a no, cazzo, è un prete….