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crouching tiger, hidden dragon, squalo sono me.

14 febbraio 2012

(attenzione. per capire questo post dovete aver letto le altre avventure sul tigrone tony, la tigre dei frosties: la prima e la seconda).

l’altra sera sono andato a mangiare una pizza nevosa, in un ristorante nevoso in una pianura campagnola, nevosa anch’essa.
era uno di quei sabati che la pizza ci sta proprio bene. ed era anche molto buona, ma veramente buona. l’unico problema, è che in tutta la sala c’eravamo noi e un’altra tavolata famigliare, di coppie giovani con figli e nonni al seguito. e poi è arrivato il pianobar. la donna del pianobarista, appena ci vede ci accalappia subito.

“ragazzi, se volete stare qua bisogna cantare. fate un pezzo di vasco rossi, magari dei modà?”
eh.
oh?
uh?
“prima possiamo mangiare, grazie?”
“sì ma dopo cantate.”
“neanche morti.”
“uhmpf.”

ma poi chi cazzo sono i modà? cos’è, un gruppo nato da uno che stava camminando per strada, è scivolato su una merda e poco prima di spaccarsi il cervelletto sul marciapiede ha esclamato “porca modà!” invece di “porca madò!”? bho.
in ogni caso, la musica era esagerata e ad un certo punto una giovane mamma sexy ha cantato “vivo per lei” assieme al pianobarista, inutile dire che entrambi erano intonati quanto lo scroto di un rinoceronte che sbatacchia in una palude. al momento di “sfiorarla con le dita” a lei sono uscite le tonsille e una credo sia volata nel forno a legna del pizzaiolo, che ha sbottato e al grido di “basta, non si può andare avanti così! io me ne vado, cazzo!!!” se n’è andato.
io, non potevo far altro che autolesionarmi macinando del pepe nero dentro la birra e stordirmi così, con dell’alcool piccante.
ho pensato alla musica. così, come dicevo, stamattina sono andato a trovare il mio amico Tony, la tigre dei frosties

quindi sono andato a trovarlo al suo appartamento, in una zona periferica della mia città.
“hey tony, cavolo ti sei sistemato per bene! guarda qua che bel tiragraffi che ti sei fatto!”
“eh già….” mi ha risposto lui, un pò svogliato. era seduto su uno sgabello, davanti al tavolo della cucina. con la sua zampona rimestava una ciotola di latte e frosties ormai troppo inzuppati, mentre la sua codona spazzava per terra. il suo fazzoletto era sporco e liso.
“vuoi?” mi fa, porgendomi la tazza.
“ehm… no grazie. ma che hai, tigre? sei triste? dai che stasera comincia sanremo, non sei contento…?”
“mah… insomma….”
“quanti testi hai scritto quest’anno?” faccio io. l’occhio mi corre sulle sue mensole, dove ci sono foto di tony accanto a moltissime star italiane.

“guarda! guarda qui e poi dimmi se non ho ragione ad essere depresso!!!” ruggisce, porgendomi un foglio.

il foglio è tutto strapazzato e ci sono evidenti segni di annusate e graffiate. è il testo di una canzone:

“Lo squalo sono me

Sono il padrone
l’ imperatore
dio degli abissi e delle liquidità
morto uno squalo se ne farà un altro
perchè c’ è già qualcuno che vuol mangiar me”

e continua più o meno uguale.
“cazzo tony, non leggevo una cagata simile dai tempi della cover di creep fatta da vasco. mi pare che ci dai dentro, eh?”
“magari, amico, magari….” fa lui, facendo due giri su sè stesso e accucciandosi sopra un tappeto. “non l’ho scritto io… ormai se li scrivono da soli.”
“ma… vorresti dire che questo l’hanno scritto i litfiba da soli? senza il tuo aiuto??”
“così pare, amico.”
si ferma un attimo, sbadiglia e con la zampa posteriore si gratta dietro un’orecchio.
“ormai non c’è più posto per il vecchio tony… pensa che nessuno mi ha contattato per sanremo, quest’anno…!”
“non dire così tony… vedrai che da qualche parte c’è ancora qualcuno che ha bisogno di te e dei tuoi testi insulsi e stupidotti!”
“una volta, forse. quando la gente era intelligente e riusciva a scrivere bei testi. allora sì, che per scrivere delle cagate aveva bisogno di una tigre. che poi lo sai che noi tigri non sappiamo manco leggere??”
“mi pareva.” faccio io.
“ma ora… ora la gente ha imparato ad essere stupida. a dire cose vuote, senza contenuto. non c’è più bisogno di qualcuno che lo faccia al posto loro.”

tony, amico mio. è dunque la fine? è dunque giunto il momento in cui l’umanità ha imparato ad essere stupida senza l’aiuto di nessuno?

dialoghi materni (part 2) e altre stronzate

13 febbraio 2012

cioè raga ho appena avuto questo dialogo con la mia mother troppo forte:

Madre: andare di corpo e andare a cagare sono 2 cose molto diverse!
io: la prima la fai per dovere, la seconda con piacere!

oltretutto, facendomi l’ennesimo thè della giornata, ho riflettuto sulla mia rituale metodicità. cioè, in verità ci sono arrivato dopo un flusso di coscienza abbastanza lungo e incoerente, per questo ve lo risparmio.

abitudine. è quello che ci tiene insieme per evitare che andiamo in pezzi dopo una giornata di ordinario tutto. anni fa, adoravo la salsa dello zio ben. ma solo in determinate condizioni. non è che me la mangiavo sempre, la mangiavo solo quando guardavo un film a casa di un mio amico. era la combo perfetta: film, amici, polentine/nachos, salsa piccante dello zio ben, dana brau da 66cl…pochi euro con mastercard, e pochi anche senza perchè io mastercard non ce l’ho. successivamente, dopo una fase di disintossicazione da salsa dello zio ben, sono passato agli snack in patatine. la situazione era ancora peggio. ogni settimana comperavo un multipacco di cipster da 6 minisacchetti e lo tenevo ai piedi del letto. ogni qualvolta mi fossi guardato un film, avrei pescato un minipacchetto dal gigapacchetto e me lo sarei mangiato. così parlò l’oracolo. cazzo, come aveva ragione l’oracolo! perchè io mangiavo le patatine, guardavo il film e lasciavo il pacchetto vuoto vicino a quello pieno ai piedi del letto. e mangiavo le patatine a letto…cioè che schifo, chissà quanti bricioli di cipster ho lasciato nelle lenzuola!! per fortuna che il mio letto, a quel tempo, era occupato solo da me.

adesso è occupato da vestiti, libri. i vestiti spesso sono sporchi.

dopo le cipster vennero i fonzies. ancora peggio. lasciavano delle miniparticelle sulle dita che dicevano “leccami, leccami!!!” peggio di selen ai tempi d’oro.
oh gente. nemmeno il mio cane mangia dove dorme. anzi, diciamo che è piuttosto possessivo riguardo alla sua cuccia.
pensate che siccome con la neve lui va a scorazzare in giardino diventando un gigante pupazzo di neve grazie alle proprietà prensili del suo pelo, nella cuccia ho pensato di mettergli cartoni e stracci in modo che assorbano la terribile umidità che emana. ci credete che i cartoni se li è tenuti, mentre dei 2 stracci uguali che gli ho messo, uno non gli piaceva e l’ha portato fuori?
potrei insegnargli a selezionare la biancheria per il bucato. di sicuro capisce subito cosa è da lavare e cosa no. però penso che la roba che puzza gli piaccia più di quella pulita.
schifocane.
dopo le patatine, siamo passati alle tisane e infusi. ho menzionato la birra in tutto questo? no? meglio, perchè la birra è ancora in voga e non accenna a interrompersi.
tisane e infusi, dicevo. che bevo anche d’estate. ah, d’estate poi ho la fissa del caffè freddo shekerato senza zucchero. vale quei pochi soldi in più e i 10 minuti consecutivi che passerò sul cesso.
sono tremendamente rompicazzo, e forse senza queste manie lo sarei di più. comunque io se andassi all’isola dei famosi farei morire di fame tutti i partecipanti che non fanno un cazzo o fanno solo casini. poi sfrutterei i momenti di diretta serale per insultare tutti quelli che guardano quel programma di merda, e tutti quelli che ci partecipano. nicola savino no, mi sta simpatico. ma è meglio se torna a fare radio.
cazzo domani comincia san remo, e io già tremo al pensiero dei soldi che l’italia si sputtanerà per una settimana di festival. chissà come se la passa il mio amico Tony, la tigre dei frosties.

quasi quasi domani vado a trovarlo e sento un pò come sta.

certe notti

4 aprile 2011

ecco, ora che sei finito qui ti confesso che ligabue mi fa cagare e che la sua canzone non c’entra un cazzo con quello che scrivo, quindi hai due alternative:

leggermi e magari imparare qualcosa (visto che ascolti ligabue si presume che tu abbia molto da imparare)
mandarmi a fare in culo (cosa che al tuo posto io farei, ma è un fatto di scelte).

stasera è stata una di quelle sere inaspettate e totalmente casuali, dove vai a mangiare per caso, con gente per caso, e non ti frega un cazzo di niente ma hai voglia di novità, e la novità consiste nel fatto che vai a mangiare in un posto che reputi di merda (ove però non sei mai stato, proprio perchè reputi di merda) e ti ritrovi a mangiare una pizza in compagnia di gente che conosci poco, con i quali parli di pompini, frequenze e abitudini masturbatorie, e la cameriera si unisce parlando di un tale con cui è stata che aveva il cazzo corto, troppo corto.
da un lato ti diverti, e dall’altro ti chiedi “come siamo giunti a questo”, ma la risposta amici miei is blowing (job) in the wind, ovvero la risposta, la verità che tu cerchi sta facendo bocchini da qualche parte, e di certo non ha tempo per venire a spiegare a te il senso delle cose.

bob dylan l’aveva capita tutta con questa canzone: la verità, le risposte che cerchiamo sono a fare le zoccole da qualche parte, indi per cui non hanno tempo per venire a spiegare a noi come si fa a stare al mondo.

ok, non era proprio così la canzone, ma di sicuro era stata censurata dai discografici, troppo abituati ai testi politically correct della tigre tony

che come ben sapete detiene parecchi diritti riguardo ai testi.

detto questo, ho perso un pò il filo del discorso, ma la colpa è di wordpress che per inserire un’immagine mi fa fare troppi passaggi (4, se ben ricordo) e io poi mi perdo.
che dicevo?
ah sì, ci ho pure rimediato 2 bomboloni, guadagnati dalla chiusura del bar, che tanto li buttavano via.

non parlerò del nucleare, non parlerò del giappone, non parlerò di berlusconi, e non parlerò della primavera.
a proposito, cerco una fanciulla di bella presenza (ma va, alla fine va bene pure un poco cessa) che voglia accompagnarmi ad un convegno/cena di lavoro dove devo presenziare e fare assolutamente bella figura per vendere la mia figura professionale.
se qualcuna è interessata la cena è offerta, non chiedo prestazioni sessuali e posso tenervi un bombolone di stasera.
oh, ve lo sta chiedendo uno che ieri sera alle 2 era a mangiare piadina e salame e birra in un bar di un noto borgo medievale vicino alla mia residenza, insomma, sono una persona di un certo livello.

ora, qualcuno sa come cazzo si fa a settare i pennelli di corel painter 9 per la tavoletta grafica della hanvon? no perchè mi scoccia cercare. quasi quasi vado a letto a leggere i fumetti, che sarebbe anche ora (di andare a letto, non di leggere i fumetti).

no dai, qualcosa di non stupido da dire ce l’ho.

……….
…………………

rosso di sera, bel tempo si spera.

che proverbio del cazzo.

sto diventando troppo volgare. e dire che sono un tipo non volgare. a tratti. a volte. cioè, quando posso dire parolacce e porcate ne dico a nastro, quando non posso non le dico. ho una carenza di mezze misure qua, un pò come quando guardi un film porno e c’è una tipa con le tette troppo piccole e quindi tu cambi filmato, ma nel filmato dopo la tipa ha le tette enormemente grosse e non va bene manco quello, perchè tu le volevi medie, insomma, in quel senso lì.

oppure sono un pò come quelle persone che non bevono mai, e quando bevono si sbronzano di brutto.
sarà perchè fumo un anno sì e uno no? a me sembra una cosa normale, ma ogni volta che lo dico la gente rimane stupita.
l’altro giorno mi hanno detto che sono un tipo trasandato perchè avevo la barba lunga. stavo per dire “cara mia, non hai capito un cazzo, se sono trasandato è perchè stamattina mi sono asciugato la faccia con la tovaglietta del bidè, non certo perchè ho la barba lunga!” ma mi sono astenuto, così ho rimandato la mia figura di merda alla prossima occasione, che sono sicuro non mancherà di arrivare.

se siete arrivati a leggere fino qui, probabilmente non avete un cazzo da fare oppure siete mia sorella, ma rimane il fatto che se siete arrivati fino qui state cominciando a chiedervi il senso di questo post, che, ahimè, ahinoi, ahivoi, è veramente nullo. lo so, però almeno apprezzate la sincerità, io lo dichiaro, invece pensate a quanta merda vi viene propinata ogni giorno senza dirvi che è merda. è come se vi mettessero sotto un piatto di cacca imbottita di profumo dicendovi che non è cacca, perchè profuma, ma come diceva un mio amico saggio…. la merda è merda anche se profuma, e questo non si può cambiare. siamo quello che siamo, possiamo crescere, maturare, migliorare, ma non cambiare. i canali si cambiano, i vestiti, gli oggetti, le macchine, i cellulari, ma gli esseri umani no, quelli no, e io che lo voglia o meno rimango sempre quello che si porta a casa i bomboloni dal bar, è una cosa che non posso cambiare, ma almeno non ho il cazzo corto come quel tipo con cui è stata la cameriera di cui sopra.
lo so, se siete delle inguaribili mignotte, o dei defecabili stronzi questo discorso vi mette tristezza, perchè vorreste essere altro, ma tenete presente che potete sempre migliorare.

nel senso che se siete mignotte…. potete diventare delle ottime mignottone. in fondo il mondo ha bisogno anche di voi, l’industria cinematografica fa soldi su ste cose, e pensate che se non c’erano le puttane il buon De Andrè non ci avrebbe regalato dei capolavori come “bocca di rosa” o “via del campo” e molti altri. insomma…. che volete di più, a quest’ora della notte? sono partito a parlare di ligabue e finisco con De Andrè, quindi mantengo una struttura circolare per non disorientare troppo i cerebrolesi che passano di qua, unisco il commerciale con il classico ricercato, ci butto dentro qualche metafora da bar popolare che analizza il senso della vita, svirgoleggio con battute stupide e di bassa lega per farvi sentire a casa, scrivo in flusso di coscienza come joyce, vi vengo pure a confermare che l’isola dei famosi è una merda, più di così proprio non so che fare.

sanremo.

19 febbraio 2011

bastardi.

non dovevate farlo. non lo sapevate, forse, ma non è una scusante.
perchè esattamente in questo momento chi vede la diretta di sanremo sa quello che è successo.
e se mi vedeste qui vedreste che sto collegando gli ultimi cavi per armare l’ordigno mortale che avevo progettato per evenienze come questa. era il mio piano b.

ora, maledetti, avete buttato fuori tricarico, e ora ve la siete cercata. sto collegando gli ultimi fili e nel week end verrò a far saltare per aria l’ariston, la giuria, belen e la canalis.

patty pravo no anche perchè se salta per aria poi basta ricomporre i pezzi e rivitalizzarli come con frankestein. solo che frankestein era più bello da vedere. e sembra anche più umano!

fra l’altro, cara patty, io capisco che vuoi cantare, ma cazzo a parte che sembri uno degli alieni blu di avatar (solo che sei rosa) ti sembra il caso di presentarti con un testo del genere:

Senti chi bussa alla porta (qualcuno che forse vuole che la smetti, cazzo!)
Sarà il solito scocciatore della domenica
Ma no, tu non ti muovere
Che stai benissimo su di me (oggesù, un accoppiamento interspecie! ma non è vietato dalla legge?)
Venti minuti d’amore (tariffa ridotta, quindi.)
E sentire alla televisione di questa economia
Mi vuoi, o vuoi un altro caffè (eh, dopo il sesso con patty pravo di caffè ce ne vorrebbero almeno 30, corretti e drogati per dimenticare)

Dicevi non si può e poi sei qui da me (eh certo, se non apri la porta…. si chiama sequestro di persona…)

poi sto anche ascoltando la canzone della tatangelo ma non riesco a trovarci un verso. qui secondo me torna il mitico paroliere che già ci ha regalato tante chicche in passato, e che è un assiduo frequentatore di questo blog, ovvero

tony, la tigre dei frosties. secondo me ha anche collaborato con gli zero assoluto, ma non ne sono sicuro. di sicuro ha scritto alcuni dei grandi successi della pausini.

le visite e le chiavi di ricerca: un mondo a parte!

20 ottobre 2009

mi piace tanto guardare attraverso quali strani meandri la gente finisce qua. e guardando guardando, ho visto che qualcuno è finito qua perchè ha digitato “perchè amo sempre l’uomo sbagliato”. eh, cara mia, premettendo che io sono l’uomo sbagliato al posto sbagliato al momento sbagliato, posso solo dirti che hai tanta ma tanta sfiga. e sicuramente sarai una ragazza tanto carina e tanto dolce che sta con degli stronzi. secondo me si riconduce ad una sorta di autolesionismo e bassa stima che ti fa pensare che ti meriti un uomo di merda, perchè ti senti un pò merda anche tu, e la merda in fondo è merda anche se profuma. e scommetto anche che hai un amico che è un ottima persona che metterebbe volentieri la sua ferrari nel tuo garage per la vita, e che si fracazza le balle ad ascoltare i tuoi problemi invece di andare a donne…. come diceva grignani?

“resto qua…. crocifisso nel cayenne
a parlare insieme a te, mentre fuori c’è la figa…….
resto qua, crocifisso nel cayenne….
lo sai che c’è? c’è che fuori sta piovendo….

piove figa!
e l’ombrello mio se te!
guarda che bell’amica…
parlo con te…
che dio ti stramaledica!!!”

insomma, cara donna che ti innamori sempre dell’uomo sbagliato, lo sai che c’è? c’è che sei stronza, ecco perchè ti becchi l’uomo sbagliato. è il carma.guarda che bell’amica, che sei, cazzo…. che dio stramaledica!

l’albero

12 ottobre 2009

albero

a voi non rilassa? a me sì…..

per farlo sono andato al parco, ho girato cercando un albero giusto, e questo mi sembrava giusto (per chi fosse interessato, è un albero del parco bucci a faenza, verso il fondo del parco, dove c’è via marozza, verso i campi da tennis se ben ricordo). poi l’ho studiato un pò, mi ci sono seduto sotto e ho cominciato a disegnarlo, e disegnare un albero non è mica facile. perchè per farlo bene è un pò come costruirlo, quindi vuol dire che devi visualizzare e concepire ogni singolo ramo. se poi ne poti uno per rendere meno complesso il disegno, devi sapere quale potare per non squilibrare la composizione. e poi ci sono le foglie, che quelle ti ci perdi sempre perchè sono tante, non stanno mai ferme, e fai fatica a capirle. però con pazienza ci si arriva. oppure potresti fare una cosa sommaria, pensare che le foglie sono delle masse uniche di verde, ma poi viene male. perchè il punto è proprio questo, che mentre fai l’albero devi capire che i rami e i tronchi sono tondi e si intrecciano tra di loro, quindi pensi in 3 dimensioni, e intanto l’albero ti guarda e ti dice “uè, fammi bene se no mi spezzo un ramo grosso e te lo calo sulle tempie!” “vai tranquillo albero, vedi che ti faccio un bel lavoro”. poi sono tornato a casa, ho ricalcato lo schizzo e l’ho colorato con gli acquerelli, cercando di dare ragione di esistere a ogni venatura e ogni singola foglia. oh, a me rilassa tanto fare queste cose, se poi vengono bene ancora meglio. se è vero che l’albero si chiede “a che cosa servono, i miei rami stupidi?” è vero che la risposta è che servono a far rilassare me.

best cover in the world

8 ottobre 2009

per correttezza posto anche un pezzo di storia della musica e dell’animazione, dove viene ripresa la mitica “Mandy” di barry manilow:

questo il testo originale:

Oh Mindy, you came and you gave without flaking, but I sent you BenGay, oh Andy, you kissed me and stopped me from something….

(da notare che BenGay pare essere una crema per i dolori muscolari e i reumatismi….)
e questa la versione italiana:

oh mandy, mi spruzzi e m’impuzzi d’amore, sei la mia dolce euchessina, o mandy…..

(l’euchessina sapete tutti cos’è immagino, e se non lo sapete meglio per voi, significa che non ne avete bisogno)

coverizza tua nonna!

8 ottobre 2009

il grande vasco ci ha regalato una nuova perla. cioè….. perla….. insomma eh… una cover, così, tanto per fare, avrà anche lui il diritto di divertirsi ogni tanto, sa com’è signora, son ragazzi suvvia, non è che si piò pretendere, li lasci……. eh…nanana….ciò…..

MA VAFFANCULO!!!!!!!

perla un paio di palle, ma andiamo per ordine. ascoltatevi quei 3.51 minuti di orrore (ebbene sì, come quello descritto da conrad in cuore di tenebra) qui sopra, e poi sappiatemi dire. uè, a me vasco piace, io l’ho pure visto dal vivo e mi sono ingasato un sacco, ho amato alcuni dei suoi testi, li canto da sbronzo e anche da sobrio, e nonostante pensi che le sue ultime produzioni siano quelle di un vecchio che a fatica capisce da che parte sta il microfono

“vasco dobbiamo registrare dai!”
“eh?”
“canta!”
“ehhhhh!”
“più a destra vasco….ancora un pò…”
“eeeeehhhh! nanananananaaaaa!”
“ehm…. quella è la sinistra…. ok dai ora ci sei” (un tecnico gli mette il mic davanti)
“EHHHHHHHH!”

tutto sommato lo guardo con rispetto, perchè vasco è un grande, vivere insieme a lui hai ragione te non è facile, perchè gli hanno rubato il tempo e l’amore, poi lui ha comprato la macchina ma lei è andata a casa con il negro la troia, e cmq con la macchina si perde perchè non arrivano gli angeli a insegnarli la strada buona. insomma, è vasco, e anche se ormai canta un pò delle vaccate che non reggono il confronto con alcuni masterpieces del passato, è sempre vasco, e ci si guarda sempre con rispetto, e da live ancora spacca. però, caro vasco, la cover di creep potevi evitarla. musicalmente è banale, a sto punto potevi sfruttare quei fior di chitarristi che hai e fargli cacciare un assolo di 2 minuti, invece così è scarna. poi capisco che i nanana sono il tuo marchio di fabbrica, però sono anche 2 sillabe, insomma la merda è merda anche se profuma, e se è vero che mettermi le piume nel culo non farà di me un pavone ma resto pollo quale sono, i nanana sono sempre nanana e non possono sostituire versi e assoli. il testo sembra scritto dal leone dei kellog’s frosties,

e alla fine il risultato è una cover che non sa nè di carne nè di pesce, che sembra voler essere personale ma anche uguale all’originale….
oh vasco, vasco, perchè non rendi poi quel che prometti allor?
perchè di tanto inganni i figli tuoi?

ma spezzati mio cuore perchè devo tener a freno la lingua!

diciamo che perfino marco masini era riuscito a fare meglio con “e chissenefrega”, cover della fantastica “nothing else matters” dei metallica (che comunque la cover era una cagata lo stesso ma aveva un suo perchè). e parliamo di “the music is lethal”, di mick ronson, cover di “io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”… altro godurioso pezzo, ben riuscito. guardate, stamattina sono abbastanza sereno da poter arrivare a dire che perfino “la casa del sole” dei pooh (cover ripresa dai bisonti a loro volta ripresa da “the house of the rising sun” degli animals che a loro volta penso l’abbiano ripresa da nina simone, ma qui le mie fonti si perdono) non è malaccio, a parte facchinetti che urla come un vitello il resto si ascolta, carini i pezzi di chitarra.
ma “ad ogni costo” sembra passata sotto una coverizzatrice rotta.

ahimè, povero vasco!