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bignami sbagliati (parte I)

12 febbraio 2012

quanti di voi hanno desiderato leggersi tutta la saga di harry potter per poter dire che fa cagare ma non avete il coraggio per farlo?

quante volte avete pensato di leggervi i romanzi di twilight solo per arrivare al punto in cui lui finalmente la scopa e la gonfia di botte?

quante volte avreste voluto possedere il cofanetto di lost per portarvi a casa la fanciulla nerd, non bellissima ma che una botta gliela dareste volentieri?

quante volte avere ricominciato la bibbia per vedere come andava a finire e non siete mai arrivati in fondo?

io tante volte. non so voi ma io tante.

detto questo, ho pensato che dei bignami sarebbero stati più utili. quindi, cari nessuni che mi leggete (ma no dai, lo so che qualcuno di voi mi legge sullo smartfone la mattina mentre fa la cacca), ecco i bignami sbagliati dell’uomo sbagliato, cosicchè anche voi possiate finalmente dire “l’ho letto, è una merda!”

LA SAGA DI HARRY POTTER di J. K. Rowling.
harry potter è un bambino sfigato che un giorno scopre di essere un mago, ma nonostante ciò rimane scemo, talmente scemo che in 7 anni di scuola combina un casino di macelli e fa ammazzare persino il preside. nonostante questo, riesce sempre a cavarsela e alla fine diventa un eroe. caso editoriale del secolo, è il libro che ha cresciuto una intera generazione di fabrizi corona.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI di J.R.R.Tolkien
un nano peloso e il suo giardiniere omosessuale partono per un viaggio lunghissimo, con lo scopo di gettare un terribile anello del potere dentro un vulcano e sconfiggere il male. nonostante l’autore cerchi in tutti i modi di far addormentare il lettore con descrizioni e poemi inutili, chi è riuscito a finirlo giura che alla fine ci riescono.

TWILIGHT di non so chi cazzo l’ha scritto… ah no aspetta, Stephenie Meyer.
il vampiro edward, dopo essere morto nel quarto film di harry potter mentre si fingeva uno studente in erasmus, decide di andare a scuola con la sua famiglia di vampiri (molti di questi visibilmente confusi dal punto di vista sessuale), e di integrarsi pacificamente nel mondo umano, per poter giocare liberamente al loro sport preferito, ovvero il baseball coi temporali. purtroppo un giorno una ninfomane di nome bella si innamora di lui, ma è un amore pieno di problemi; bella infatti vuole farsi trapanare selvaggiamente, mentre lui la rifiuta. finalmente, dopo 4 libri lei riesce a farsi insaccare rmanendo pure in cinta, con sommo disappunto di lui, che la riempie di botte e se ne va.

IL DOTTOR HOUSE
un vecchio zoppo, tossicomane e puttaniere riesce nonostante questo a lavorare in un ospedale e a guadagnare un pacco di soldi. nonostante salvi le vite per puro culo e fotta un casino di soldi ai contribuenti facendo fare esami costosissimi, il suo capo donna non solo non lo licenzia, ma se lo tromba pure.

PRISON BREAK
un ingegnere edile si fa arrestare per poi evadere, poi evade per farsi riarrestare, e nella quarta stagione è un pò evaso e un pò arrestato, il tutto accompagnato dal suo fratello scemo e da una manica di sfigati raccattati per strada.
alla fine muore perchè ha un tumore al cervello.

LOST
i superstiti di un disastro aereo si ritrovano su un’isola deserta a ricordare quant’era bella la vita prima di precipitare. quando però scoprono di essere i concorrenti della nuova edizione de “l’isola dei famosi” con vladimir luxuria, impazziscono e cominciano a farsi a pezzi l’un l’altro.

LIE TO ME
il cameriere di four rooms riesce a capire se menti anche da come ti scaccoli mentre parli. questo gli permetterà di risolvere parecchi casi di omicidio. e anche di farsi odiare da tutti.

LA BIBBIA autori vari
adamo ed eva fanno incazzare dio, e da lì in poi seguono solo sfighe indicibili, pianto, e stridore di denti.

MILLENNIUM, la trilogia di Stieg Larsson
ci sono degli uomini che odiano delle donne e cercano di ammazzarle. il protagonista invece le scopa diplomaticamente. per questo alla fine vince e gli altri uomini si fottono. negli ultimi 2 libri la storia è incentrata sul personaggio femminile(?) di lisbeth salander, che tramite un macbook diventa ricca e riesce anche a sgominare una banda di assassini criminali capeggiata da suo padre. poi dicono che i mac della apple non sono poi sta gran cosa. tze.

THE WALKING DEAD
un poliziotto si risveglia dal coma e scopre che il mondo è pieno di zombie, e sua moglie lo cornifica con il suo migliore amico. segue una perenne catena di eventi ripetitivi dove loro litigano tra di loro e qualcuno viene sbranato. nonostante ciò, il fumetto conta ben 93 numeri e la serie tv 3 stagioni.

more to come….!

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certe notti

4 aprile 2011

ecco, ora che sei finito qui ti confesso che ligabue mi fa cagare e che la sua canzone non c’entra un cazzo con quello che scrivo, quindi hai due alternative:

leggermi e magari imparare qualcosa (visto che ascolti ligabue si presume che tu abbia molto da imparare)
mandarmi a fare in culo (cosa che al tuo posto io farei, ma è un fatto di scelte).

stasera è stata una di quelle sere inaspettate e totalmente casuali, dove vai a mangiare per caso, con gente per caso, e non ti frega un cazzo di niente ma hai voglia di novità, e la novità consiste nel fatto che vai a mangiare in un posto che reputi di merda (ove però non sei mai stato, proprio perchè reputi di merda) e ti ritrovi a mangiare una pizza in compagnia di gente che conosci poco, con i quali parli di pompini, frequenze e abitudini masturbatorie, e la cameriera si unisce parlando di un tale con cui è stata che aveva il cazzo corto, troppo corto.
da un lato ti diverti, e dall’altro ti chiedi “come siamo giunti a questo”, ma la risposta amici miei is blowing (job) in the wind, ovvero la risposta, la verità che tu cerchi sta facendo bocchini da qualche parte, e di certo non ha tempo per venire a spiegare a te il senso delle cose.

bob dylan l’aveva capita tutta con questa canzone: la verità, le risposte che cerchiamo sono a fare le zoccole da qualche parte, indi per cui non hanno tempo per venire a spiegare a noi come si fa a stare al mondo.

ok, non era proprio così la canzone, ma di sicuro era stata censurata dai discografici, troppo abituati ai testi politically correct della tigre tony

che come ben sapete detiene parecchi diritti riguardo ai testi.

detto questo, ho perso un pò il filo del discorso, ma la colpa è di wordpress che per inserire un’immagine mi fa fare troppi passaggi (4, se ben ricordo) e io poi mi perdo.
che dicevo?
ah sì, ci ho pure rimediato 2 bomboloni, guadagnati dalla chiusura del bar, che tanto li buttavano via.

non parlerò del nucleare, non parlerò del giappone, non parlerò di berlusconi, e non parlerò della primavera.
a proposito, cerco una fanciulla di bella presenza (ma va, alla fine va bene pure un poco cessa) che voglia accompagnarmi ad un convegno/cena di lavoro dove devo presenziare e fare assolutamente bella figura per vendere la mia figura professionale.
se qualcuna è interessata la cena è offerta, non chiedo prestazioni sessuali e posso tenervi un bombolone di stasera.
oh, ve lo sta chiedendo uno che ieri sera alle 2 era a mangiare piadina e salame e birra in un bar di un noto borgo medievale vicino alla mia residenza, insomma, sono una persona di un certo livello.

ora, qualcuno sa come cazzo si fa a settare i pennelli di corel painter 9 per la tavoletta grafica della hanvon? no perchè mi scoccia cercare. quasi quasi vado a letto a leggere i fumetti, che sarebbe anche ora (di andare a letto, non di leggere i fumetti).

no dai, qualcosa di non stupido da dire ce l’ho.

……….
…………………

rosso di sera, bel tempo si spera.

che proverbio del cazzo.

sto diventando troppo volgare. e dire che sono un tipo non volgare. a tratti. a volte. cioè, quando posso dire parolacce e porcate ne dico a nastro, quando non posso non le dico. ho una carenza di mezze misure qua, un pò come quando guardi un film porno e c’è una tipa con le tette troppo piccole e quindi tu cambi filmato, ma nel filmato dopo la tipa ha le tette enormemente grosse e non va bene manco quello, perchè tu le volevi medie, insomma, in quel senso lì.

oppure sono un pò come quelle persone che non bevono mai, e quando bevono si sbronzano di brutto.
sarà perchè fumo un anno sì e uno no? a me sembra una cosa normale, ma ogni volta che lo dico la gente rimane stupita.
l’altro giorno mi hanno detto che sono un tipo trasandato perchè avevo la barba lunga. stavo per dire “cara mia, non hai capito un cazzo, se sono trasandato è perchè stamattina mi sono asciugato la faccia con la tovaglietta del bidè, non certo perchè ho la barba lunga!” ma mi sono astenuto, così ho rimandato la mia figura di merda alla prossima occasione, che sono sicuro non mancherà di arrivare.

se siete arrivati a leggere fino qui, probabilmente non avete un cazzo da fare oppure siete mia sorella, ma rimane il fatto che se siete arrivati fino qui state cominciando a chiedervi il senso di questo post, che, ahimè, ahinoi, ahivoi, è veramente nullo. lo so, però almeno apprezzate la sincerità, io lo dichiaro, invece pensate a quanta merda vi viene propinata ogni giorno senza dirvi che è merda. è come se vi mettessero sotto un piatto di cacca imbottita di profumo dicendovi che non è cacca, perchè profuma, ma come diceva un mio amico saggio…. la merda è merda anche se profuma, e questo non si può cambiare. siamo quello che siamo, possiamo crescere, maturare, migliorare, ma non cambiare. i canali si cambiano, i vestiti, gli oggetti, le macchine, i cellulari, ma gli esseri umani no, quelli no, e io che lo voglia o meno rimango sempre quello che si porta a casa i bomboloni dal bar, è una cosa che non posso cambiare, ma almeno non ho il cazzo corto come quel tipo con cui è stata la cameriera di cui sopra.
lo so, se siete delle inguaribili mignotte, o dei defecabili stronzi questo discorso vi mette tristezza, perchè vorreste essere altro, ma tenete presente che potete sempre migliorare.

nel senso che se siete mignotte…. potete diventare delle ottime mignottone. in fondo il mondo ha bisogno anche di voi, l’industria cinematografica fa soldi su ste cose, e pensate che se non c’erano le puttane il buon De Andrè non ci avrebbe regalato dei capolavori come “bocca di rosa” o “via del campo” e molti altri. insomma…. che volete di più, a quest’ora della notte? sono partito a parlare di ligabue e finisco con De Andrè, quindi mantengo una struttura circolare per non disorientare troppo i cerebrolesi che passano di qua, unisco il commerciale con il classico ricercato, ci butto dentro qualche metafora da bar popolare che analizza il senso della vita, svirgoleggio con battute stupide e di bassa lega per farvi sentire a casa, scrivo in flusso di coscienza come joyce, vi vengo pure a confermare che l’isola dei famosi è una merda, più di così proprio non so che fare.

a che pensi…..?

8 marzo 2011

ho circa 5, forse 6 anni.
sono in cucina nell’appartamento dove ho passato l’infanzia. la tovaglia è azzurra, con dei fiorellini arancioni disegnati sopra. hanno un contorno nero o bianco, non ricordo bene, ma forse bianco. è una tovaglia sottile, i colori sono un poco sbiaditi e c’è qualche macchia di sporco che non è mai andata via, e mai se ne andrà. nel centro del tavolo c’è una scatola di biscotti, è rotonda e di metallo. sopra ci sono delle foto di qualche paese europeo, ma non importa perchè a quell’età non sapevo cos’era l’europa, vedevo solo queste immagini con queste case a punta, e queste statue dorate. leggevo le parole e gli ingredienti, e non capivo un cazzo perchè era inglese e l’inglese non lo sapevo. era frustrante leggere ogni mattina quelle parole e non capirle, e non potevo nemmeno pensare che fosse un’altra lingua perchè non sapevo che c’era l’inglese, quindi pensavo fossero parole in italiano molto difficili e che io non fossi ancora abbastanza bravo a leggerle, e la cosa mi faceva incazzare perchè pensavo sempre di essere bravo a leggere.

sono seduto a capotavola, alle spalle ho la finestra, a destra i fornelli e i pensili, a sinistra il muro con le piastrelle chiare, dritto davanti a me (oltre il tavolo a tiro di formica bianca) c’è la porta che da sul salotto. intravedo la colonna nel mezzo della sala, il divano, la televisione. c’è solo mia madre, sto facendo colazione, forse sto per andare all’asilo o a scuola. mi sa all’asilo, perchè mia sorella non c’è, quindi lei è già andata a scuola. di conseguenza se io sono ancora qui vuol dire che sto per andare all’asilo, visto che comincia dopo. dietro la mia sedia ci sono degli adesivi attaccati, sono adesivi piccoli, di 3 personaggi di asterix. li ho trovati in un ovetto kinder.
non mi sento troppo bene, mi sa che sto uscendo dall’influenza, infatti mia madre mi sta versando lo sciroppo per la tosse in un misurino. lo sciroppo ha quell’odore che non dimenticherò mai, dolciastro, un tipo di odore che in futuro associerò sempre al vomito. questo perchè dopo avermi versato la dose, me la fa bere.

e io, con disgusto, lo rigetto sulla tovaglia, senza nemmeno mandarlo giù. mia madre sospira, io ho gli occhi lucidi per i conati di vomito, e la guardo come dire “cosa ti aspettavi?”.

ecco, è incredibile come più di 20 anni dopo, prendendo lo sciroppo per la tosse, il suo odore mi riporti alla mente certe cose che nemmeno sapevo di poter ricordare.

però porca puttana, in 20 anni almeno lo sciroppo potevano renderlo più gustoso, cazzo!

caro diario.

7 marzo 2011

caro diario,

so che è un pò che non ti scrivo. ma cerca di capire, ero impegnato. ora ho un momento libero e ho pensato di scriverti. in verità, caro diarietto mio bello, mi sento un pò solo, non riesco a trovare amici o compagnia.
e non dire che è colpa mia, perchè ho smesso di aspettare di fianco alle cabine telefoniche per strofinare il mio dondolino sul vetro appena una ragazza ci entrava dentro. ecco, quello non lo faccio più.

poi valla a trovare una cabina adesso, quando tutti usano il cellulare.

insomma, caro diario, che devo fare? ieri ho avvicinato una ragazza per strada, vicino alla stazione, tentando di approcciarmi con lei. visto che siamo nell’era della tecnologia, ho pensato di farmi dare msn skype facebook e cell sms e sono corso a casa per chiamarla messaggiarla ecc. ecc.

pensa la mia delusione quando dopo averla chiamata ho appreso che era ancora nei pressi della stazione a bere un caffè in un bar da sola…

“allora non ti interesso” le ho detto.
mi ha risposto “torna qua, magari ci beviamo un caffè”.
“non posso, sono giù ignudo, con la webcam accesa……dovrei rivestirmi!”
“eh?”
-click-

caro diario, certe volte mi sento proprio nel mondo sbagliato. è proprio vero, è esattamente come diceva un mio caro amico:

“il mondo è diviso in 2 categorie. quelli che pisciano con la porta aperta, e quelli che lo fanno con la porta chiusa”
“io a quale appartengo, amico mio?”
“a nessuna delle 2, visto che stai cagando dentro una cabina telefonica.”

insomma caro diario, mi sento sempre più a disagio ormai. non riesco più nemmeno a dormire la notte. ho l’insonnia, così guardo la tv. ci sono i canali un pò pornografici dove delle donne nude dicono di chiamarle a quei numeri di telefono che costano un casino. le scritte recitano “chiama e godi subito” oppure “vieni in 30 secondi”.
chissà perchè uno dovrebbe chiamare e pagare per farsi venire l’eiaculazione precoce. io riesco a farla anche da solo se mi impegno.
oppure sto al computer, e una volta mi è arrivata una mail di pubblicità con scritto “come scopare senza venire mai”. e io ci ho risposto “allora che scopo a fare?”.
caro diario, io ci capisco sempre meno qua. mi sento proprio un pò sbagliato.

ora ti lascio, vado a fare una passeggiata che fuori c’è il sole, e ho scoperto che vicino alla scuola media c’è ancora una cabina telefonica lasciata lì, per ricordo.

105 all’una

18 febbraio 2011

ho avuto un senso di dejavù dato dal fatto che mercoledì notte mi stavo ascoltando la replica di 105 friends e poi di 105 all’una intanto che disegnavo e la mattina dopo alle 10 ho ascoltato la diretta di 105 friends. mi sentivo un pò come se fossi stato sempre lì ad ascoltare 105 friends.

ora il mio piano di lavoro prevede di riuscire a ricavare un lunedì sera libero e se ci scappa anche un sabato/domenica sera. oppure potrei ammalarmi per poter stare a casa dal mio lavoro pomeridiano al doposcuola, ma sto cazzo che mi ammalo, mi sono beccato solo un gran raffreddore e la tosse.

ah, poi mi è successa una cosa divertente:

ieri sera, mentre ero al telefono da 2 ore con una mamma disperata (con l’auricolare eh) stavo parcheggiando davanti ad uno studio grafico perchè dovevo farmi dare un lavoro per stamattina, allora dicevo, parcheggio, faccio manovra in retro per mettermi dritto, pioveva, e due imbecilli e una bicicletta (cioè che i 2 imbecilli stanno su una bicicletta) vestiti di nero con l’ombrello messo in modo da non vedere un cazzo mi si piantano nel retro. e io che mi sono pure preoccupato se erano sinistrati, che poi magari sono già mancini, o destri, ma chissenefotte!!!

punto primo: avevo ragione io, visto che io non potevo assolutamente vederli, ma erano loro a dover vedere me (oh guarda, una macchina, spetta che la schivo..!)

punto secondo: mi è partito il tergicristallo del lunotto, ma questo me ne sono accorto solo dopo quando sono venuto via. se no gli foravo la bici. occhio per occhio, dente per dente.

c’ho il solito culo.

il mostro dell’orient express.

11 gennaio 2011

siccome ormai andare a letto presto è andato a puttane (potessi andarci io, diceva baglioni, ora lo dico anche io) vi scrivo qualcosa.

tornavo a casa in treno, che ero andavo a trovare parenti a verona. sì perchè io ho tanti parenti a verona, non l’avevo detto, ora lo sapete e suppongo anche che non ve ne freghi una mazza quindi non divaghiamo.

tornavo in treno, dicevo, e a me in treno piace leggere, ascoltare musica, disegnare, e anche guardare la gente che c’è perchè sono curioso. arriva questa ragazza carina, molto carina, con una valigia rosa, ma si sa che la valigia non fa la fanciulla, semmai è la fanciulla che fa la valigia quando la prepara, allora mi guarda e mi fa “posso sedermi lì?” (cioè nei sedili davanti al mio) “certo” dico io, “DEVI sederti lì” penso io. io leggo sherlock holmes, lei legge plauto, poi non leggiamo più niente e mi dico “bhè 2 chiacchere non hanno mai ucciso nessuno” e le chiedo dove scende, a quindi studi a bologna, no cambio e vado a firenze, sono di ostglia ma ci siamo trasferiti a firenze, ah firenze che bella, costa studi a firenze, faccio il liceo scientifico, terzo anno

piacere, sono il nuovo mostro delle ferrovie, adesco bambine che mi danno del lei e la cosa che mi arrapa sta proprio nel fatto che penso siano universitarie ma in realtà sono appunto bambine. scusa ma non è che per caso sei stata bocciata almeno sei volte e magari a 18 anni ci arrivi? no eh?

dopo è arrivato il dilemma, che dimosta ancora una volta quanto io sia abile a finire nel posto sbagliato al momento sbagliato nella situazione sbagliata e nell’epoca sbagliata, porco cazzo sbagliato. perchè tacere appena ho scoperto la sua età mi sembrava sgarbato, della serie “ci provo ma sei piccola quindi non mi frega un cazzo di te e di quello che hai da dire” ma d’altro canto anche dialogarci mi faceva sentire un maniaco adescatore.
giuro, ho cercato di aprire il finestrino per buttarmi giù dal treno con una scusa ma in inverno vengono chiusi a chiave, maledette ferrovie dello stato, tempi duri per gli uomini sbagliati….
grazie a dio siamo arrivati a bologna, e dopo è scesa di corsa perchè aveva la coincidenza a breve.

giuro, signor giudice, che non le chiesi nemmeno come si chiamava.

ma dove cazzo devi andare….!

5 novembre 2009

ma dove cazzo devi andare, dico io, tu che col suv arrivi agli incroci e quando è rosso mica ti fermi, no, procedi ai 2 all’ora finchè non sei 1 metro oltre la linea dello stop con tutta la macchina, praticamente sotto al semaforo, quasi oltre che poi viene il verde e te povero pirla ti becchi le suonate del nonno con la scassomobile perchè non vedi che è verde, visto che col cofano sei nel mezzo dell’incrocio. ah già, io lo so, devi andare al mercato e a fare la spesa, così ti passi quelle belle viuzze del centro con una macchina di proporzioni bibliche, che devi telefonare per forza mentre la guidi perchè non sai come fare e allora chiami la concessionaria che ti spiega perchè ti bruci un pieno con 2 km di strada. cazzo, io proprio non vi capisco voi suvvari. preferite scarenarvi gli sportelli cercando di parcheggiare in “vicolo stretto” (che se si chiama così un motivo c’è, mica davano i nomi a culo, una volta), mentre la nonna passa con la scassocicletta e un paio di sporte nel cestino, e via, contenta che deve andare al cimitero, al forno, a tirare la sfoglia, a legare l’arrosto, innaffiare i fiori fare il bucato e preparare la torta, e in fretta che sono già le 10 della mattina e ha fatto solo la metà delle cose. te lo dico io dove cazzo devi andare…..

AFFANCULO, ecco dove devi andare. stai tranquillo che la strada la sanno tutti, se chiedi indicazioni ti ci mandano volentieri.

distretto 9

28 settembre 2009

oh, allora a me piace guardare i film, e mi piace poi parlarne, che di solito i miei amici gli rompo sempre le palle con le mie storie sui film. stasera ho visto district 9, un film di fantascienza pieno di alieni profughi. eh sì, profughi perchè arrivano sulla terra con la nave madre, e quando gli esseri umani entrano dentro scoprono che ci sono tutti questi alieni denutriti e spaventati, e quindi costruiscono una baraccopoli che si chiama district9, dove ci stanno tutti sti alieni che ravanano nella spazzatura, e gli esseri umani che li tengono lì e sostanzialmente li trattano male. ora sicuramente se vi interessa come continua la storia o ve lo andate a vedere, o vi trovate una sinossi completa su google piena di spoiler così potete andare davanti al cinema e dire che il protagonista muore, si scopa un alieno ed è il babbo di lukeskywalker. se invece la storia non vi interessa perchè vi piace il brivido della sorpresa “ma l’alieno se lo scoperà? ma morirà poi? ma il babbo di lukeskywalker sarà lui?” allora vi dico che il film merita parecchio, perchè non è la solita tarrata action (che cmq apprezzo) di hollywood con il presidente degli stati uniti che guida un jet assieme ad un rapper nero (che poi adesso avremmo il presidente e il nero in un unica persona) ma è un film che fonde bene una trama interessante e le budella spalmate sui vetri, e poi in molte scene ha uno stampo documentaristico, dove vediamo gli eventi ripresi da telecamere del tg, camere di sicurezza, insomma un pò come era cloverfield a suo tempo. fondamentalmente questo tipo di narrazione può piacere o no… a mio parere si alterna bene con le scene più cinematografiche e aiuta anche a scandire il ritmo del film che risulta veloce. insomma, andatevelo a vedere su, voi nessuni che leggete questo blog di cui nessuno è a conoscenza, eh!