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caro amico, c’è crisi e io ti scrivo.

2 dicembre 2011

caro amico mio,
come te la passi nel tuo viaggio intorno al mondo? hai poi trovato quello che stavi cercando, o lo stai ancora cercando? spero che tu stia bene e in buona salute.
io qua tiro avanti, ma sto abbastanza bene dai, non mi lamento. come avrai sentito in giro, c’è crisi, grossa crisi. in realtà se ne parla da qualche anno, anche se sembra che il peggio debba ancora venire. forse si riferiscono al fatto che tra poco ricomincia il grande fratello. o che faranno ancora il festival di sanremo.
in ogni caso, io un pò me la rido, perchè è da tanto che dico che la crisi è cominciata. io è 10 anni che lo dico. il giorno che ho visto la prima pubblicità del grande fratello, ho pensato “cazzo, questo è l’inizio della fine”. ma nessuno mi ascoltava. solo tu mi davi ragione, ti ricordi?
eravamo al bar e fissavamo le tette della cameriera dietro al bancone (gran ragazza quella, è ancora bella come 10 anni fa!) e tu dicesti “io voglio quelle tette!” io pure, risposi. certo, quando dopo siamo andati al centro commerciale e ti ho visto sognante di fronte alla vetrina di intimissimi avrei dovuto capire che avremmo voluto la stessa cosa, ma in 2 modi diversi.
ma anche se c’è la crisi non ce la passiamo male, dai. certo, la de filippi è ancora viva, ma almeno ho talmente tanto di quel lavoro da fare che non ho più occasione di vedere uno straccio di televisione, anche se molte ore le faccio gratis. però almeno così posso distrarmi! purtroppo non tutti stanno bene come me, non so se ti è capitato di leggere qualche giornale italiano, ogni tanto, cmq ci sono dei grossi problemi. ma molto grossi. per esempio, c’è un video porno di belen che gira per internet, e silvio, anche lui non se la passa tanto bene, visto che ora che non è più presidente del consiglio, prende il caffè al bar e poi va ai suoi processi. lo sai che carla bruni è incinta?
ah dimenticavo… ogni tanto passa un alluvione al sud e si porta via un mezzo paese e ne muoiono un pò. a proposito di alluvioni, ti ricordi che andavamo al mare io e te? sai che l’ultima volta che ci sono andato penso che sia stata proprio con te, tanto tempo fa. del resto, come me la spalmavi tu la crema, non lo faceva nessuno. ci mettevi una tale energia…cmq sono ancora convinto che non servisse mettermela sulle chiappe, il sole lì non l’ho mai preso!
caro amichissimo mio, ieri ho letto una storia su novella 2000 (che a mio avviso ci sono gli articoli più interessanti lì, tipo “il”, poi c’è anche il “lo” e il “la”, che pensa è anche una nota musicale, l’ho scoperto grazie alla carla bruni che fa anche la cantante, lo sapevi? povera donna, pensa che potrebbe campare di rendita e invece fa la mamma e canta anche per guardagnare quattro soldi in più… cosa vuoi, c’è crisi…..) dicevo, su novella 2000 ho letto che una povera ragazza, dopo aver fatto 4 interventi di chirurgia estetica per diventare bellissima e riuscire finalmente a fare il lavoro della sua vita (la testimonial della “Nett” quella che fa i fazzoletti da naso), si è fatta portare via il lavoro da una laureata, pure bruttina, che però ha fatto 5 anni di economia e commercio e parla anche 2 lingue. l’hanno presa solo perchè nella città dove lavora è pieno di russi e lei parla russo e vende i fazzoletti ai russi. ma si potrà, dico io? cioè, una si fa il culo (scusami il termine) per diventare bellissima, poi arriva la prima bruttina che solo perchè è più intelligente e più brava con le lingue e coi numeri ti porta via il lavoro? ma in che paese viviamo….
comunque, per fortuna che la televisione ci insegna che dobbiamo essere egoisti, e comincio a notare con piacere che anche qualche genitore moderno trasmette questi bei valori ai suoi figli, come l’egoismo, l’arrivismo e il menefreghismo. pensa che nella scuola dove lavora un amico mio, finalmente i professori hanno capito che siamo tutti uguali, quindi hanno smesso di dare meno compiti ai bambini dislessici e con problemi. solo perchè io sono nato normale e tu no, devo sgobbare di più? mica te l’ha ordinato il dottore di nascere mongolo, caro mio, i tuoi genitori potevano anche abortire, questo è un paese libero, nessuno ti obbliga a venire al mondo!!
insomma, come vedi, nonostante la crisi, qualche nota positiva c’è. è un peccato che io però debba rinunciare al taglio dal parrucchiere, all’aperitivo in centro e a quel bel rolex da 3000 euro, che fa tanto roger federer. eh, ma sai com’è, in tempi di crisi bisogna tirare la cinghia e fare dei sacrifici! pensa che persino in parlamento, i senatori eletti nella prossima legislatura, cioè dal 2013, non percepiranno più il vitalizio mensile di qualche migliaio di euro una volta che a 60 o 65 anni andranno in pensione. io invece sono contento che in pensione ci andrò tardissimo, così continuo a lavorare e non ho tempo per vedere la tivù.
ora è meglio che vada, ti ringrazio per quella bella cartolina che mi hai mandato, coi tacchi sembri proprio più alto, sai? superi anche quel ragazzone muscoloso con la pelle scura che ti abbraccia in vita, quello alla tua destra, dico, non quello alla tua sinistra e nemmeno quello alle tue spalle, che quello è più alto di tutti!
a presto, e fai buon viaggio.

uomo sbagliato

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sincerità

22 maggio 2011

“intendiamoci. sei carina.”

era proprio così che le stavo dicendo. non se se per interesse o educazione, ma lei mi stava ad ascoltare.

“sei carina. sei simpatica, gentile. ci uscirei volentieri con te. se vuoi usciamo.”
“non so….non ho molto tempo….”
altro dubbio. forse voleva prendere tempo, oppure era un modo gentile per mandarmi a fanculo. un modo gentile, ma bugiardo. allora decisi di rincarare la dose.

“senti, siamo adulti, possiamo dirci le cose come stanno. sei carina, sei simpatica. ma non è che sei una superfiga. ti trascuri, credo che la tua igiene personale non sia in cima alle tue priorità. hai i capelli che sembrano sempre sciupati, e secondo me non usi il filo interdentale. dovresti. sei anche un pò cicciottella, ma è ok, qualche chilo di più non mi dispiace. hai due gran belle tette.”

non ero sicuro che mi stesse ascoltando ancora. però mi guardava.

“forse pensi che io ti desidero, e che quindi ti reputo perfetta, e non vedo i tuoi difetti. ma non è così; ci sono, e io li vedo. solo che saprei accettarli. e bada bene, mi vedi, non sono un ciccione brufoloso disperato, ho un bel fisico, e ritengo di essere abbastanza bello. ho un carattere discreto, sono sincero, gentile. ho i miei difetti, come tutti. ma li vedo.”

non parlava. presumo non sapesse che dire.

“quello che intendo è che sto chiedendo di uscire a te invece che a qualcun’altra, che magari è più bella di te e con meno difetti. e tutto sommato avrei anche qualche possibilità.”

mi disse che ero uno stronzo e che dovevo andare a fanculo.
“va bene.” dissi, mentre stava ancora parlando. non la lasciai finire, mi voltai e mi diressi verso il parcheggio. lasciò a metà una frase, cominciò a balbettare. non sentivo, ero già arrivato alla macchina.
salii, girai la chiave, misi la marcia e accesi la radio. suonavano “elephant” di damien rice.

micronarrativa: lui e lei.

20 aprile 2011

micronarrativa per te, solo per te, uomo che dopo 10 righe ti sei rotto il cazzo.
brevissimi racconti ricchi di eventi densi e importanti, raccontati in stile metronomo, solo per te, esclusivamente per te, lettore che hai le capacità cerebrali di una tazzina da caffè.

vuota.

c’è lui, e lo chiameremo francesco. poi c’è lei, la chiameremo elena.
lui è un ragazzo sui 25, tranquillo, normale, carino e timido. lei è di poco più giovane, bassa, molto bella e molto simpatica.
francesco e elena si conoscono, vanno d’accordo, lei è fidanzata con un ragazzo scemo e iper geloso, è annoiata da questa storia, comincia a frequentare francesco, un giorno si baciano perchè lui è interessato e lei lascia intendere di essere in rotta con il moroso e disponibile per francesco. dicevamo, si baciano, è estate, lei rimane lo stesso un pò confusa, vuole chiarire con il moroso, passa l’estate e lei evita francesco che la cerca e non capisce e vuole risposte. si sentono qualche volta ma non si vedono.
natale, lei lo contatta:

LEI: “ciao come stai?”
LUI: “insomma. mi dispiace che non ci vediamo più, non capisco perchè ti fai sentire adesso di punto in bianco”
LEI: “scusa, ho avuto un pò di problemi, sai….”

segue una serie di dialoghi semi inutili dove lui è incazzato per l’assenteismo di lei, e lei è incazzata perchè lui è incazzato e un pò scontroso.

altri dialoghi inutili.
stop ai dialoghi, si danno una sorta di addio litigioso.

francesco, che non è uno stronzo, dopo 4 mesi decide di contattarla almeno per sapere se lei sta bene, e si sente anche un poco in colpa, pensa di essere stato troppo brusco.
lei è felice, si parlano, salta fuori che quella volta a natale elena l’aveva cercato perchè aveva lasciato il moroso definitivamente e voleva stare con lui, ma non era riuscita a dirlo.
francesco è stupito e si sente una merda. si parlano ancora, e giungono all’epilogo della nostra storia.

lei è felicemente fidanzata da 2 mesi, è contenta come non era mai stata, quando ha conosciuto il suo attuale moroso non sentiva francesco da due mesi e l’aveva dato per perso, ora le dispiace un pò ma è felice ed è giusto così.

lui è felice per lei, sta di merda per sè stesso, ha perso il treno, si da del coglione ogni giorno che passa e passerà su questa cazzo di terra, la sera cena e sparecchia da solo, passa una mezz’oretta svogliata su you porn, lavora e la notte non dorme perchè pensa a quanto è stato pirla, appunto.
fine.

the human centipede

20 febbraio 2011

avete presente quei film assurdi con mostri strani? che sembrano cacate invereconde e che poi magari lo sono pure?

bhè, sono sempre meglio di sanremo, perchè almeno non li paghiamo noi con il canone.

e in virtù di questo, oggi vi parlerò di un film che non deve mancare nelle cineteche di ogni nerd malato mentalmente.

il film in questione è:

the human centipede

che tradotto vuol dire “il millepiedi umano”.

vi avviso che la mia recensione sarà ricca di spoiler, quindi siete avvisati. se non ve ne frega un cazzo perchè tanto non lo guarderete mai allora continuate a leggere, altrimenti non leggete e andate a farvi fottere.
la storia è ambientata in germania, comincia con un crucco che guarda una foto di 3 cani crucchi uno dietro l’altro che sembrano quasi attaccati. la guarda e piange. è triste, malinconico, parcheggiato con la sua macchina crucca su una strada extraurbana. poi la vena poetica si interrompe con l’immagine di un camionista che va a cagare, e il cruccone esce dalla macchina con un fucile e dopo aver sparato un tranquillante al camionista se lo porta a casa stordito.
e alè.

cambia la scena, siamo in un albergo dove 2 ragazze americane (visibilmente zoccole) fanno le fighe e si preparano per una festa dove sicuramente sarebbero finite a darla in giro.
com’è come non è, le zoccole partono per la festa, rotta per casa di dio, passano attraverso quelle belle foreste tedesche buie e cupe e poi piove pure, forano una gomma, e non sanno come fare a cambiarla. del resto si vede subito che quelle due hanno più dimestichezza con le pompe e non coi crick. dopo una serie di traversie decidono di incamminarsi nella foresta a cercare aiuto, e incappano nella casa del crucco di cui sopra.

il crucco di cui sopra, fedele al suo rigore teutonico, le droga e le lega, senza toccarle manco con un dito, perchè lui lo fa per la scienza, non per piacere personale. però due colpi io glieli avrei dati a quelle due lì, tanto per fagli sentire l’accoglienza europea.

ora arriviamo al nocciolo, ovvero che il crucco altro non è che un dottore con manie di onnipotenza, che vuole creare una razza di umani super, per un nuovo mondo. ovvero i millepiedi umani. la descrizione è molto scientifica, la spiega prima di operare:

ad A viene asportata una fetta di culo per essere cucito alla bocca di B, a cui vengono incollate le labbra (senza denti) al buco del culo di A. segue lo stesso intervento per C, e per eventuali D, E, ecc.
il millepiedi umano è fatto in modo da autoalimentarsi, visto che la testa mangia, e quando caga lo fa dentro la cavità orale del soggetto B, e lui a sua volta scagazza per nutrire C e così via, una bella catena di merda.

il film in sè non è poi così malaccio, non è stupido e la sceneggiatura funziona anche abbastanza bene. i personaggi sono stereotipati ma al punto giusto, il film è ribrezzevole al punto giusto, qualche colpetto di scena tanto per tenerti attento e non risultare troppo banale, e una discreta dose di tette e cacca che tutto sommato fanno sempre piacere.

l’unica pecca è la dubbia utilità del millepiedi umano. di solito gli scenziati pazzi cercano di creare super uomini con poteri terribili o mostruosamente mostri, ma che almeno in qualcosa sono superiori. ma il millepiedi umano che cazzo fa? cammina lento, per fare le scale è un dramma, e l’alimentazione a base di pupù non è proprio energetica. insomma, oltre all’inutilità pratica, l’aspettativa di vita del millepiedi umano è pure bassa, quindi non si fa nemmeno in tempo a insegnarli qualche trucchetto divertente che rischia di ammalarsi e morire. cioè, è proprio una coso inutile.

ma al di là di questa pecca (comunque opinabile) il film è godibile, direi che nel suo genere merita abbastanza, anche per l’originalità dell’idea. punti in più per lo svolgimento della seconda parte e del finale, che non sono scontati come spesso accade per prodotti di questo genere.

nuovo anno vecchia merda.

5 gennaio 2011

io dei propositi per l’anno nuovo ce li ho, ma non ve li dico perchè se no non si avverano.
queste vacanze di natale ormai al termine sono state delle belle vacanze, soprattutto perchè poi l’altro giorno mentre tornavo a casa da una riunione al lavoro c’era il sole, era mezzogiorno e mi è sembrato giusto andare in un bar (bar chiamato affettuosamente “quella manica di froci” dati i palesi gusti sessuali dei due ragazzi che lo gestiscono) e farmi un caffè e una pasta con la cioccolata. poi ho letto il giornale che non so fare perchè non lo leggo mai, e le poche volte che lo leggo e come vedere la 10 puntata di lost senza aver visto le prime, cioè non ci capisco un cazzo. quindi leggo solo la cronaca della mia città, che almeno quella la capisco un pò di più. poi non ricordo in quale giornale c’è sempre una pagina dedicata a due procaci fanciulle, penso che la rubrica si chiami “terrazza con vista”. nel senso che se hai una terrazza sopra alla piscina di una di quelle 2 tipe che stanno in foto lì c’hai anche una vista. questo per dire che la cultura ormai è dovunque.

cmq dicevo, insomma, tra froci e tettone mi prendo un caffè, risolvo il gioco dei fiammiferi nella pagina dei rompicapi e poi esco cammino verso la macchina e mi fermo a disegnare poggiato su uno steccato di un marciapiede, con l’ipod nelle orecchie e via, immortalo un pò la scena faentina con le sue mura manfrediane, non saranno tette ma è una bella vista lo stesso.
io ascolto la musica e disegno e me ne frego di quelli che passano e delle macchine che passano e di tutti quelli che forse si chiedono che fa quello lì forse disegna ah che bravo ma cos’è che fa?
che il fatto è che nessuno si ferma mai a disegnare per strada, e se lo fai o sei un barbone o sei autistico, o sei un artista e quindi bho, la gente dice artista ma non sa cosa vuol dire veramente. ma in fondo anche se divento famoso come il ragazzo che disegna per strada a me che mi frega, in fondo c’è di peggio, tipo guardare il grande fratello la sera oppure cercare “raffaella fico gli salta fuori la tetta in un programma televisivo” (voce che wordpress mi segnala come la più ricercata tra quelli che sono finiti qua) e finire su questo blog a leggere di uno che disegna per strada.
grande oggi ho avuto ben 2 visualizzazioni.
poi ho anche un altro problema: ieri sera ho mangiato dei jalapenos piccanti ripieni al formaggio, e stamattina ho fatto la cacca fiammeggiante…sembra una schifezza ma in realtà se ci pensate è una cosa un pò dantesca:

quand’ecco nell’inferno entrammo
per un lungo corridoio camminammo;
un’uscio riportava parole, in un anfratto oscuro
dissi “maestro, il lor senso m’è duro” (se non capite questa andate a vedere quando dante entra nell’inferno, ignoranti)

rispose virgilio, volgare e paziente
“c’è scritto cesso, deficiente!”
dentro si odivano rumori di venti,
gran pianto, e stridore di denti

“o anima pia, qual’è la tua pena?
narrala a me, descriverò la scena”
“ahimè buon poeta”, disse l’anima triste
“sarebbe meglio se voi fuggiste!”

e da sopra la porta sfuggiron le fiamme
mentre l’anima urlava, ormai in panne;
“io me la squaglio” sentii virgilio dire
e altro non ci fu da capire.

insomma, la pena infernale di cagare fiamme sa essere molto romantica se ci pensate. del resto se ci sta uno che si è mangiato i figli, ci può stare anche uno che si è mangiato i jalapenos!

che paura mi fa!

1 novembre 2010

lo so che lo so, non scrivo da una vita (e 2).

però mi sa che ricomincio a scrivere qualche scoreggia di post, cosicchè si possa odorare qualche mia perla di saggezza per la rete. per quei pochi nessuni centomila che lo leggono.

allora, parlavo di paura. voi dovete sapere che io qualche sera fa sono riuscito a dormire con l’armadio aperto. forse però dovete sapere anche che io dell’armadio aperto avevo il terrore, fin da bambino non ci volevo dormire e poi con gli anni senza h l’abitudine (o Habitudine) di chiuderlo prima della nanna non mi ha fatto più riflettere sulla cosa. poi l’altra sera ho detto “ciò, ora hai 26 anni, magari la smettiamo di dormire con l’armadio chiuso perchè ci hai paura” e infatti ho scoperto che paura non ce l’ho più e lo posso tenere aperto spalancato. allora, il fatto è che quando ero piccino c’erano gli acchiappafantasmi che in una puntata avevano a che fare con il babau che usciva dall’armadio e terrorizzava i bambini. ecco, quello proprio non mi ha aiutato molto, io che sono suggestionabile. poi quando sei al buio l’armadio aperto dentro è ancora più buio, è proprio tenebra allo stato puro e a preoccuparmi a me non era tanto il mostro che usciva dalla tenebra, tipo babau o cazzonesobau (non ho scritto ancora una parolaccia, dovevo bilanciarmi in qualche modo), che se esce il babau al massimo mi mangia ma posso anche scappare o lottare, ma, dicevo, la mia paura era proprio la tenebra, che uscisse e mi inghiottisse mentre dormivo, o che entrasse dentro di me e mi facesse fare cose brutte. ecco, quello era la mia paura.

ma ora bando ai babau di tutti gli armadi del mondo, il mio è pulito (anche i vestiti sono puliti), e dormo sonni tranquilli.
presto riscrivo qualcosa, loggiuro!

spiderman 2

16 ottobre 2009

oltre a ritenere che sia il miglior film della saga di raimi (come dimenticare la scena dell’uomo ragno che ferma la metropolitana, incurante della propria vita e della propria identità segreta, per poi cadere svenuto ed esausto tra le braccia della folla commossa che ha appena salvato? allora c’è ancora speranza per il genere umano!)….il fatto è che la bestia è ancora là.

ieri sera sono salito per i miei riti pre-giacilio, e lui era là. metà corpo nascosto dietro lo specchio, e l’altra metà fuori, a farsi orridamente beffe di me, ad aspettarmi e deridermi, tanto che (parte la modalità romanzo)

“……appena giunsi nella stanza del bagno e accesi la luce, lui si concedette (oh, questo mi è piaciuto….)  pochi secondi per farsi vedere e vedermi, coi suoi immondi occhi, osservarmi, irridermi un attimo per poi scivolare di nuovo nel suo nascondiglio. era ormai palese che il motivo della sua presenza riguardava me e me soltanto, e probabilmente si rifaceva ad un odio antico nei miei confronti, causato dal male che avevo inferto ai suoi simili. ma la creatura era ben più subdola: se infatti io mi ero “limitato” a colpire mortalmente quelli che presumo fossero suoi “parenti”, lui non dimostrava intenzioni ostili. o meglio, non agiva. sembrava conoscere appieno il disgusto e il terrore che mi provocava la sua sola vista, e sembrava sapere che la suggestione e la fantasia umana possono essere ben più tremende di qualsiasi attacco fisico. dopo quella sera, non potei far altro che provare una strana affezione per lui: la paura che mi incuteva era la sua punizione per me, e questo lo rendeva superiore a qualsiasi infame creatura, umana o mostruosa, che preda degli istinti atavici della vendetta punta solo all’annichilimento fisico del proprio nemico, in un turbine di violenza senza fine. lui, invece, sembrava cercare la tregua, rimanendo in una posizione di dominio senza però infliggere alcun colpo.”

anche se ogni tanto penso che mentre piscio e do le spalle allo specchio, mi salterà sulla nuca per deporre delle uova nel mio cervello, come quel film con l’entomologa lesbica che finisce a fare l’incubatrice per una bestia insetto che comanda la gente e alla fine anche la compagna lesbo dell’entomologa lesbo diventa lesbo (ah no quello lo era già) diventa un’incubatrice per bestie, e la bestia ha tutto quello che un uomo desidera, ovvero 2 lesbiche da trombare. per chi non sapesse di che cosa parlo, guardatevi l’episodio 1o della prima stagione di “master of horror”, intitolato “sick girl”. degno di nota è il collega maschio dell’entomologa lesbica, un erotomane incallito che non perde occasione per dire porcate.

l’albero

12 ottobre 2009

albero

a voi non rilassa? a me sì…..

per farlo sono andato al parco, ho girato cercando un albero giusto, e questo mi sembrava giusto (per chi fosse interessato, è un albero del parco bucci a faenza, verso il fondo del parco, dove c’è via marozza, verso i campi da tennis se ben ricordo). poi l’ho studiato un pò, mi ci sono seduto sotto e ho cominciato a disegnarlo, e disegnare un albero non è mica facile. perchè per farlo bene è un pò come costruirlo, quindi vuol dire che devi visualizzare e concepire ogni singolo ramo. se poi ne poti uno per rendere meno complesso il disegno, devi sapere quale potare per non squilibrare la composizione. e poi ci sono le foglie, che quelle ti ci perdi sempre perchè sono tante, non stanno mai ferme, e fai fatica a capirle. però con pazienza ci si arriva. oppure potresti fare una cosa sommaria, pensare che le foglie sono delle masse uniche di verde, ma poi viene male. perchè il punto è proprio questo, che mentre fai l’albero devi capire che i rami e i tronchi sono tondi e si intrecciano tra di loro, quindi pensi in 3 dimensioni, e intanto l’albero ti guarda e ti dice “uè, fammi bene se no mi spezzo un ramo grosso e te lo calo sulle tempie!” “vai tranquillo albero, vedi che ti faccio un bel lavoro”. poi sono tornato a casa, ho ricalcato lo schizzo e l’ho colorato con gli acquerelli, cercando di dare ragione di esistere a ogni venatura e ogni singola foglia. oh, a me rilassa tanto fare queste cose, se poi vengono bene ancora meglio. se è vero che l’albero si chiede “a che cosa servono, i miei rami stupidi?” è vero che la risposta è che servono a far rilassare me.

coverizza tua nonna!

8 ottobre 2009

il grande vasco ci ha regalato una nuova perla. cioè….. perla….. insomma eh… una cover, così, tanto per fare, avrà anche lui il diritto di divertirsi ogni tanto, sa com’è signora, son ragazzi suvvia, non è che si piò pretendere, li lasci……. eh…nanana….ciò…..

MA VAFFANCULO!!!!!!!

perla un paio di palle, ma andiamo per ordine. ascoltatevi quei 3.51 minuti di orrore (ebbene sì, come quello descritto da conrad in cuore di tenebra) qui sopra, e poi sappiatemi dire. uè, a me vasco piace, io l’ho pure visto dal vivo e mi sono ingasato un sacco, ho amato alcuni dei suoi testi, li canto da sbronzo e anche da sobrio, e nonostante pensi che le sue ultime produzioni siano quelle di un vecchio che a fatica capisce da che parte sta il microfono

“vasco dobbiamo registrare dai!”
“eh?”
“canta!”
“ehhhhh!”
“più a destra vasco….ancora un pò…”
“eeeeehhhh! nanananananaaaaa!”
“ehm…. quella è la sinistra…. ok dai ora ci sei” (un tecnico gli mette il mic davanti)
“EHHHHHHHH!”

tutto sommato lo guardo con rispetto, perchè vasco è un grande, vivere insieme a lui hai ragione te non è facile, perchè gli hanno rubato il tempo e l’amore, poi lui ha comprato la macchina ma lei è andata a casa con il negro la troia, e cmq con la macchina si perde perchè non arrivano gli angeli a insegnarli la strada buona. insomma, è vasco, e anche se ormai canta un pò delle vaccate che non reggono il confronto con alcuni masterpieces del passato, è sempre vasco, e ci si guarda sempre con rispetto, e da live ancora spacca. però, caro vasco, la cover di creep potevi evitarla. musicalmente è banale, a sto punto potevi sfruttare quei fior di chitarristi che hai e fargli cacciare un assolo di 2 minuti, invece così è scarna. poi capisco che i nanana sono il tuo marchio di fabbrica, però sono anche 2 sillabe, insomma la merda è merda anche se profuma, e se è vero che mettermi le piume nel culo non farà di me un pavone ma resto pollo quale sono, i nanana sono sempre nanana e non possono sostituire versi e assoli. il testo sembra scritto dal leone dei kellog’s frosties,

e alla fine il risultato è una cover che non sa nè di carne nè di pesce, che sembra voler essere personale ma anche uguale all’originale….
oh vasco, vasco, perchè non rendi poi quel che prometti allor?
perchè di tanto inganni i figli tuoi?

ma spezzati mio cuore perchè devo tener a freno la lingua!

diciamo che perfino marco masini era riuscito a fare meglio con “e chissenefrega”, cover della fantastica “nothing else matters” dei metallica (che comunque la cover era una cagata lo stesso ma aveva un suo perchè). e parliamo di “the music is lethal”, di mick ronson, cover di “io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”… altro godurioso pezzo, ben riuscito. guardate, stamattina sono abbastanza sereno da poter arrivare a dire che perfino “la casa del sole” dei pooh (cover ripresa dai bisonti a loro volta ripresa da “the house of the rising sun” degli animals che a loro volta penso l’abbiano ripresa da nina simone, ma qui le mie fonti si perdono) non è malaccio, a parte facchinetti che urla come un vitello il resto si ascolta, carini i pezzi di chitarra.
ma “ad ogni costo” sembra passata sotto una coverizzatrice rotta.

ahimè, povero vasco!

ma…..

28 settembre 2009

ma il fatto che io abbia intitolato il mio blog con un nome diverso dal dominio… significa che sono un cialtrone o che sono un alternativo? o semplicemente che non sto ancora capendo una mazza di quello che mi compare sullo schermo? che poi ho pure male ad un dito indice e quindi uso il medio, e sbaglio tutte le lettere, tipo se non correggessi scriverei esattamnente cusi cje oiu npn si capiscue niebte. eh..forse è meglio se correggo va. penso che aggiungerò una bella immagine assieme al titolo, perchè sapete, io disegno. adesso torno a cercare di capire come funziona sta roba qua.

EDIT: eh….visto che bravo che sono, c’è anche un’immagine e so perfino fare a cambiare il colore della scritta.