Posts Tagged ‘shopping’

overmarket.

13 dicembre 2011

giravo al conad qualche giorno fa, proteso nella risoluzione di un problema che per troppo tempo abbiamo taciuto, anche se è comune poi a tutti. un pò come la cacca, le seghe, e la crisi.
ma stavolta si parla di puzza d’ascelle.
perchè io, all’alba dei 27, riesco a sudare sotto le ascelle anche d’inverno, con meno 10 al sole. a volte sudo di più dalla destra, a volte dalla sinistra, a volte da entrambe. se la giornata è intensa lo si capisce dal grado di acidità delle mie concavità sottospalla.
ma non c’è niente che un buon deodorante possa risolvere. e dopo anni di ricerche, ho deciso di optare per l’axe, che quando ero pubico (cioè in pubertà) mi bruciava le ascelle peggio che una passata di napalm.
ma quale prendere? africa, o brezza marina?

bhè, non so voi, ma io di avere l’odore di un negro non ci tengo proprio (con tutto il rispetto, eh, mica stiamo razziando qua, cioè che non stiamo essendo razzisti), quindi aroma africa proprio no. meglio marina, magari odorerò di capitone ma sempre meglio che niente.

com’è difficile conquistarsi un angolo di paradiso al giorno d’oggi. quasi quanto comprare un buon deodorante. però, da quando ce l’ho, odoro meglio. vorrei andare in giro per strada e fermare tutta la gente a dire “odora, senti mo qua che bella marinata che c’è!” ma qualcosa mi dice che è meglio non farlo.
oggi finalmente ha piovuto, che qua sarà stato 2 mesi che non faceva mezza goccia.

forse coi soldi il paradiso si può comprare. ma tanto di soldi non ne ho mica.

bhè, facce di merda, anche se si avvicina il natale, non aspettatevi un regalo. e non rompetemi il cazzo perchè è un post noioso, perchè è talmente corto che non si fa nemmeno in tempo ad annoiarsi!

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bushido in banca.

3 febbraio 2011

sto facendo un lavoro di illustrazioni per una banca della mia città, e devo disegnare delle cose relative alla banca, ma ci ho una riserva, una specie di disappunto interiore perchè io ci vorrei mettere dei samurai in banca e invece non ce li posso mettere.
quanto sarei contento di cacciare samurai in ogni pagina, in fila alla cassa, allo sportello del bancomat, oppure perchè no, anche in qualche ufficio ad aprirsi un conto perchè la mia banca è differente, e anche un samurai si può fare un conto.

poi magari uno in fila fa casino o gli passa davanti e zac! gli mozza via la testa o un arto a sua scelta, a seconda del tasso di interesse.
io in una banca che nella pubblicità ha dei samurai ci andrei pure a ipotecare la mia casa, cazzo.

aspirapolvere folletto vs aspirapolvere kirby

17 gennaio 2011

mentre l’omo del folletto è 2 rampe di scale più sotto a dimostrare a mia mamma quanto siano evoluti i folletti, io sto disegnando qua più sopra e ho pensato di farvi vedere la mia scrivania:

nu poco burdell

cristo, le alternative sono 2: o la faccio brillare o metto in ordine, ormai ci metto 10 minuti a trovare una matita, non vi dico se me ne serve una particolare e non una a caso.

sto notando una piacevole differenza tra il venditore folletto e il venditore kirby.
il primo è un signore simpatico, logorroico ma casalingo, anche un pò anzianotto, insomma un perfetto zio o nonno. ci parla di sua moglie, di casa sua, e di tutte quelle piccole cose che lo fanno apparire umano. si offre di riprendersi indietro pezzi che non usiamo e che magari possono servire a qualcun’altro, è disposto a fare mille mila favori per questo folletto.

quelli della kirby invece cominciano chiamandoti 10 volte dietro fila per venire a casa tua, e già quando accetti (così non ti scassano più) li odi e pensi “appena arriva libero i cani”.
poi suonano, sono giovani e fighi e belli e cominciano a pulire, e tu pensi “ma quand’è che la tipa da l’aspirapolvere nuda? bon, aspettiamo ancora un pò dai”.
poi ti fanno vedere che il loro coso ha mille brevetti, c’entra con la nasa, ha il brevetto sanitario perchè aspira tutto, anche le malattie e se ne hai una lui te l’aspira via e guarisci, e ti fanno capire che tu non lo sapevi ma vivi nella sporcizia e rischi la vita ogni giorno che ti siedi sul tuo divano. poi partono con la tecnica che anni e anni di studi di comunicazione commerciale hanno sviluppato, ovvero:

IL ROMPIMENTO DI MARONI ESTREMO

qualsiasi domanda gli fai ti rispondono con un’altra domanda:

d: quanto costa?
r: la sicurezza dei vostri figli ha un prezzo?

d: e se si rompe?
r: perchè dovrebbe? è indistruttibile.

d: ma lei non ha fatto niente!
r: (con fare filosofico) ah no? non l’ho fatto? non l’ho fatto?

d: il mio vicino l’ha comprato, dice che è una schifezza e che siete dei ladri. lei che pensiero ha al riguardo?
r: se il suo vicino le dice di buttarsi nel fiume lei lo fa?

d: un mio amico ha lavorato per voi e non è mai stato pagato. lei è stato pagato?
r: io sono stato pagato? forse che un albero che cade nella foresta non viene udito da nessuno? forse che la crisalide smette di essere crisalide quando diventa farfalla?

d: non capisco che cazzo c’entra la farfalla e tutte ste menate qua. non mi dice quanto costa, ma tanto non mi interessa. fuori dalle palle!
r: non è che potrebbe darci il numero e l’indirizzo di altre 10 persone e raccomandarci a loro?

ma vaffanculo va!

ma quanto sono figo

15 gennaio 2011

ieri ho scoperto i widgets, o come cazzo si chiamano. adesso ci ho pure io un blog figo dove vedo i link, i post più letti, quanta gente mi legge, quanti commenti ho e tante altre robette.
i widget sarebbero una bella cosa da avere quando giri per strada: tu vai in giro qua per il corso, e la gente ti guarda e vede chi sono i tuoi amici, quali sono gli argomenti di cui parli, perfino cosa dicono di te e qual’è la storia che piace di più alle persone. io andrei al bar e la gente mi scruterebbe dicendo “ah guarda questo ha una storia nuova sui telefilm” oppure “oh ma dicono che è uno sfigato, ora gli rigo la macchina”. poi sopra la testa avrei una scritta con scritto (se no che scritta è) “l’uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato” e cazzo ci andrei volentieri in giro con quella per vedere che faccia farebbe la gente.
io mi ci sentirei figo!

poi secondo me certe volte la scritta non si vede ma ce l’ho e la vedono solo le persone, tipo quando disegno per strada o quando entro in un negozio, che faccio tipo dracula in chiesa da tanto che sono nel posto sbagliato. e il momento sbagliato per me è sempre (nel negozio dico). solo che se fossi dracula almeno potrei trasformarmi in un topo con le ali e fuggire, oppure soggiogare (o soggiornare, non ricordo) la commessa, e dopo averla soggiogata potrei soggiornare dentro di lei nei camerini e poi ciucciarle tutto il sangue e dire grazie e arrivederci.
ma siccome non sono dracula piglio fuoco e basta, non so mai che cazzo chiedere e poi sono sempre vestito come un barbone e infatti sto pure con la barba che non me la faccio praticamente mai, cazzo.
io sono problematico nei negozi.

l’estate

6 giugno 2010

che titolo banale e banana.
domani incomincia il campo estivo coi marmocchi, ovvero il cre! non so di preciso perchè si chiama cre e non so come lo chiamano nelle altre regioni, fatto sta che è una roba che ti costringe, la settimana prima, a fare la spesa nei discount per le merende da dare ai suddetti infanti, e fa ridere perchè vai dall’inserviente del discount e gli chiedi: “scusi, mica che avete 40 pacchi di wafer e 150 yogurt alla fragola vero?”. ah che grasse risate!

a me l’estate mi fa girare le palle perchè appena arriva il caldo mi si sconquassa l’intestino e tutto quello che c’è dentro, e faccio proprio cagare. però d’estate vado a correre, dandomi una parvenza di essere umano sportivo e salutista. cerco di andarci almeno una volta a settimana ma le ultime 2 ho saltato per lavoro e sconquassamento. poi sembro professionale; vado, corro con il lettore mp3 coricato in un apposito marsupio da braccio fatto apposta per correre con il lettore, poi quando smetto di correre faccio i piegamenti e le flessioni alla sbarra come i carcerati, occhieggiando le fanciulle che corrono attorno al parco. la cosa più difficile è occhieggiare senza mostrare dolore, perchè la prima volta che sono andato dopo l’inverno che non facevo un cazzo (minchia la prima parolaccia dopo mezzo post, sono proprio rincoglionito oggi) ho fatto il primo giro di corsa bello tranquillo, il secondo sfiatando, il terzo tenendomi la milza perchè non scappasse, e il quarto strisciando ma facendo finta di niente. poi ho fatto le flessioni finchè un dolore schienale mi ha fatto smettere, e sono tornato a casa con mezzo corpo paralizzato. ah, andiamo bene, cazzo!
poi oggi ho una fiacca che non ho manco voglia di scrivere….fanculo.

ma dove cazzo devi andare….!

5 novembre 2009

ma dove cazzo devi andare, dico io, tu che col suv arrivi agli incroci e quando è rosso mica ti fermi, no, procedi ai 2 all’ora finchè non sei 1 metro oltre la linea dello stop con tutta la macchina, praticamente sotto al semaforo, quasi oltre che poi viene il verde e te povero pirla ti becchi le suonate del nonno con la scassomobile perchè non vedi che è verde, visto che col cofano sei nel mezzo dell’incrocio. ah già, io lo so, devi andare al mercato e a fare la spesa, così ti passi quelle belle viuzze del centro con una macchina di proporzioni bibliche, che devi telefonare per forza mentre la guidi perchè non sai come fare e allora chiami la concessionaria che ti spiega perchè ti bruci un pieno con 2 km di strada. cazzo, io proprio non vi capisco voi suvvari. preferite scarenarvi gli sportelli cercando di parcheggiare in “vicolo stretto” (che se si chiama così un motivo c’è, mica davano i nomi a culo, una volta), mentre la nonna passa con la scassocicletta e un paio di sporte nel cestino, e via, contenta che deve andare al cimitero, al forno, a tirare la sfoglia, a legare l’arrosto, innaffiare i fiori fare il bucato e preparare la torta, e in fretta che sono già le 10 della mattina e ha fatto solo la metà delle cose. te lo dico io dove cazzo devi andare…..

AFFANCULO, ecco dove devi andare. stai tranquillo che la strada la sanno tutti, se chiedi indicazioni ti ci mandano volentieri.

il raffreddore del porco

30 settembre 2009

non c’entra con l’influenza suina, è solo che quando ho il raffreddore grufolo come un maiale. ma andiamo per ordine, così i nessuna persona che legge questo blog capisce bene. stamattina sono stato svegliato alle 7e34, ma tanto dormivo malamente già da un’oretta, per colpa del raffreddore. io quando ho il raffreddore sto male perchè ho il naso chiuso, la fronte mi si riempie di muco e ho mal di testa. però ho una particolarità, ovvero che con un raffreddorone può succedere che mi viene la febbre, qualche linea magari… e se mi viene la febbre è facile che mi prenda anche allo stomaco o all’intestino… se mi prende all’intestino che è un mio punto debole mi arriva una bella dissenteria che devo tenere sotto medicine e nuvole di moxa…. perchè se no poi comincio a perdere pezzi di intestino, grazie all’ulcera intestinale che ho. insomma, per un raffreddore rischio la vita!

ma parliamo di quando sono andato a cercare un paio di infradito:

l’estate scorsa al conad ho comprato un paio di infradito a 5 euro, nere con la paglietta e un simbolo tarocco che richiamava la nike… insomma erano stupende… e quei 5 euro li valevano tutti, perchè si sono fatte un’estate di chilometri a faenza e pure una capatina a roma, e non si sono mai rotte! poi si stavano facendo anche l’estate 2009 ma facendo un passo di danza in giardino una delle 2 infradito si è aperta a metà, e per me è stata un pò come la fine di un sogno.

e l’inizio di un incubo.

incubo perchè io odio andare nei negozi, odio comprare le cose nei negozi, odio andare al mercato, infatti godo quando trovo le pianelle al conad perchè le prendo lì, tra i salumi e le patatine, le passo alla cassa, non c’è nessuna ragazza che mi chiede “posso esserle utile” e a cui devo trattenermi dal risponderle “quello che vorrei da te non si trova in questo negozio, o cmq non è tra gli articoli che vendete…” insomma odio i negozi, che poi quelli del centro sono ricavati in dei cubicoli sotto al loggiato della piazza e quando ci sono 3 persone dentro sono pieni.insomma, fui costretto ad uscire e guardare per il mercato e per le vetrine, con scarsi risultati e tante brutte parole, e un caffè. tornando alla macchina mi imbatto nella vetrina di un negozio di articoli sportivi che in vetrina ha delle infradito simili alle mie defunte, al prezzo di 5 euro. in questo negozio ci lavora la ex di un mio vecchio amico, ex che io odio, lui odia, tutti odiamo e nonostante questo lei non fa una piega, ma questa è un’altra storia. nonostante questo entro, mi manda al piano di sotto e mi trovo davanti una marea di scaffali di infradito, di tutte le taglie e i sessi (alcune erano ambigue, forse erano per gay), per tutti gli usi, la spiaggia, la piscina, la sauna, il passeggio, e di tutto di più, tutte abbastanza brutte o costosissime (ma chi li spende 40 euro per un paio di infradito???). però non c’è quello che cerco. nel frattempo di fianco a me un tale vende una racchetta da tennis chiamandola “ferro”. scende la padrona, la placco e do il via ad una scenetta che riporto di seguito, con traduzione tra parentesi per chi non mi conosce:

P:”posso esserti utile?” (ce la fai a pigliarti le infradito o vuoi le istruzioni?)

L:”sì…di infradito avete solo queste?”(avete solo ste cose di dubbio gusto costose? ma un cazzo di infradito semplici non ce le avete?)

P:”diciamo che questo è il 90% del nostro campionario….se cerchi qualcosa in particolare puoi dirmi come sono fatte e vediamo…..(eh qui ce ne sono un treno….se tu sei un barbone che cerchi delle cose da discount dimmelo, e ti mando a fanculo subito…)

L:”sì…. le ho viste in vetrina prima, erano tipo queste, con la paglietta…(cerco quelle da barboni.)

P:”ah in vetrina….. il cesto di quelle da 5 euro è là.” (ah ok sei un pezzente. vai a ravanare tra i rimasugli difettosi.)

e poi manco c’era il mio numero.